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Usa, domanda record di elettricità e rete a rischio. Che succede?

La rete elettrica Usa rischia di non riuscire più a reggere l’aumento esponenziale della domanda di energia dell’ultimo anno. Ecco cosa succede

La rete elettrica americana è allo stremo e diversi Stati sono a rischio blackout. Una minaccia che costringe le utility a pensare a strategie per espandere l’infrastruttura e rendere il sistema più sicuro e resiliente. Nuvole nere che si addensano anche sul futuro degli Usa. Infatti, le stime riguardo il consumo per i prossimi dieci anni sono aumentate di 17 volte rispetto alle ultime.

USA, PERCHÉ LA RETE RISCHIA

La domanda di energia americana sale a livelli record e l’amministrazione Biden cerca di correre ai ripari. I responsabili principali sono crypto, fabbriche tecnologiche e data center. Questi impianti, infatti, hanno bisogno di molta energia per funzionare. Una situazione aggravata dalla crescita dell’Intelligenza Artificiale, tecnologia che necessita di una potenza molto maggiore rispetto ai data center tradizionali.

QUANTO CONSUMANO I DATA CENTER?

Nel 2022 i 2.700 magazzini di dati americani hanno consumato più del 4% dell’elettricità totale del paese nel 2022. Percentuale che salirà fino al 6% entro il 2026, contrariamente ai consumi residenziali, secondo le ultime stime dell’Electric Power Research Institute.

Sono diverse le aziende Tech, piccole e grandi, che sono alla ricerca di siti per costruire nuovi impianti. Basti pensare che dall’inizio dell’amministrazione Biden diverse aziende hanno annunciato piani per costruire o espandere più di 155 fabbriche, secondo l’Electric Power Research Institute.

USA, LE FABBRICHE GREEN SPOPOLANO

Gli incentivi mesi in campo dall’Inflation Reduction Act hanno scatenato anche una corsa alle tecnologie green. Infatti, dall’inizio dell’amministrazione Biden i produttori di pannelli solari, pale eoliche e batterie per auto elettriche hanno già annunciato che costruiranno o espanderanno più di 155 fabbriche, secondo l’Electric Power Research Institute.

Una crescita che ha fatto quasi raddoppiare le stime riguardo la quantità di energia di cui avranno bisogno nei prossimi cinque anni, secondo la società di ricerca Grid Strategies.

I RISCHI PER LA RETE USA

Arizona Public Service, la maggiore utility della Giorgia, ha lanciato l’allarme: se non si interverrà con aggiornamenti importanti sulla rete prima della fine del 2020 non potrà coprire il fabbisogno di elettricità dello Stato.

Difficoltà che non risparmiano neanche il Texas, già afflitto da frequenti blackout durante la stagione estiva, e la Virginia Settentrionale, dove sorgeranno diversi data center.

“Quando si guardano i numeri, è sconcertante. Ti fa grattare la testa e chiedersi come siamo finiti in questa situazione. Come le proiezioni hanno sbagliato così? Questo ha creato una sfida mai vista prima”, ha detto Jason Shaw, presidente della Georgia Public Service Commission, che regola l’elettricità.

L’OPZIONE NUCLEARE

Alcune Big Tech stanno pensando di risolvere il problema puntando su piccole centrali nucleari costruite sul suolo nazionale. In prima fila troviamo Microsoft, che ha recentemente firmato un accordo per l’acquisto di energia da un’azienda che sta conducendo test per produrre energia da fusione.

Tuttavia, gli ostacoli non mancano. Parliamo infatti di un tipo di impianti che non sono ancora operativi negli Stati Uniti.

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