Il monitoraggio degli aiuti di Stato fotografa un riassetto strutturale post-emergenza: la tutela ambientale e l’efficienza energetica diventano i pilastri della nuova politica industriale italiana.
Il sistema degli incentivi alle imprese in Italia sta attraversando una fase di profonda mutazione, spostando il proprio baricentro dalle misure emergenziali legate alla pandemia verso il sostegno strutturale alla transizione ecologica e digitale. È quanto emerge dall’edizione 2025 della “Relazione sugli interventi di sostegno alle attività economiche e produttive”, pubblicata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). Il documento, predisposto dal Dipartimento per le politiche per le imprese con il supporto tecnico di Invitalia, analizza nel dettaglio l’andamento del 2024, delineando un quadro complesso in cui la sfida climatica e la sicurezza energetica guidano i nuovi flussi di investimento. Secondo la fotografia scattata dal monitoraggio, il sistema agevolativo nazionale ha avviato un percorso di stabilizzazione che punta a massimizzare l’impatto delle risorse su crescita, innovazione e coesione territoriale.
IL SISTEMA AGEVOLATIVO TRA NORMALIZZAZIONE E TRANSIZIONE ECOLOGICA
L’anno 2024 si è caratterizzato per un riassetto delle politiche di sostegno, con un ridimensionamento fisiologico dei volumi rispetto alla stagione delle misure straordinarie. Dall’analisi operata si evince che sono stati 2.374 gli interventi agevolativi attivi, con una netta prevalenza delle amministrazioni centrali che gestiscono circa l’81% delle agevolazioni concesse. Nonostante un rallentamento degli investimenti agevolati complessivi, il sistema mostra una dinamica positiva nelle domande approvate (+24,5%). Il fulcro della nuova strategia industriale, come evidenziato nel “Libro Verde per il Made in Italy 2030”, è permettere al tessuto produttivo di cogliere le opportunità della doppia transizione. In questo contesto, le politiche ambientali non sono più viste come un vincolo, ma come una leva di sviluppo industriale imprescindibile per mantenere la competitività sui mercati globali.
LA SPINTA DELLE RINNOVABILI E LA MARGINALIZZAZIONE DEI FOSSILI
Un passaggio cruciale della Relazione riguarda l’evoluzione del mix energetico nazionale. È quanto emerge dal quadro macroeconomico: il 2024 ha visto una significativa riduzione della dipendenza europea dalle importazioni energetiche. Il calo del prezzo del carbone e del gas naturale è andato di pari passo con la loro marginalizzazione, favorita dalla rapida diffusione delle fonti rinnovabili. In particolare, per la prima volta l’energia solare ha sorpassato il carbone nel contributo complessivo all’offerta elettrica. Queste dinamiche hanno contribuito a determinare una contrazione del 19% delle emissioni legate al sistema elettrico. Il Mimit sottolinea come interventi quali il “Regime di incentivazione per le fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico” abbiano giocato un ruolo di primo piano, confermando la traiettoria verso una “Net Zero Economy” supportata da regolamenti europei come il Net-Zero Industry Act (NZIA) e il Critical Raw Materials Act (CRMA).
IL RUOLO DEL MIMIT E LA REGIA DEL PNRR NEI SETTORI STRATEGICI
L’attuazione del PNRR, integrato con il capitolo REPowerEU, ha impresso una forte accelerazione agli investimenti green. Il Mimit gestisce un impegno complessivo di oltre 36,5 miliardi di euro, di cui una parte rilevante è destinata alla Missione 2 (Rivoluzione verde). Tra gli strumenti più efficaci figurano il credito d’imposta “Transizione 5.0”, con una dotazione di 6,3 miliardi per la sostenibilità delle PMI, e i contratti di sviluppo per “Net Zero & filiere strategiche”. Un focus specifico è dedicato alle misure gestite dal GSE per conto del Ministero dell’Ambiente (MASE), come l’incentivazione delle Comunità Energetiche Rinnovabili e la promozione del biometano nel settore dei trasporti. Nel solo 2024, gli incentivi per il biometano hanno raggiunto i 248,9 milioni di euro, contribuendo allo sviluppo di filiere energetiche circolari e alla riduzione delle emissioni climalteranti.
L’ECCEZIONE DEI “NON AIUTI” E L’IMPATTO DELLA RIQUALIFICAZIONE EDILIZIA
Una delle novità più rilevanti dell’edizione 2025 è l’approfondimento sui cosiddetti “non aiuti”, ovvero quegli interventi che non ricadono sotto la disciplina europea degli aiuti di Stato ma che sostengono cittadini e imprese. È la fotografia scattata dai dati dell’Agenzia delle Entrate: nel 2024 le compensazioni fruite hanno sfiorato i 60 miliardi di euro. Di questi, oltre 41,9 miliardi sono riconducibili al pacchetto Superbonus ed Ecobonus, confermando la centralità delle politiche di riqualificazione energetica come motore del comparto edilizio. Questi strumenti hanno avuto un impatto sistemico sulla sostenibilità del patrimonio immobiliare italiano, pur manifestando una contrazione rispetto al picco del biennio precedente, segnale del passaggio verso forme di sostegno più mirate e selettive.
DIVERSIFICAZIONE TERRITORIALE E SOSTEGNO PRIORITARIO ALLE PICCOLE IMPRESE
La Relazione evidenzia come le PMI, e in particolare le microimprese, rappresentino il baricentro del sistema degli incentivi. Le piccole imprese assorbono circa il 66% delle risorse impegnate, con lo strumento della “Nuova Sabatini” che si conferma pilastro per la modernizzazione del parco macchinari. A livello territoriale, si osserva un progressivo riequilibrio: se il Centro-Nord attira la quota maggiore di agevolazioni (9 miliardi), il Mezzogiorno mostra una forte ripresa delle domande approvate, trainata soprattutto dalla “Decontribuzione Sud”. Il piano strategico della “ZES Unica” per il Mezzogiorno, approvato a fine 2024, funge da laboratorio per nuove politiche industriali, integrando crediti d’imposta potenziati e semplificazioni amministrative per attrarre investimenti in settori ad alto potenziale come la chimica verde e l’aerospazio.
VERSO IL CODICE DEGLI INCENTIVI: SEMPLIFICAZIONE E DIGITALIZZAZIONE
L’estrema frammentazione del sistema ha spinto il Governo verso una riforma organica, prevista dalla Legge 160/2023. Il traguardo è la creazione di un “Codice degli incentivi” che armonizzi la disciplina e semplifichi i procedimenti. “Si tratta di un progetto di sistematizzazione complessiva e organica che non conosce precedenti nella materia”, sottolinea il documento. Tratto qualificante sarà il nuovo “Sistema Incentivi Italia”, una piattaforma digitalizzata che integrerà il Registro Nazionale degli Aiuti (RNA) e il portale “incentivi.gov.it”, avvalendosi dell’intelligenza artificiale per monitorare l’intero ciclo di vita dell’agevolazione. Questa evoluzione mira a ridurre gli oneri burocratici, garantendo al contempo la trasparenza e l’efficacia dell’intervento pubblico a favore di un’economia sempre più circolare e sostenibile.

