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Tutto rimandato a dicembre sul tetto al prezzo del gas

Gas

Nulla di fatto nemmeno per il resto del pacchetto energia su rinnovabili e acquisti congiunti di gas

Via libera all’accelerazione dei procedimenti autorizzativi per gli impianti di energia rinnovabile, e agli acquisti congiunti e a un sistema di solidarietà fra gli Stati membri per le forniture di gas. Ma nulla di fatto sul fronte del price cap giudicato non adatto a prevenire i problemi derivanti dagli alti prezzi che si sono verificati negli ultimi mesi. Si chiude così il Consiglio Ue straordinario dell’Energia oggi a Bruxelles che di fatto ha però congelato tutte le decisioni – in attesa di trovare un’intesa proprio sul tetto al prezzo del gas – in vista del nuovo Consiglio Ue straordinario convocato per il 13 dicembre, due giorni prima della riunione dei capi di Stato e di governo.

SIKELA: CHIARO MESSAGGIO DI UNITA’ NONOSTANTE OPINIONI DIVERGENTI SUL CAP

Secondo Jozef Sikela ministro per l’Industria e il commercio della Repubblica Ceca, presidente di turno Ue “ancora una volta è stato inviato un chiaro messaggio di unità: non abbiamo aperto lo champagne ma messo la bottiglia in frigo – ha detto il ministro che ha precisato non intendere approvare la proposta di price cap a maggioranza qualificata -. L’adozione formale delle proposte andrà di pari passo con il raggiungimento di un accordo politico. La discussione è stata piuttosto accesa e sapete tutti che ci sono opinioni divergenti sul livello di cap proposto dalla Commissione ma è stato anche un dibattito iniziale, un punto di partenza per arrivare a dicembre”.

SIMSON: SPERIAMO PACCHETTO VENGA ADOTTATO ENTRO PROSSIME SETTIMANE

“Prima di tutto abbiamo deciso sugli acquisti congiunti di gas un processo che ci consentirà di far passare la nostra domanda attraverso questo meccanismo. Una piattaforma da 13,5 mld di metri cubi per riempire il nostro stoccaggio. In secondo luogo il Ttf attuale non riflette più la situazione del mercato ed è necessario uno strumento complementare. Terzo svilupperemo interruttori automatici per il trading dei derivati intraday per evitare problemi di liquidità. Accelereremo poi le procedure di autorizzazione per le tecnologie che possono fare la differenza installando pannelli fotovoltaici e pome di calore. Abbiamo stabilito il principio secondo cui i progetti di energia rinnovabile sono di interesse pubblico. Speriamo che l’intero pacchetto venga adottato entro le prossime settimane. Questo pacchetto fornisce una risposta completa alle sfide del settore”, ha detto il Commissario Ue per l’Energia Kadri Simson nel corso della conferenza stampa successiva al Consiglio straordinario.

“È UN GIOCO DI EQUILIBRISMO PER EVITARE SCENARI COME QUELLI DI AGOSTO”

Per quanto riguarda il price cap, il meccanismo è arrivato “due giorni fa in tempo per la prima discussione” con l’intensione di far intervenire la correzione “quanto il prezzo del Ttf non riflette più i fondamentale di mercato”. “Questa proposta è un gioco di equilibrismo” per intervenire “quando i prezzi sono eccessivi e possono causare gravi disagi a famiglie e industria” e per “ridurre al minimo i rischi. La discussione odierna ha dimostrato che nonostante i diversi punti di vista intorno al tavolo è possibile trovare una soluzione pienamente condivisa”. “Il meccanismo di correzione non è solo un numero. E’ una serie complessa di parametri per evitare uno scenario come quello di agosto dello scorso anno”.

COME FUNZIONA IL MECCANISMO PROPOSTO DA BRUXELLES

Lo strumento proposto consiste, infatti, in un prezzo massimo di sicurezza di 275 euro sui derivati Ttf del mese prima. Il Title Transfer Facility (Ttf), che è il parametro di riferimento per i prezzi del gas più comunemente utilizzato nell’UE, svolge un ruolo chiave nel mercato europeo del gas all’ingrosso. Il meccanismo verrebbe attivato automaticamente però solo quando sono soddisfatte entrambe le condizioni messe da Bruxelles: il prezzo del derivato Ttf front-month supera i 275 euro per due settimane; i prezzi Ttf sono superiori di 58 euro rispetto al prezzo di riferimento del Gnl per 10 giorni di negoziazione consecutivi nelle due settimane. Condizioni difficili da raggiungere. E che hanno fatto storcere il naso a 15 paesi tra cui Francia, Italia, Polonia, Grecia e Spagna. Per il governo tedesco si sarebbe trattato, invece, di un compromesso possibile, mentre quello olandese ha di nuovo confermato la sua netta contrarietà a qualsiasi ipotesi di tetto. Secondo il ministro olandese del Clima e dell’Energia Rob Jetten, si rischiano danni per la sicurezza dell’approvvigionamento in Europa, per la liquidità e la stabilità finanziaria sulle piattaforme di scambio.

MELONI: SERVE INTERVENTO UE

“Purtroppo abbiamo la spada di Damocle del caro energia che drena le risorse. Gli interventi per calmierare ci costano circa 5 miliardi di euro al mese: stiamo studiando le proposte arrivate, se non interverrà commissione europea sarà difficile fare fronte a questi costi”, ha detto il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo in videocollegamento all’Assemblea dell’Anci.

PETROLIO, RUSSIA MINACCIA CHI APPLICHERA’ TETTO SUL GREGGIO

Fronte petrolio: l’attesa è per il 5 dicembre quando entrerà in vigore il price cap sul greggio russo. L’Ungheria ha ottenuto un’esenzione durante i colloqui a Bruxelles. Secondo il ministro degli Esteri Péter Szijjártó, citato dal Guardian. Ha spiegato che la proposta Ue prevede che le forniture di petrolio attraverso gli oleodotti siano esenti dal tetto massimo di prezzo, aspetto che esenterebbe il paese magiaro dall’applicazione della decisione europea. Intanto il Cremlino è tornato a tuonare contro chi aderirà al tetto sul greggio: il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, si legge su Tass, ha ribadito ancora una volta che la Russia non ha intenzione di fornire petrolio e gas ai Paesi che aderiranno all’introduzione di un tetto al prezzo del petrolio russo, ipotizzato tra i 65 e i 70 dollari al barile.

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