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Oliver Blume, CEO Volkswagen Group

Un patto per salvare l’auto “made in Ue”. L’appello di Stellantis e Vw a Bruxelles

Arriva a Bruxelles l’appello del ceo di Stellantis Antonio Filosa e quello di Volkswagen Oliver Blume per difendere la produzione di auto in Europa: “Non diventiamo un mercato, restiamo una potenza industriale”

Incentivi, bonus e sussidi per le auto Made in Europe. Nell’appello inviato a Bruxelles gli ad di Stellantis e Volkswagen definiscono incentivi intelligenti per sostenere la crescita sostenibile della produzione europea.

L’ETICHETTA “MADE IN EUROPE”

La primo proposta è creare un’etichetta “made in Europe” per i veicoli elettrici realizzati nell’Unione Europea. Come riporta Repubblica, si tratterebbe di un marchio che dà la possibilità agli automobilisti di approfittare di incentivi per l’acquisto delle auto e ai costruttori di poter sfruttare i bonus CO2 da usare su tutta la flotta a batteria. La proposta è firmata dall’ad di Volkswagen, Oliver Blume, e da Antonio Filosa, ad di Stellantis, uniti nel chiedere un patto per salvare la produzione nella Ue. Un appello che i due inoltrano a Bruxelles con un intervento pubblicato da tre giornali economici-finanziari: Il Sole 24 Ore, Les Echos e Handelsblatt.

IL DOCUMENTO

Secondo il documento che riporta Il Sole 24 Ore, in Europa si sta aprendo una nuova fase di competizione geopolitica, “condividiamo la responsabilità di fare dell’Europa una potenza industriale”. Per affrontare la concorrenza di importatori che operano in condizioni normative e sociali meno rigorose rispetto all’UE qualcosa deve cambiare, secondo i numeri uno di due delle maggiori case europee. La risposta è una strategia “Made in Europe”, basata su due semplici principi: “chiunque venda veicoli a clienti europei dovrebbe anche produrli in condizioni simili, cioè garantisce una concorrenza leale. In secondo luogo, il denaro dei contribuenti europei dovrebbe essere utilizzato in modo mirato per promuovere la produzione europea e attrarre investimenti nell’UE”, così riportano i due ceo, definendo quattro categorie per i veicoli elettrici: produzione di veicoli – compresa la produzione e l’assemblaggio di base, la ricerca e lo sviluppo; powertrain elettrico; celle delle batterie e alcuni componenti elettronici importanti.

INCENTIVI

Tra le linee politiche auspicate dai due ad ci sono incentivi intelligenti per sostenere la crescita sostenibile della produzione europea. “Ogni veicolo che soddisfa i criteri “Made in Europe” dovrebbe ricevere un’etichetta e beneficiare di diversi vantaggi, ad esempio incentivi nazionali all’acquisto o appalti pubblici”. Non solo: i produttori che concentrano la maggior parte della loro produzione in Europa dovrebbero ottenere vantaggi che compensino almeno i costi aggiuntivi associati al “Made in EU”. Qualsiasi veicolo elettrico “Made in Europe” dovrebbe ricevere un bonus CO2. E se un produttore soddisfacesse i requisiti “Made in Europe” per una parte consistente della sua flotta, tale bonus CO2 dovrebbe essere riconosciuto anche per tutti i suoi veicoli elettrici.

CONCORRENZA LEALE

Il tipo di approccio di Stellantis e Vw è quello di mantenere aperto il mercato europeo, con una concorrenza leale, sostenendo la crescita e l’occupazione, pur mantenendo i costi entro limiti gestibili. Il “Made in Europe” deve essere collegato a una politica industriale globale: sussidi mirati alla produzione di celle per batterie europee e incentivi all’acquisto di veicoli elettrici europei. “In un mondo in cui altri difendono con orgoglio le proprie industrie, l’Europa deve decidere con urgenza se vuole diventare un mercato per gli altri o rimanere un produttore e una potenza industriale anche in futuro”.

QUANTO VALE IL SETTORE AUTO

L’industria automobilistica europea genera l’8% del PIL europeo ogni anno e dà lavoro a 13 milioni di persone. Considerando la filiera completa (produzione, fornitura, vendita e manutenzione), il settore rappresenta circa il 7% dell’occupazione totale ed è strategico per la bilancia commerciale dell’UE, con un surplus commerciale che supera i 90 miliardi di euro.

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