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Il gas serve, e il dossier Tap non è ancora sul tavolo del Governo. Parola di M5S

tanap

Ancora un cambio di passo sulla vicenda del Trans Adriatic Pipeline: stavolta è il sottosegretario pentastellato Cioffi, rispondendo in Commissione alla Camera, ad evidenziare contrasti con le posizioni del passato. Stesso discorso per il sottosegretario Santangelo: Approdo San Foca il più idoneo dal punto di vista tecnico e ambientale

Il gas nei prossimi anni potrebbe svolgere “un ruolo come fonte di transizione” mentre il Tap “rappresenta un dossier molto delicato” ma al momento “non è ancora sul tavolo del Governo”. Parola del sottosegretario di M5S Andrea Cioffi. Questa la risposta che ha dato l’esponente del governo in commissione Attività produttive della Camera la scorsa settimana a un’interrogazione presentata da Sara Moretto (Pd) e illustrata da Diego Zardini volta a conoscere la reale posizione del Governo sulla realizzazione del TAP, “progetto – sottolinea il testo – di rilevante importanza per il nostro Paese, tanto da essere inserito nella Strategia energetica nazionale (Sen) adottata nel novembre 2017”. Nell’interrogazione si ricordano, però, le posizioni contrarie espresse nel passato da membri dell’attuale Governo. Posizione contrarie contraddette dal parere favorevole sul rifinanziamento del progetto espresso, il 6 luglio scorso, dal rappresentante italiano nel board della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo a cui vanno unite le dichiarazioni del Ministro degli Esteri Moavero e l’intervento favorevole dello stesso Presidente della Repubblica nel corso della sua visita di Stato in Azerbaijan che hanno originato l’interrogazione stessa.

tapCIOFFI (M5S): GAS FONTE DI TRANSIZIONE VERSO LA DECARBONIZZAZIONE, BACKUP DELLE RINNOVABILI VARIABILI, SUPPORTO ALL’USCITA DAL CARBONE, E USO CRESCENTE NEI TRASPORTI

“Il gasdotto TAP è l’ultima parte del progetto ‘Southern Corridor’ (o Corridoio Sud) che prevede di portare in Turchia, Grecia, Albania, Bulgaria e in Italia le risorse di gas dai giacimenti nel Mar Caspio – ha sottolineato Cioffi –. Così come rilevato dall’onorevole interrogante, (che conosce bene il tema visto che il progetto è stato portato avanti nella scorsa legislatura dal governo sorretto dalla maggioranza di cui gli onorevoli interroganti facevano parte), le motivazioni che hanno determinato da parte dei precedenti governi il sostegno dell’Italia e dell’Europa al Corridoio Sud sono state la sicurezza degli approvvigionamenti tramite la diversificazione delle fonti e delle rotte di provenienza del gas, al fine di ridurre la dipendenza dal gas russo, e l’interesse ad aumentare l’offerta e il numero di fornitori in concorrenza sui mercati. Preliminarmente vorrei premettere che, stante l’attuale struttura del sistema energetico nazionale, la risorsa gas nei prossimi anni potrebbe svolgere comunque un ruolo come fonte di transizione verso la decarbonizzazione, anche come backup delle fonti rinnovabili variabili, supportando l’uscita dal carbone per la generazione elettrica, con un suo uso crescente nei trasporti pesanti e marittimi sotto forma di gas liquefatto, GNL”.

CIOFFI: FIRMATO NEL 2013 E RATIFICATO UN ACCORDO INTERGOVERNATIVO TRA GRECIA, ALBANIA E ITALIA

“Per il TAP – ha proseguito Cioffi – è stato firmato nel 2013 un Accordo intergovernativo tra Grecia, Albania e Italia, ratificato dai tre Parlamenti, che obbliga le parti al supporto al progetto e alla collaborazione. Inoltre esso risulta essere parte dell’elenco dei gasdotti di interesse comune europeo stabilito da uno specifico Regolamento UE (Reg. 347/2013) che, parimenti, ne prevede il supporto da parte degli stati membri. Sempre nel corso del 2013 sono stati firmati i contratti di fornitura per 25 anni di gas azero; contratti firmati tra il consorzio di sfruttamento del gas azero del deposito denominato shah deniz 2 con varie società di cui alcune italiane”.

“CRITICITÀ IMPORT DA ALGERIA, TENP E LIBIA RIDUCONO I MARGINI DI SICUREZZA”

“In merito alle forniture di gas verso l’Italia – ha continuato il sottosegretario – si deve rilevare come il contratto con l’Algeria che fornisce gas al nostro Paese attraverso il gasdotto Transmed, sia in fase di ridefinizione e che uno dei due tubi paralleli che costituiscono il gasdotto TENP che porta il gas verso il punto d’ingresso di passo Gries sia stato messo fuori servizio con possibili ripercussioni sulla capacità d’importazione di gas proveniente dal Nord Europa. Infatti, dall’inverno 2017, per la messa fuori uso in Germania di una delle due linee del gasdotto TENP che collega tramite la Svizzera il mercato italiano a quello liquido nord europeo, si è dimezzata la possibilità di import da Olanda e Norvegia. Inoltre prendo atto che i contratti di importazione dall’Algeria sono in corso di rinegoziazione, e, al momento, potrebbero essere rinnovati per volumi ridotti rispetto agli attuali. L’effetto combinato di queste due criticità, unito alla precarietà della situazione dell’import dalla Libia, riduce i margini di sicurezza del sistema italiano nel caso si verifichino, come accaduto negli ultimi inverni, periodi di forte domanda di gas”, ha ammesso Cioffi.

IL SOTTOSEGRETARIO: L’ARRIVO DEL GAS IN ITALIA È PREVISTO NEL 2020

“Nel 2015 il Ministro pro tempore dello sviluppo economico, ha firmato il decreto di autorizzazione di TAP consentendone l’inizio dei lavori. Sempre nel 2015, successivamente alla firma di cui sopra, la società SNAM è entrata a far parte della compagine azionaria di TAP di cui oggi possiede il 20 per cento – ha ricordato il sottosegretario –. Nel corso del 2016 la società SAIPEM si è aggiudicata la gara per la parte off-shore del gasdotto in adriatico. Evidenzio ancora che il TAP, come risulta anche dal sito della società, è ad uno stato d’avanzamento dei lavori pari al 72 per cento. Il primo gas azero è arrivato in Turchia lo scorso 12 giugno attraverso il TANAP; l’arrivo del gas in Italia è invece previsto nel 2020”.

“IL DOSSIER SUL GASDOTTO NON È ANCORA SUL TAVOLO DEL GOVERNO MA MASSIMA ATTENZIONE, ALLA VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI SOCIALI ED AMBIENTALI”

“Il TAP rappresenta un dossier molto delicato – ha aggiunto il sottosegretario –, la cui realizzazione sul suolo italiano ha dato luogo a numerose e spesso drammatiche manifestazioni di protesta a diversi livelli istituzionali. Desidero precisare che il dossier sul gasdotto in questione non è ancora sul tavolo del Governo dovendo provvedere ad una attenta e precisa analisi dei dati sia di carattere economico e finanziario che di quelli ambientali e territoriali al fine di pervenire ad una corretta analisi costi benefici. Il Governo si impegna comunque a porre la massima attenzione, alla valutazione degli impatti sociali ed ambientali che ne deriveranno, e fermo restando che tutti i soggetti coinvolti continueranno ad essere partecipi alla problematica evidenziata”, ha concluso Cioffi.

SOTTOSEGRETARIO SANTANGELO: APPRODO SAN FOCA IL PIÙ IDONEO DAL PUNTO DI VISTA TECNICO E AMBIENTALE

Sulla tutela ambientale delle zone interessate alla realizzazione del Tap si è soffermato anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Vincenzo Santangelo (M5S), rispondendo in commissione Ambiente della Camera a un’interrogazione di Rossella Muroni (LeU). Santangelo ha ricordato che “il procedimento di Via ha preso in considerazione numerosi approdi alternativi, valutando quello a San Foca il più idoneo dal punto di vista tecnico e ambientale”, e che il punto di uscita del microtunnel è stato spostato “al fine di minimizzare le interferenze”. Per quanto riguarda le componenti flora, fauna ed ecosistemi marini, la Commissione Via li ha classificati come “non significativi”. Sul fronte dell’espianto e il reimpianto degli ulivi, Santangelo ha richiamano l’ottemperanza da parte di Tap delle prescrizioni A.29 e A.44 del decreto di compatibilità ambientale e rilevato che “il piano di gestione degli ulivi monumentali è stato sottoposto con esito positivo anche all’esame di una apposita Commissione Regionale”. Venendo infine alle varie impugnative promosse da enti territoriali e associazioni contro i provvedimenti autorizzativi, il sottosegretario ha evidenziato che “i relativi procedimenti risultano in gran parte conclusi con sentenza di rigetto”. Il ministero dell’Ambiente, ha comunque assicurato Santangelo, “manterrà alto il livello di attenzione su questa complessa vicenda”.