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Tagli ai sussidi ambientali dannosi e misure per qualità dell’aria e boschi. Ecco il testo del decreto Clima

manovra

Il provvediento che Energia Oltre è in grado di anticipare, è un decreto legge e si compone di 14 articoli suddivisi in quattro capi

Il testo del provvedimento sul clima, annunciato dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa, si compone in tutto di 14 articoli e quattro capi e ha la forma giuridica del decreto legge. Secondo quanto è in grado di anticipare Energia Oltre che ha visionato la bozza del provvedimento, il testo si occupa di misure per il contrasto dei cambiamenti climatici e la promozione dell’economia Verde.

L’ITER

Il provvedimento approda oggi in pre-consiglio ma che domani dovrebbe essere esaminato in Consiglio dei ministri prima della partenza del titolare dell’Ambiente con il premier Giuseppe Conte e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, per il Climate Action Summit 2019, il summit mondiale sul clima all’Onu in programma a New York.

MISURE PER MIGLIORARE LA QUALITA’ DELL’ARIA E INCENTIVARE LA MOBILITA’ SOSTENIBILE

La prima misura del provvedimento, si legge nella bozza, riguarda le misure per incentivare la mobilità sostenibile nelle aree metropolitane: “È istituto il programma sperimentale di incentivazione del trasporto sostenibile per la promozione dei servizi di trasporto pubblico locale e di altri servizi ad essi integrativi da finanziare con le risorse riassegnate nel 2020 al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare nel limite massimo di 200 milioni di euro”. Si tratta di una norma che va a “sanare” le zone metropolitane interessate dalle procedure di infrazione comunitaria per violazione delle norme sulle qualità dell’aria: i cittadini “che rottamano autovetture omologate fino alla classe Euro 4 è attribuito un credito fiscale corrisposto mediante un titolo di spesa pari ad euro 2.000, che l’interessato può utilizzare entro i successivi cinque anni ai fini dell’acquisto di abbonamenti al trasporto pubblico locale e regionale e di altri servizi ad esso integrativi, inclusi i servizi di sharing mobility con veicoli elettrici o a zero emissioni, anche in favore dei familiari conviventi. Il beneficio è revocato ove il medesimo soggetto, ovvero un familiare convivente, provveda all’acquisto, al leasing o al noleggio a lungo termine di un’autovettura non a basse emissioni entro i due anni successivi”.

CREDITO FISCALE ANCHE PER I TAXI

“Ai titolari di licenza di trasporto pubblico di piazza e agli autotrasportatori operanti nelle città metropolitane che rottamano veicoli Euro 4 o inferiori è riconosciuto per ciascun veicolo il credito utilizzabile per la sostituzione del veicolo rottamato con veicoli ibridi o elettrici o ad emissioni ridotte”.

PROMOZIONE DEL TRASPORTO SCOLASTICO SOSTENIBILE

“Al fine di promuovere il trasporto scolastico per gli studenti della scuola dell’obbligo e limitare le emissioni inquinanti in atmosfera, presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare è istituito un fondo in favore del servizio di scuola bus a ridotte emissioni per le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado, comunali e statali ricadenti nell’ambito delle città metropolitane”. In totale si tratta di 10 milioni di euro.

INCENTIVAZIONE DEL TRASPORTO A DOMICILIO DI PRODOTTI

“Agli esercenti attività imprenditoriale che svolgono direttamente o per tramite di soggetti terzi il servizio di trasporto a domicilio per la vendita di prodotti non destinati all’esercizio dell’attività economica o professionale, è riconosciuto un credito di imposta pari allo sconto praticato al consumatore, fino al 20 per cento del costo del servizio, fino a un importo massimo di 5.000 euro ad esercente, nel limite complessivo di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022. Il costo del servizio è fiscalmente detraibile dal consumatore in misura pari al 100%”.

AZIONI PER IL RIMBOSCHIMENTO

“Al fine di adottare misure urgenti per l’adattamento climatico nelle città metropolitane e migliorare la qualità dell’aria, nel limite complessivo di 15 milioni di euro delle relative risorse riassegnate nel 2020 al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, è istituito un programma sperimentale di messa a dimora di alberi, di reimpianto e di silvicoltura, anche nel quadro di attività di educazione e ricerca ambientale”, si legge nella bozza del provvedimento.

CITTÀ VERDE D’ITALIA

Nasce il premio “città verde d’Italia” al fine di favorire “progetti, iniziative e attività di gestione sostenibile delle città italiane, anche attraverso forme di confronto e di competizione tra le diverse realtà territoriali, promuovendo la crescita verde e i relativi investimenti”. In questo senso Stato, Regioni e Comuni interessati definiscono, attraverso accordi il “Programma Italia Verde 2023”, volto a valorizzare il patrimonio progettuale degli eventuali dossier di candidatura delle città italiane a “Capitale europea verde 2023” e “Foglia verde 2024”. Il “Programma Italia Verde 2023” individua, secondo principi di trasparenza e pubblicità, anche tramite portale web, per ciascuna delle azioni proposte, l’adeguata copertura finanziaria, anche attraverso il ricorso alle risorse previste dai programmi dell’Unione europea per il periodo 2021-2027 ed è approvato con il decreto ministeriale di cui al quarto comma del presente articolo. “I programmi di ciascuna città, sulla base dei progetti inseriti nei dossier di candidatura, sono definiti tramite apposito accordo, stipulato tra il Comune interessato, la Regione di appartenenza e il Ministero dell’ambiente e della tutela dell’ambiente e del mare, con il quale sono individuate altresì le risorse necessarie per la sua realizzazione. Con successivo decreto del Ministro dell’ambiente adottato previa intesa in sede di Conferenza unificata, è redatto l’elenco ricognitivo degli accordi sottoscritti”. Per le medesime finalità “il Consiglio dei ministri conferisce annualmente il titolo di ‘Città verde d’Italia’ ad una città italiana, sulla base di un’apposita procedura di selezione definita con decreto del Ministro dell’ambiente, previa intesa in sede di Conferenza unificata, anche tenuto conto del percorso di individuazione della città italiana “Capitale europea verde 2023”.

TAGLI DEI SUSSIDI AMBIENTALMENTE DANNOSI

“A partire dall’anno 2020, le spese fiscali dannose per l’ambiente indicate nel Catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi istituito presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare sono ridotte nella misura almeno pari al 10 per cento annuo a partire dal 2020 sino al loro progressivo annullamento entro il 2040”. All’individuazione dei sussidi “si provvede in sede di legge di bilancio annuale e i relativi importi sono destinati, nella misura del 50 per cento, a uno specifico fondo istituito presso il Ministero dell’economia e delle finanze per il finanziamento di interventi in materia ambientale, con priorità alla revisione dei sussidi ambientalmente favorevoli, alla diffusione e innovazione delle tecnologie e dei prodotti a basso contenuto di carbonio e al finanziamento di modelli di produzione e consumo sostenibili”.

POTENZIAMENTO DELLA VIA E INTRODUZIONE DELL’IMPATTO AMBIENTALE DELLA REGOLAMENTAZIONE

Modifica in vista per il Codice Ambiente che vede introdurre nella Valutazione di impatto ambientale “un’analisi della coerenza dell’opera ai fini dei cambiamenti climatici nell’intero ciclo di vita, al fine di valutarne la neutralità climatica anche mediante interventi di compensazione ove necessario” ma anche una Valutazione di Impatto Sanitario nei Siti di bonifica di Interesse Nazionale.

cambiamenti climaticiAL VIA PIATTAFORMA PER IL CONTRASTO AI CAMBIAMENTI CLIMATICI A PALAZZO CHIGI

“Presso la Presidenza del Consiglio dei ministri è istituita una Piattaforma per il contrasto ai cambiamenti climatici e il miglioramento della qualità dell’aria, presieduta dal Presidente del Consiglio dei ministri o, su sua delega dal Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, composto dal Ministro dell’economia e delle finanze, dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, dal Ministro dello sviluppo economico, dal Ministro per le politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, dal Ministro per il Sud e dal Ministro per gli affari regionali e le autonomie e integrato dai Ministri interessati alle materie trattate nonché dal Presidente della Conferenza delle regioni e delle province autonome, dal Presidente dell’Unione delle province d’Italia e dal Presidente dell’Associazione nazionale dei comuni italiani”. Tra i compiti previsti ci sono quelli di “studiare le attuali emissioni in atmosfera a livello nazionale, individuando le aree più impattate e le eventuali cause, nonché monitorare la qualità dell’aria, promuovendo la costituzione di una rete nazionale di monitoraggio e di pubblicazione dei dati” e “redigere un Programma nazionale per il monitoraggio e la riduzione dell’inquinamento atmosferico, promuovendo accordi di programma tra Amministrazioni centrali e territoriali”.

ISTITUZIONE NEI PARCHI NAZIONALI DI ZONE ECONOMICHE AMBIENTALI A REGIME ECONOMICO SPECIALE

Il territorio di ciascuno dei parchi nazionali costituisce una “Zona economica ambientale” dotata di un regime economico speciale. In ogni Zona economica ambientale, presso un Comune individuato dalla Comunità del Parco d’intesa con l’Ente Parco è istituito uno Sportello unico per i cittadini e le imprese del parco, gestito in forma associata dai Comuni il cui territorio ricade almeno in parte nell’area del Parco. Le richieste, relative alle attività edilizie e alle iniziative economiche e produttive presentate da cittadini ed imprese del Parco e che interessano l’area del Parco sono esaminate da una conferenza di servizi convocata dallo Sportello unico. Tra le novità del provvedimento, il fatto che per la durata di tre anni “è concesso, a titolo gratuito e con priorità sugli altri interventi” un “importo massimo garantito per singola impresa di 2.500.000 euro in favore delle micro, piccole e medie imprese che operano nel settore del trattamento dei rifiuti, delle energie rinnovabili, delle attività culturali legate alla tutela ambientale e alla valorizzazione dell’area protetta, dell’agriturismo, ovvero che intendano realizzare iniziative produttive o di servizio compatibili con le finalità istitutive del parco nazionale, con sede o unità locali ubicate nei territori delle aree protette nazionali, nel rispetto delle previsioni e dei vincoli stabiliti dal piano e dal regolamento del parco”.

RIFIUTI

All’interno del provvedimento sono presenti un paio di articoli che si occupano di rifiuti: Disposizioni volte a velocizzare la pianificazione di emergenza per gli impianti di stoccaggio e trattamento dei rifiuti che apporta una serie di modifiche all’art. 26-bis del decreto-legge 8 ottobre 2018, n. 113. E “Cessazione qualifica di rifiuto” ancora da scrivere.

AGEVOLAZIONI FISCALI SUI PRODOTTI SFUSI E ALLA SPINA

Al fine di ridurre la produzione di imballaggi per i beni alimentari e prodotti detergenti, “per gli anni 2020, 2021 e 2022 è riconosciuto un contributo pari al 20 per cento del costo di acquisto di prodotti sfusi e alla spina, privi di imballaggi primari o secondari”. Agli esercenti che acquistano tali beni il contributo è riconosciuto “sotto forma di credito d’imposta, fino ad un importo massimo annuale di euro 10.000 per ciascun beneficiario, nel limite complessivo di 10 milioni di euro per l’anno 2020, 2021 e 2022”. Per gli acquirenti “il contributo è anticipato dal venditore dei beni come sconto sul prezzo di vendita ed è a questo rimborsato sotto forma di credito d’imposta di pari importo, nel limite complessivo di 10 milioni di euro per l’anno 2020, 2021 e 2022”. Inoltre, al fine di promuovere la diffusione di attività commerciali di vendita dei prodotti di questo tipo “agli esercenti di attività commerciali che realizzano punti vendita di prodotti sfusi e alla spina, per gli anni 2020, 2021 e 2022 è riconosciuto un contributo pari al 20 per cento del costo di acquisto delle attrezzature per l’erogazione di prodotti sfusi e alla spina nell’ambito della propria attività, nel limite complessivo di 10 milioni di euro per l’anno 2020, 2021 e 2022”.

COMMISSARIO UNICO DISCARICHE ABUSIVE

Per ovviare all procedura di infrazione europea n. 2003/2077 è previsto il commissario unico alle discariche abusive “si avvale, sulla base di apposite convenzioni, di società in house delle amministrazioni centrali dello Stato, dotate di specifica competenza tecnica, degli enti del sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente, delle Amministrazioni centrali e periferiche dello Stato e degli Enti pubblici che operano nell’ambito delle aree di intervento utilizzando le risorse umane e strumentali disponibili a legislazione vigente, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”. Il Commissario unico “si avvale altresì di una struttura di supporto composta da non più di 12 membri”, “resta in carica per un triennio e, nel caso in cui si tratti di dipendente pubblico, è collocato in posizione di comando, aspettativa o fuori ruolo secondo l’ordinamento applicabile”.