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Trump lancia il piano energetico che punta sul carbone e sconfessa gli accordi sul clima

carbone

Donald Trump ha predisposto il proprio piano energetico all’Epa, che sconfessa le politiche green di Obama e l’accordo di Parigi.

Come aveva ampiamente annunciato, il presidente degli Stati Uniti non intende sottostare ai vincoli stabiliti dall’Accordo sul clima. Invece, punta a mantenere il dominio delle fonti energetiche tradizionali, allontanando l’America dallo “switch” alle rinnovabili.

Il piano disposto da Obama fissava dei limiti alle emissioni derivanti da carbone, e puntava a spingere gli Stati a incentivare energie rinnovabili e a limitare gli impianti più vecchi. Una mossa che, soprattutto nel Midwest, dove esistono numerosi impianti di produzione di carbone, ha provocato lo scontento dell’elettorato, che alle ultime presidenziali si è rivolto a Trump.

L’attuale presidente, sin dalla campagna elettorale, ha promesso di mantenere aperte le miniere, dimostrando di curarsi poco delle tematiche ambientali. Sta tenendo fede alle promesse, come rileva il Guardian. Il nuovo piano non prevede obiettivi di riduzione delle emissioni e accenna soltanto ai cambiamenti climatici. Invece, raccomanda una serie di misure per aumentare l’efficienza delle centrali. L’Agenzia per la protezione ambientale (EPA) ha dichiarato che se gli Stati procedessero con questo efficientamento – ed è improbabile che lo facciano – le emissioni scenderanno di circa l’1% entro il 2030. A fronte di una previsione di calo, nel piano di Obama del 32%. Si prevede inoltre una lieve crescita della quota di mercato del carbone.

Il Guardian prevede che le nuove politiche incideranno negativamente sulla qualità dell’aria e causeranno circa 1400 vittime l’anno. Morti previste dall’EPA e provocate sia dagli agenti chimici sprigionati dall’estrazione del carbone.

Le conseguenze impatteranno anche sul riscaldamento globale. Gli Stati Uniti sono il secondo paese responsabile della produzione di gas serra e, scrive il Guardian, “se il paese non abbatterà le sue emissioni di CO2, il mondo dovrà fare i conti sempre più con desertificazione, inondazioni e migrazioni”.