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Transizione industriale UE

Transizione industriale e crisi energetica: l’Europa al bivio tra inquinamento zero e competitività

L’Agenzia Europea dell’Ambiente sollecita trasformazioni radicali per abbattere i costi sanitari delle emissioni, mentre il ministro Urso vola a Bruxelles per coordinare la difesa dei settori energivori nel prossimo Consiglio Competitività.

Il futuro della manifattura pesante europea si gioca su un delicato equilibrio tra ambizioni climatiche e sopravvivenza economica. È quanto emerge dal nuovo briefing dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA), secondo cui, nonostante le emissioni delle industrie energivore siano crollate del 42% negli ultimi vent’anni, i progressi sono entrati in una fase di stallo preoccupante. Parallelamente, l’azione politica italiana si sposta nel cuore dell’Unione: il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, è giunto a Bruxelles per una maratona diplomatica volta a influenzare il “Clean Industrial Deal” e garantire che la decarbonizzazione non si traduca in una deindustrializzazione forzata a causa di prezzi dell’elettricità insostenibili.

IL MONITO DELL’AGENZIA EUROPEA: LA TRASFORMAZIONE STRUTTURALE È INELUDIBILE

La fotografia scattata dal rapporto “Inquinamento zero, decarbonizzazione ed economia circolare nelle industrie ad alta intensità energetica” rivela che i settori chiave — ferro, acciaio, cemento, alluminio, carta, vetro e chimica — pesano per il 27% sulle emissioni totali di gas serra dell’UE. Sebbene siano stati fatti passi da gigante nella riduzione di inquinanti specifici come diossine (–63%) e nichel (–64%), l’inquinamento industriale continua a generare costi sociali e sanitari stimati in circa 73 miliardi di euro all’anno.

Secondo l’analisi dell’AEA, le riduzioni più significative registrate dopo il 2020 non sono figlie solo dell’efficienza tecnologica, ma anche di un rallentamento economico e di cambiamenti strutturali che hanno frenato il Valore Aggiunto Lordo del settore. Per uscire dall’impasse, l’Agenzia ritiene fondamentale una trasformazione profonda basata su elettrificazione massiccia, uso di materie prime alternative e circolarità delle risorse, avvertendo però che ogni scelta comporterà inevitabili compromessi tra diversi obiettivi ambientali che andranno gestiti con approcci specifici per ogni filiera.

IL PRESSING DI ADOLFO URSO A BRUXELLES E L’AGENDA

In questo scenario di incertezza, l’Italia cerca di compattare il fronte degli Stati membri. Il ministro Adolfo Urso è a Bruxelles, dove ha partecipato alla riunione informale dei “Friends of Industry”. Insieme ai rappresentanti di Francia, Germania, Spagna, Polonia e Repubblica Ceca, il senatore Urso punta a definire un orientamento comune su dossier caldi come la semplificazione amministrativa, il completamento del mercato unico e l’attuazione dell’Industrial Acceleration Act.

Al centro del dibattito resta il meccanismo CBAM-ETS, lo strumento che dovrebbe proteggere l’industria europea dalla concorrenza sleale di Paesi con standard climatici inferiori. Domani, il ministro prenderà parte alla quinta riunione dell’Alleanza ministeriale per le industrie ad alta intensità energetica, un tavolo tecnico-politico dove verranno approfondite le necessità del comparto chimico e siderurgico, per poi intervenire ufficialmente ai lavori del Consiglio Competitività–Mercato interno e Industria.

DIPLOMAZIA INDUSTRIALE: I BILATERALI E IL TRATTATO DEL QUIRINALE

Oltre agli incontri collegiali, l’agenda di Urso prevede una serie di vertici bilaterali di alto profilo. Il ministro incontrerà Henna Virkkunen, Vicepresidente esecutiva della Commissione con delega alla Sovranità tecnologica, e il ministro delegato all’Industria francese, Sébastien Martin. Quest’ultimo colloquio è propedeutico al vertice ministeriale del 3 marzo a Roma, che darà attuazione al Trattato del Quirinale.

La rete diplomatica si estenderà poi a confronti con la ministra tedesca Katherina Reiche, l’austriaco Wolfgang Hattmannsdorfer e il ceco Karel Havlíček. Il fine ultimo è analizzare i seguiti dei Piani d’azione industriali e discutere il Regolamento istitutivo del Fondo europeo per la competitività, strumento considerato vitale per sostenere gli investimenti necessari alla transizione.

IL GRIDO D’ALLARME DEGLI ENERGIVORI: ELETTRICITÀ A 50 EURO O STALLO

A dettare l’urgenza dell’azione politica è anche il documento di posizione congiunto diffuso dall’Alleanza delle industrie ad alta intensità energetica, che include sigle pesanti come EUROFER e European Metals. Le imprese, che impiegano 2,6 milioni di persone nell’UE, denunciano una realtà economica drammatica: l’elettricità in Europa costa oggi da due a quattro volte in più rispetto ai principali partner commerciali globali.

La coalizione sostiene che il principale ostacolo alla transizione non sia la mancanza di tecnologia, ma l’assenza di una fornitura energetica accessibile e prevedibile. In vista del Piano d’azione per l’elettrificazione di maggio 2026, l’industria chiede alla Commissione europea di stabilire un parametro di riferimento competitivo di 50 €/MWh per i costi totali dell’elettricità industriale.

LE RICHIESTE CHIAVE PER EVITARE LA DEINDUSTRIALIZZAZIONE

Secondo quanto emerge dal documento dell’Alleanza, sono necessari meccanismi di supporto OPEX (costi operativi) piuttosto che semplici obiettivi di elettrificazione imposti dall’alto. Le richieste sono nette: garantire l’accesso a energia a basso costo, mantenere la compensazione per i costi indiretti dell’ETS oltre il 2030 e investire pesantemente nelle infrastrutture di rete per tenere basse le tariffe industriali.

L’industria sollecita inoltre una valutazione del mercato elettrico a breve termine entro giugno 2026 e un’accelerazione reale del mercato unico dell’energia. “Senza una riforma strutturale dei prezzi”, avvertono i rappresentanti del settore, l’Europa rischia di veder chiudere i propri impianti e di arrestare i progetti di elettrificazione proprio nel momento in cui dovrebbe accelerarli, scavando un solco incolmabile tra le ambizioni verdi dei regolatori e la realtà operativa delle fabbriche.

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