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Trivelle, arriva odg del Pd: In caso di ritardo sul Pitesai ridare efficacia ai permessi sospesi

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L’odg sulle trivelle è firmato da Gianluca Benamati del Pd che ricorda come il gas sarà ancora necessario per il soddisfacimento della domanda energetica, sia nella generazione elettrica sia come backup

Il governo dovrebbe “valutare l’opportunità di mettere in essere ogni azione possibile per assicurare il rispetto della tempistica prevista per la realizzazione del Pitesai”. E far sì, “in caso che il termine di realizzazione del Pitesai non venga rispettato e che si vada quindi oltre i trenta mesi di moratoria previsti, che venga immediatamente restituita efficacia ai permessi di prospezione e di ricerca sospesi”. Firmato Gianluca Benamati del Pd che ha messo nero su bianco in un ordine del giorno l’impegno per l’esecutivo.

La premessa è quella del Milleproroghe che ha spostato di sei mesi “il termine ultimo per la realizzazione del Pitesai e per la sua adozione – a causa di precedenti ritardi nella elaborazione e della necessità di effettuare la Valutazione Ambientale Strategica VAS”.

“Come è noto – scrive Benamati nell’odg sulle trivelle -, tale sospensione ha comportato il blocco degli investimenti nelle attività upstream nazionali, con un impatto significativo sull’indotto occupazionale, con conseguenze severe per alcune aziende che hanno deciso di rinunciare ai propri progetti”.

In questo senso, “il cambiamento del quadro concessorio italiano introdotto dalla moratoria ha determinato una criticità anche per le attività upstream nelle aree marine transfrontaliere, concentrati nel Mar Adriatico, in aree gestite dai Paesi con acque marine confinanti, principalmente la Croazia e la Grecia, influenzando la sicurezza energetica del Paese”.

A ciò va aggiunto che “il ruolo delle fonti di energia tradizionale – e in particolare del gas – sarà ancora necessario per il soddisfacimento della domanda energetica, sia nella generazione elettrica per i consumi di famiglie e imprese, sia per l’agricoltura e i trasporti, sia come backup per consentire la maturazione delle tecnologie rinnovabili, nella fase transitoria come assunto dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima 2030 inviato alla Commissione Europea”. Senza dimenticare, ha concluso Benamati, che “il contributo delle energie domestiche è imprescindibile per un processo di transizione energetica realmente sostenibile, dal punto di vista economico, ambientale e tecnologico”.