La Presidente della Commissione propone di riformare il mercato elettrico e modernizzare l’ETS per abbattere i costi. “Tornare ai fossili russi sarebbe un errore strategico”, Si valutano sovvenzioni o limiti al prezzo del gas e interventi sulla tassazione.
L’onda d’urto del conflitto in Medio Oriente ha già presentato un conto pesantissimo ai contribuenti europei: tre miliardi di euro di costi aggiuntivi per le importazioni di energia in appena dieci giorni. Lo ha denunciato la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, intervenendo oggi in sessione plenaria al Parlamento Europeo a Strasburgo.
Nel discorso di preparazione al Consiglio Europeo del 19-20 marzo 2026, la Presidente ha delineato una strategia d’urgenza per contrastare la volatilità dei mercati, ponendo la sovranità energetica basata su nucleare e rinnovabili come unica via d’uscita strutturale. La fonte della notizia è l’intervento ufficiale della Presidente di fronte agli eurodeputati, nel quale ha ribadito che la competitività industriale dell’Unione dipenderà dalla capacità di produrre energia pulita e a basso costo, evitando di ricadere nella trappola della dipendenza russa o delle regioni instabili.
IL PREZZO DELLA DIPENDENZA DAI FOSSILI
Lo scenario descritto da von der Leyen è impietoso: dall’inizio delle operazioni militari contro il regime iraniano, il prezzo del gas è schizzato del 50% e quello del petrolio del 27%. “Questo è il prezzo della nostra dipendenza”, ha spiegato la Presidente, traducendo i numeri in una spesa supplementare di 3 miliardi di euro per le importazioni in poco più di una settimana.
Nonostante gli sforzi di diversificazione compiuti dal 2022, l’Europa resta strutturalmente vulnerabile agli shock dei mercati globali. Per questa ragione, Bruxelles intende mantenere ferma la rotta sulla strategia a lungo termine, definendo come un “errore strategico” le spinte di chi vorrebbe tornare ai combustibili russi. L’obiettivo è ora guardare alle componenti della bolletta, dove il costo dell’energia incide per il 56%, seguito dagli oneri di rete (18%), tasse (15%) e costi del carbonio (11%).
NUCLEARE E RINNOVABILI: IL MIX DELLA SOVRANITÀ
La strategia europea punta su quelle che von der Leyen definisce “fonti energetiche nazionali a basse emissioni”. Se negli ultimi dieci anni il solare e l’eolico hanno superato i fossili nel mix energetico dell’UE, la storia dell’atomo è stata più complessa, con una quota scesa dal 33% del 1990 al 15% attuale.
“Credo sia stato un errore strategico voltare le spalle a una fonte affidabile e conveniente come il nucleare”, ha ammesso la Presidente, sottolineando che nucleare e rinnovabili non sono in competizione, ma sono più potenti se gestiti insieme. Mentre le rinnovabili offrono gli elettroni più economici ma volatili, l’energia atomica garantisce stabilità 24 ore su 24. L’integrazione di queste fonti sarà supportata da riforme sui contratti a lungo termine (PPA), contratti per differenza e, se necessario, tetti ai prezzi del gas.
COME INTENDE INTERVENIRE L’UE
“È fondamentale ridurre l’impatto sui costi, quando il gas determina il prezzo dell’elettricità. Stiamo preparando diverse opzioni: un migliore utilizzo degli accordi di acquisto di energia e dei contratti per differenza; misure di aiuti di Stato; valutazione di sovvenzioni o di limiti al prezzo del gas”, ha detto la presidente Ue. Per quanto riguarda tasse e imposte, “si tratta ovviamente di competenza nazionale. Ma è anche vero che alcuni Stati membri tassano l’elettricità molto più del gas. Per fare un esempio: uno Stato membro applica imposte pari a zero sull’elettricità al dettaglio, mentre altri ne applicano oltre il 16%. C’è margine di intervento”.
INFRASTRUTTURE E LO SPRECO DI ENERGIA PULITA
Un passaggio critico dell’intervento ha riguardato lo stato delle infrastrutture energetiche. Nonostante il record di 80 gigawatt di rinnovabili installati lo scorso anno, il sistema sconta un paradosso insostenibile: una quantità di energia pulita sei volte superiore a quella attualmente immessa non riesce ad avere accesso alle reti elettriche.
Per risolvere questa congestione, la Commissione intende aumentare la produttività delle infrastrutture e incentivare gli investimenti in “reti intelligenti” e sistemi di stoccaggio. Sul fronte fiscale, von der Leyen ha sollecitato gli Stati membri a una maggiore coerenza, notando come in alcune nazioni le tasse sull’elettricità superino il 16%, mentre su altri vettori meno puliti come il gas siano decisamente inferiori.
LA MODERNIZZAZIONE DELL’ETS E IL MERCATO UNICO
La difesa del sistema di scambio delle quote di emissione (ETS) rimane una priorità, poiché, secondo i dati della Commissione, senza questo strumento l’Europa consumerebbe oggi 100 miliardi di metri cubi di gas in più. “Dobbiamo modernizzare l’ETS, non smantellarlo”, ha precisato von der Leyen.
La competitività dell’industria europea passerà anche per la Roadmap “One Europe, One Market”, che sarà presentata a breve con l’obiettivo di adottare misure legislative chiave entro la fine del 2027. Questo pacchetto includerà riforme per i “Gigafactory” di intelligenza artificiale e nuovi regimi societari per semplificare l’operatività transfrontaliera delle imprese.
FERMA CONDANNA A REGIME IRANIANO E SOLIDARIETÀ CON CIPRO
Oltre al dossier energetico, la Presidente ha espresso la ferma condanna del regime iraniano di Khamenei, citando i 17.000 morti della repressione interna e il sostegno di Teheran alla guerra russa in Ucraina. “Molti iraniani sperano che questo momento possa aprire la strada a un Iran libero”, ha dichiarato, sottolineando che non ci saranno lacrime per la caduta del leader supremo.
In questo contesto di instabilità, von der Leyen ha garantito piena solidarietà a Cipro, dichiarando che “la vostra sicurezza è la nostra sicurezza” e assicurando che l’UE è pronta a proteggere i propri cittadini dagli impatti diretti e indiretti del conflitto mediorientale.


