Il ministro Urso punta a portare il ddl sulla rete carburanti nel prossimo Cdm, rilancia il GNL come pilastro della sicurezza energetica e prepara un fronte comune con Parigi e Berlino per cambiare le politiche industriali europee
Il via libera del Mef è l’ultimo ostacolo alla riforma della rete carburanti. Il riordino potrebbe vedere la luce già nel CdM della settimana prossima. Il GNL è ormai il protagonista della sicurezza energetica italiana e l’Italia dovrebbe costruire nuovi rigassificatori, dove necessario. A dirlo è il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nel corso del suo intervento all’assemblea annuale di Federchimica-Federgas, dove ha tracciato la rotta che l’Italia vuole imprimere alla transizione energetica.
URSO: RIFORMA RETE CARBURANTI IN ATTESA DI OK DEL MEF FORSE IN PROSSIMO CDM
Il ministro Urso è pronto a calare l’asso della riforma della rete carburanti nel prossimo Consiglio dei Ministri attraverso il ddl Concorrenza, ma c’è ancora un ostacolo economico da superare: l’ok della Ragioneria Generale dello Stato. “Mi auguro già la prossima settimana di poter portare in CdM la riforma. Aspettiamo, come spesso accade, il via libera della ragioneria, cioè del Ministero dell’Economia”, ha affermato il ministro, dicendosi convinto che anche Giancarlo Giorgetti comprenda l’urgenza di investire sulla rete e sui carburanti alternativi (GPL e GNL, anche bio).
Ma il ministro non risparmia una stoccata polemica a chi, tra le associazioni dei gestori, oggi accusa il Governo di immobilismo. “Una riforma che avevamo sostanzialmente già definito quasi due anni fa. Fu sospesa su richiesta di alcune associazioni per cercare un’intesa più larga. Abbiamo convinto chi dissentiva dopo un lavoro difficile. Mi dispiace solo che chi ha bloccato per due anni la riforma oggi si lamenti del fatto che non sia stata ancora fatta.”
URSO: GNL PROTAGONISTA INDISCUSSO SICUREZZA, CONTINUARE SU STRADA NUOVI RIGASSIFICATORI
Nel corso del suo intervento Urso ha sostenuto che il GNL è ormai un protagonista indiscusso della nostra sicurezza. Per questa ragione, ha aperto la porta alla realizzazione di nuovi rigassificatori, “dove necessario.
Il ministro ha poi snocciolato i numeri della filiera del GPL: 21.000 posti di lavoro, un valore economico di 1,4 miliardi di valore aggiunto e 600 milioni di gettito. Inoltre, Urso ha sottolineato che sono oltre 7 milioni le famiglie italiane che usano il GPL per riscaldarsi e cucinare. Invece, sono 1.200 i comuni italiani non raggiunti dalla rete di metano, dove questi gas sono una necessità vitale, supportati da una flotta di 3,2 milioni di auto a GPL e dalla rete di ricarica più capillare d’Europa (4.600 distributori).
URSO: LA PROPOSTA SALINI RACCOGLIE CONSENSI MA NON BASTA
Restando in tema di auto, l’Italia continua la sua fronda pragmatica contro il “solo elettrico” di Bruxelles. La proposta di Salini per l’ammissione dei biocarburanti nel Regolamento Ue sulle emissioni di CO2 ha riscosso gran successo in Ue, secondo Urso. Tuttavia, lo stesso ministro ha ammesso che la battaglia politica è dura, accusando “alcuni attori” di negare l’evidente impatto sulla competitività e sull’autonomia strategica dell’UE.
“Se si guarda l’intero ciclo di vita, il biocarburante sostenibile merita lo stesso trattamento dell’elettrico. Ormai le industrie europee sono con noi in questa richiesta”.
Nel frattempo, per proteggere la filiera interna, Roma lavora al rifinanziamento del Fondo Automotive per riportarlo oltre quota 1,5 miliardi di euro, con il 70% delle risorse destinate a stimolare l’offerta (631 milioni per accordi di innovazione e 300 milioni per i mini contratti di sviluppo).
L’ASSE ROMA-BERLINO-PARIGI SU ETS E PIANO ELETTRIFICAZIONE UE
L’ultimo fronte caldo è quello di ETS e del Piano di elettrificazione. Urso ha ribadito gli obiettivi italiani a Bruxelles: revisione dei benchmark sui settori hard to abate, difesa dell’export tramite una gestione sinergica tra CBAM (la tassa sul carbonio alle frontiere) e quote gratuite; destinazione dei proventi ETS direttamente ai settori che li hanno generati per sostenerne la decarbonizzazione.
Il ministro ha messo in luce il fatto che le posizioni con Francia e Germania non sono ancora allineate, ma la diplomazia industriale è già partita: “Ho concordato con il collega francese di confrontarci subito dopo la presentazione del testo della Commissione Ue sul piano di elettrificazione per trovare una risposta comune, se possibile anche con la Germania”, ha concluso Urso.

