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Venezuela, gli USA sequestrano la quinta petroliera: blitz dei marines nei Caraibi contro la flotta ombra (2)

La Olina faceva parte di una flottiglia di circa una dozzina di imbarcazioni che avevano lasciato i porti del Venezuela la scorsa settimana, subito dopo la cattura del presidente Nicolas Maduro avvenuta il 3 gennaio. Stando a quanto riferito da fonti industriali a conoscenza diretta della questione, molte di queste navi, cariche di petrolio di proprietà della compagnia statale PDVSA, stanno ora rientrando alla base non avendo trovato sbocchi commerciali sicuri. Se la M Sophia è stata sequestrata all’inizio della settimana, altre tre unità – la Skylyn, la Min Hang e la Merope – sono già rientrate nelle acque venezuelane nella giornata di giovedì. Altre sette petroliere della medesima spedizione sono attese tra venerdì e sabato. Al momento, la PDVSA non ha rilasciato commenti ufficiali sulla proprietà del carico o sul destino operativo della propria flotta.

Il contesto politico internazionale resta estremamente teso. Sebbene non sia ancora chiaro se Washington intenda procedere con ulteriori sequestri ai danni delle restanti navi della flottiglia, la linea del governo rimane inflessibile. Il Segretario alla Difesa statunitense, Pete Hegseth, ha ribadito mercoledì che il blocco sul petrolio venezuelano sanzionato resta “pienamente in vigore ovunque nel mondo”. Questa strategia di pressione massima mira a impedire che le risorse energetiche del Paese sudamericano possano finanziare attori ostili o alimentare circuiti economici paralleli, consolidando l’autorità degli Stati Uniti nel controllo dei flussi energetici dell’emisfero occidentale. Ogni operazione di intercettazione viene presentata come un atto di ripristino della legalità internazionale contro pratiche di navigazione ritenute pericolose e prive di trasparenza.

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