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Tap: sviluppo Puglia è legato a crescita industria. Parola di Svimez

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Bianchi: “Occorre smontare questa costruzione ideologica che pone l’industria come elemento di arretramento, quando la storia nazionale insegna che attraverso l’industria si sviluppa tutto il sistema”

Lo sviluppo economico della Puglia non passa solo per turismo e agricoltura ma deve necessariamente tenere conto anche dell’aspetto industriale e manifatturiero che devono essere sostenibili. Lo ha detto all’Ansa il direttore dello Svimez, Luca Bianchi, a margine del convegno “Servizi idrici e ambientali nel Mezzogiorno: proposte di sviluppo” che si è tenuto ieri, parlando del gasdotto Tap il cui approdo in Puglia è oggetto di discussioni e osteggiato dalle comunità locali che temono ripercussioni negative sull’economia legata al turismo.

BIANCHI: SVILUPPO PUGLIA È LEGATO INEVITABILMENTE ALLA CRESCITA DEL SUO TESSUTO INDUSTRIALE E MANIFATTURIERO

“Al di là della singola opera, che mi pare di capire si farà, credo sia un errore concettuale dire che la Puglia possa creare sviluppo attraverso il turismo e l’agricoltura. La Puglia è la seconda regione industriale del Mezzogiorno, il suo sviluppo è legato inevitabilmente alla crescita del suo tessuto industriale e manifatturiero”, ha detto Bianchi.

“OCCORRE SMONTARE QUESTA COSTRUZIONE IDEOLOGICA CHE PONE L’INDUSTRIA COME ELEMENTO DI ARRETRAMENTO”

Bianchi ha spiegato che “non esiste un turismo alternativo all’industria, esiste invece una industria sostenibile che può attivare anche processi di sviluppo del turismo e dell’agricoltura. Quindi il problema è ideologico, cioè occorre smontare questa costruzione ideologica che pone l’industria come elemento di arretramento, quando la storia nazionale insegna che attraverso l’industria si sviluppa tutto il sistema. Tanto è vero – ha concluso – che io parlo non di turismo ma di industria turistica, perché serve una modalità organizzativa che possa creare sviluppo e occupazione”.