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Usa: Come cambieranno le infrastrutture energetiche grazie all’accordo bipartisan da 1,2 trilioni

USA

73 miliardi di dollari saranno destinati al progetto da tempo atteso di portare le reti elettriche Usa nel 21esimo secolo.

Il mese scorso è successo l’impensabile negli Stati Uniti: il Senato ha concordato un’intesa bipartisan per spendere 1,2 trilioni di dollari in investimenti infrastrutturali nei prossimi otto anni. Se questo nuovo accordo riuscirà effettivamente a passare alla Camera dei Rappresentanti oltre che al Senato, avrà infatti un grande impatto per il panorama energetico nazionale statunitense.

73 MLD PER RINNOVARE LE RETI ELETTRICHE USA

La maggior parte della prima tornata di spesa è destinata a riparazioni di base e aggiornamenti come la riparazione di strade, ponti e la rimozione di tubi di piombo, ma include anche una voce da 73 miliardi di dollari che si occuperà del progetto da tempo atteso di portare le reti elettriche del paese nel 21esimo secolo.

COSA È SUCCESSO IN TEXAS

La modernizzazione della rete elettrica statunitense è un passo importante per diversi motivi: “Le infrastrutture obsolete del paese stanno rendendo vulnerabili i suoi residenti. Come abbiamo visto in Texas quest’inverno, i guasti alla rete non sono solo un inconveniente: possono avere conseguenze gravi e persino mortali” si legge su Oilprice.

Non solo. Man mano che il clima cambierà, i modelli meteorologici inizieranno a fluttuare in modo ancora più anomalo, “rendendo fondamentale l’affidabilità della rete nazionale. In effetti, il Texas ha già sperimentato l’ennesima catastrofe della rete nell’ultimo mese, questa volta a causa del caldo torrido estivo”.

Come riportato da Texas Tribune a maggio, “nel caso del Texas, il problema è stato causato da deregolamentazione e mancanza di supervisione piuttosto che di infrastrutture obsolete, ma l’incidente ha portato alla ribalta la necessità molto reale e molto importante di un controllo della rete nazionale”. IL PROBLEMA DEGLI ATTACCHI INFORMATICI

Le reti obsolete Usa, inoltre, “sono anche molto più vulnerabili agli attacchi informatici, che potrebbero essere mortali su scala più ampia. E, forse non così drammaticamente ma altrettanto importante, le reti elettriche obsolete ci stanno trattenendo da una transizione verso l’energia verde su larga scala. Le reti intelligenti con capacità maggiori saranno cruciali per alimentare flotte in aumento di veicoli elettrici e per far fronte ai flussi in entrata e in uscita di energia da fonti rinnovabili variabili come l’eolico e il solare”, ammette Oilprice.

DISEGNO DI LEGGE SPACCHETTATO PER L’APPROVAZIONE

Insomma, i 73 miliardi di dollari per la modernizzazione della rete elettrica saranno assolutamente necessari anche se tutto dipende dal fatto che il disegno di legge venga approvato o meno.

Al fine di approvare il tanto discusso piano infrastrutturale di Joe Biden, i legislatori democratici al Congresso hanno diviso in due il disegno di legge in una politica infrastrutturale a due binari che rispecchia la composizione bipartisan del Congresso.

Nell’accordo sulle infrastrutture concluso tra Democratici e Repubblicani alla fine del mese scorso, le priorità bipartisan come la riparazione di strade, ferrovie e ponti del paese riceveranno 579 miliardi di dollari di nuove spese federali, si legge su Usa Today. Nel frattempo, gli obiettivi infrastrutturali più liberali e incentrati sul clima di Biden “sono stati messi in secondo piano, con grande dispiacere degli attivisti ambientali e di altri sostenitori del clima che vedono questo tipo di compromesso come un pericoloso precedente”

TRA POCO IL VOTO FINALE MA C’È TENSIONE TRA GLI SCHIERAMENTI

In ogni caso, con il sostegno di entrambe le parti, l’accordo sulle infrastrutture da 1,2 trilioni di dollari arriverà presto al voto finale per dare ufficialmente il via libera al quadro da mettere in moto nei prossimi otto anni. Anche se, avverte Oilprice “quel voto potrebbe non avvenire mai poiché l’accordo sembra già incontrare resistenza. I democratici hanno incardinato le loro speranze sul clima su un processo chiamato ‘riconciliazione’, che consentirebbe loro di approvare le ‘infrastrutture umane’ di Biden e le priorità climatiche come gli incentivi fiscali per l’energia pulita e uno standard nazionale per l’elettricità pulita in una legge successiva e separata fast-track e approvata a maggioranza semplice”, come ha evidenziato il New York Times.

Questa tattica ha però scatenato le ire dei repubblicani “che minacciano di ritirare il sostegno dall’accordo bipartisan sulle infrastrutture”, ha evidenziato The Hill malgrado il presidente della Camera Nancy Pelosi stia adotta una linea altrettanto dura “di riconciliazione o fallimento”, ha spiegato la Cnn.

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