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Gas: Estrazioni, al via i 30 giorni per presentare interesse di vendita delle concessioni al Gse

Estrazioni Gas Italia

Il comunicato del Gestore dei servizi energetici per chi vorrà vendere le proprie concessioni su terraferma destinate alle estrazioni di gas

Trenta giorni lavorativi da oggi. Questo il tempo a disposizione degli operatori titolari di concessioni di coltivazione sulla terraferma per manifestare il proprio interesse a partecipare alla procedura per l’acquisto a lungo termine, da parte del GSE, di gas naturale di produzione nazionale.

I DETTAGLI

L’avviso è comparso quest’oggi sul portale dell’autorità stessa, dove si specifica la necessaria verifica di compatibilità delle aree messe a disposizione rispetto al PiTESAI, il Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee.

“A disciplinare prezzi e condizioni della vendita di gas al GSE, sarà un Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministro della Transizione ecologica e sentita l’ARERA”, si specifica.

Successivamente, il Gestore rivenderà a terzi il gas. Anche lì, interverrà un decreto ministeriale per dettagliare i criteri di assegnazione. “Con riserva di almeno un terzo alle piccole e medie imprese”, si legge.

LA STRATEGIA ITALIANA SULLE ESTRAZIONI DI GAS

Quella delle estrazioni è la via nazionale principale di rimedio alla eccessiva dipendenza dalle forniture russe. Un percorso difficile da portare avanti, come raccontiamo su questo giornale quotidianamente. Oltre alla strada dei partner alternativi a Mosca, alla via più a lungo raggio delle rinnovabili, alla riduzione dei consumi, alla importazione di Gol da Usa e Qatar, Roma ha da tempo mosso i suoi passi anche per sfruttare il proprio territorio.

Come scritto tra l’altro qui, sono l’Adriatico e la Sicilia a destare maggior attenzione nel Belpaese. L’obiettivo prefissato è quello di raggiungere i 2,5 miliardi di metri cubi di gas l’anno arrivando ad un totale di quasi 6,5 mcm. Nel 2021, i dati del MiTE hanno certificato la poca capacità italiana di sfruttare il suo patrimonio: produzione di appena 3,34 miliardi di metri cubi di gas, il 18,6% in meno del 2020. Un’inezia se rapportata ai nostri consumi pari a 76,1 miliardi di mc (+7,2% rispetto all’anno precedente) tutti importati dall’estero (Russia e Algeria in primis).

Oggi il legame con Mosca si sta riducendo sempre più, vero, ma allo stesso tempo bisogna lavorare sulla strada nazionale del gas. Da oggi, per gli operatori interessati, scattano trenta giorni importanti per contribuire a questo lavoro.

 

 

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