Efficienza energetica e innovazione

Sulle batterie Arera chiede cautela: costi alti, ci sono tecnologie più convenienti

Nella memoria depositata e in commissione Industria al Senato, Arera mantiene una posizione neutrale tra mobilità a ‘Green gas’ e mobilità elettrica purché sia soddisfatta la condizione di sostenibilità ambientale, perseguita anche in ambito europeo

Le batterie potrebbero rappresentare l’uovo di colombo per le rinnovabili, consentendo cioè di ovviare al loro problema principale, costituito dall’intermittenza e dalla possibilità quindi di immagazzinare l’energia nel momento in cui viene prodotta per poterla utilizzare quando serve realmente. I limiti tecnologici, al momento, sono però evidenti e lo testimonia anche una memoria depositata e in commissione Industria al Senato dall’Arera, che si mostra molto prudente in merito all’utilizzo degli accumulatori. (qui la memoria)

ARERA PRUDENTE SUGLI ACCUMULATORI

La memoria è datata 11 giugno, così come l’audizione tenutasi in quei giorni, ma è stata depositata presso l’organo di Palazzo Madama in queste ore e in sintesi evidenzia che i costi delle batterie, al momento, sono ancora elevati con benefici inferiori ai costi, rispetto a tecnologie più economiche. “L’Autorità ritiene che i sistemi di accumulo possono fornire un contributo di rilievo nell’ambito del dispacciamento (ossia l’insieme delle attività finalizzate a garantire l’equilibrio tra domanda e offerta elettrica), soprattutto in un contesto in rapida e continua evoluzione, per effetto della diffusione delle fonti rinnovabili non programmabili e della generazione distribuita, nonché del progressivo venir meno degli impianti programmabili, che hanno storicamente reso disponibili le risorse per garantire l’equilibrio in tempo reale tra domanda e offerta di energia elettrica, purché siano economicamente vantaggiosi. Si sottolinea, però, che allo stato attuale solo utilizzando sistemi di accumulo per una pluralità di finalità si potrebbero conseguire benefici sufficienti a compensare i costi sostenuti che, per quanto riguarda le varie tecnologie elettrochimiche risultano ancora elevati”, si legge nella memoria.

NON POSSONO FORNIRE TUTTI I SERVIZI CONTEMPORANEAMENTE ED ESSERE SEMPRE DISPONIBILI

Non solo, precisa l’Authority: “Al riguardo, va tenuto presente che un sistema di accumulo elettrochimico non può fornire tutti i servizi contemporaneamente e non può essere sempre disponibile per attivare un determinato servizio; la sua disponibilità a fornire un certo servizio dipende dalla sua taglia, dalle ubicazione e dallo stato di carica quando lo specifico servizio è richiesto”.

STIME IRENA “POTREBBERO NON RISULTARE SUFFICIENTI”

In esito a questa posizione, prosegue l’Arera “il rapporto ‘A New world. The geopolitics of Energy transformation’ elaborato da Irena e citato nelle comunicazioni alla Commissione europea, prevede che i costi relativi agli accumuli elettrochimici siano attesi in riduzione con un abbattimento di un fattore 2-2,5 (in numeri indice da 100 a 40-50) in 15 anni (dal 2016 al 2030). In proposito si evidenzia che la traiettoria attesa è certamente promettente ma potrebbe non risultare sufficiente per garantire benefici superiore ai costi, anche in considerazione del fatto che alcune problematiche di rete possono essere risolte con strumenti molto meno costosi (per esempio con la richiamata tecnologia Dynamic Thermal rating – Dtr)”.auto elettrica mobilità

SEMPRE GARANTITE CONCORRENZA E NEUTRALITÀ TECNOLOGICA

L’Autorità ha comunque chiarito che nel definire le “condizioni tecnico-economiche di accesso e di interconnessione alle reti”, ha sempre agito nell’ottica di garantire “la promozione della concorrenza”, e la “neutralità tecnologica” e posto in essere “una serie di azioni finalizzate a garantire che la domanda di energia, le fonti rinnovabili e la generazione distribuita – inclusi sistemi di accumulo – possano fornire servizi di flessibilità anche su base aggregata (tramite le cosiddette unità virtuali abilitate a partecipare al mercato per il servizio dispacciamento – UVA) utili per contribuire a garantire l’equilibrio in tempo reale tra la domanda e l’offerta di energia elettrica al miglior costo”.

DA TEST CRITICITA’ DI RETE. PER TERNA INCENTIVI SOLO PER DUE DEI TRE SITI SPERIMENTALI

A partire dal 2011, inoltre, l’Arera ha “segnalato la necessità di separare le attività di accumulo dell’energia dalle attività di distribuzione e di trasmissione. Nel 2013 l’autorità ha autorizzato Terna a condurre specifici progetti pilota per la sperimentazione delle potenzialità e dell’efficacia ed efficienza dei sistemi di accumulo tramite batterie”. I risultati del primo biennio di esercizio sia dei progetti pilota energy-intensive sia dei progetti Power intensive pubblicati da Terna per il 2017-2018 hanno tuttavia evidenziato che “alcune criticità di rete possono essere risolte con costi decisamente inferiori mediante l’utilizzo di altre soluzioni quali per esempio le tecnologie Dynamic Thermal rating che consentono di determinare la portata massima della rete in funzione delle condizioni meteorologiche”. Tra l’altro, proprio per queste risultanze, l’Arera ha valutato che “Terna in base ai risultati ottenuti nel primo biennio di sperimentazione, non potesse accedere agli incentivi per due dei tre siti sperimentali, dato che le concrete difficoltà operative di gestione dei sistemi di accumulo, in caso di picchi di produzione eolica che, in alcune zone circoscritte del paese, danno luogo a congestioni sulle reti elettriche, non hanno consentito il raggiungimento degli esiti attesi”.

PER ARERA NEUTRALE IL SERVIZIO DI MOBILITÀ A GREEN GAS O ELETTRICA

Diverso il discorso per quanto riguarda la mobilità elettrica: “Si può affermare che a differenza dello storage le batterie appaiono come l’unica soluzione possibile. Va comunque precisato che l’Autorità non ha competenze regolatorie né sulla filiera dei veicoli elettrici né sull’attività di ricarica dei veicoli”. Infatti “detta attività non costituisce un servizio di pubblica utilità ma un servizio che può essere fornito da chiunque in regime di libera concorrenza”. Sul punto, l’Authority mantiene quindi “una posizione neutrale tra mobilità a ‘Green gas’ e mobilità elettrica purché sia soddisfatta la condizione di sostenibilità ambientale, perseguita anche in ambito europeo”. E sottolinea che “in virtù del menzionato principio di neutralità tecnologica, non rilevano le differenze che caratterizzano gli accumuli elettrochimici, gli impianti di pompaggio o le altre soluzioni, ai fini dell’adozione di disposizioni inerenti ai sistemi di accumulo, proprio per evitare qualsiasi discriminazione tra tecnologie diverse e tali da condurre allo sviluppo di talune di esse a scapito delle altre”.

PUNTARE SULLA MOBILITÀ ELETTRICA COLLETTIVA

“In tema di mobilità elettrica – ha concluso Arera – il documento per la consultazione sul quadro strategico dell’autorità indica la necessità di procedere a forma di sostegno alla mobilità elettrica collettiva come autobus elettrici che massimizza il beneficio di per passeggeri per km a tale scopo l’autorità disponibile nell’ambito della consueta collaborazione istituzionale a fornire supporto tecnico per le necessarie verifiche di compatibilità delle misure di aiuto acquista forma di mobilità sostenibile”.