Sostenibilità

Le criticità dei monopattini. Parla Berloco (Legal Team)

Monopattino

Berloco: “Bene il fatto che si stia andando nella direzione della mobilità sostenibile ma auspichiamo una regolamentazione ad hoc che tenga conto della peculiarità dei monopattini elettrici”

Dal 1 gennaio è scattato il via libera alla circolazione nelle città dei monopattini elettrici. Grazie a un emendamento approvato all’interno della Manovra per il 2020, questi mezzi, ma anche gli ‘hoverboard’, i ‘segway’ e le ‘monowheels’, potranno circolare liberamente, rispettando il Codice della Strada che – grazie alla legge – li equipara alle biciclette. L’uso in Italia di questi mezzi arriva dopo una lunga scia di multe, anche salate, comminate in varie città d’Italia per mancanza di regole chiare che ne hanno frenato in parte l’utilizzo.

LE SPERIMENTAZIONI NEL 2019

A regolare la micromobilità con i monopattini elettrici era stato un decreto entrato in vigore il 27 luglio scorso che però stabiliva che a mettere in regola i monopattini elettrici all’interno del proprio territorio dovevano essere i singoli comuni. A Milano la sperimentazione era appena partita, con il posizionamento di 130 segnali stradali nella cintura esterna più altri 80 in aree di particolare pericolosità. A Torino il via libera era arrivato a novembre con la possibilità di far correre i monopattini elettrici sulle piste ciclabili e le zone 30 tra cui l’area della Ztl centrale. In molte città, invece, la sperimentazione non era mai partita, a causa della mancanza di risorse.

AVVOCATO BERLOCO (LEGAL TEAM): ANCORA CRITICITÀ SULLA MATERIA, E’ POSITIVO CHE SI STIA ANDANDO NELLA DIREZIONE DI REGOLARE IL SETTORE MA SERVONO REGOLE AD HOC

Adesso la domanda è: si possono finalmente utilizzare tranquillamente questi mezzi senza problemi? In realtà esistono ancora delle criticità importanti come ha confermato l’avvocato Rosamaria Berloco, co-founder di Legal Team, specializzata in contrattualistica pubblica e concessioni, antitrust, trasporti e mobilità, che da anni segue la questione della micromobilità elettrica. “È da marzo che stiamo attenzionando la questione – ha detto Berloco a EnergiaOltre.it -. Tutto è partito dalla legge di Bilancio dello scorso anno, noi di Legal Team abbiamo visto con favore il fatto che si stesse andando nella direzione di regolare un settore ancora sfornito di un quadro normativo chiaro, ma ci sono ancora carenze, confermate poi con la Legge di bilancio 2020. La proposta emendativa inserita in manovra – che equipara in poche righe i monopattini elettrici ai velocipedi (biciclette, di cui al codice della strada) – certamente apprezzabile nell’intento di porre l’attenzione sulla mobilità sostenibile, sembra però provenire da un Legislatore molto più attento a favorirne la diffusione a scapito tuttavia delle peculiarità di tali mezzi e che per questo necessitano di una regolamentazione ad hoc. Equiparare i monopattini alle bici, infatti – ha precisato l’avvocato Berloco -, può presentare delle criticità. Per fare un esempio: il codice della strada prevede che i velocipedi possono essere equipaggiati per il trasporto di un bambino, con idonee attrezzature, quindi, se il monopattino è equiparato a una bici vuol dire che anche su a bordo di un monopattino posso trasportare un bambino?”. A ciò bisogna aggiungere, ha proseguito l’avvocato di Legal Team “la questione del mancato coordinamento con il Decreto del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti che vieta il trasporto di passeggeri o cose sul monopattino”.

MANCA IL COORDINAMENTO NORMATIVO

Non solo. “Se pensiamo a Torino e Milano, dove è stata avviata la sperimentazione dello sharing con avvisi pubblicati sul finire del 2019 e l’obbligo per i Comuni di adottare particolari regole, è naturale chiedersi se la modifica inserita nella manovra 2020 abbia delle ripercussioni sullo status quo ante: la finalità di contingentare l’utilizzo dei monopattini, di cui agli avvisi sullo sharing – ha sottolineato Berloco – oggi sembrano in contrasto con la proposta contenuta in manovra, giacché l’utilizzo delle bici, come dunque dei monopattini, non può essere contingentato. Insomma, non c’è coordinamento”.

ANCHE LA DEFINIZIONE DI VELOCIPEDE CONTRASTA CON LE CARATTERISTICHE DEI MONOPATTINI

Infine, c’è da prendere in considerazione un altro tema più tecnico: la definizione stessa dei velocipedi. I requisiti per quanto riguarda velocità e potenza sono rimasti, infatti, quelli già previsti dal Decreto del ministero dei Trasporti di giugno, conformi a quanto previsto per le biciclette: mezzi con velocità massima di 20 km e potenza del motore non superiore a 500 watt, con luci anteriori e posteriori. “I velocipedi, secondo la definizione dell’articolo 50 del Codice della Strada, sono veicoli a due o più ruote a propulsione esclusivamente muscolare. Sono altresì considerate velocipedi le biciclette a pedalata assistita dotate di un motore ausiliario elettrico avente una potenza massima di 0,25 kW – ha spiegato l’avvocato di Legal Team -. Anche qui, andrebbe risolto il conflitto sul coordinamento poiché il monopattino elettrico è invece a prevalente propulsione elettrica. Vediamo con favore il fatto che si stia andando nella direzione della mobilità sostenibile ma auspichiamo una regolamentazione ad hoc che tenga conto della peculiarità dei monopattini elettrici”, ha concluso Berloco.