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Sicurezza ambientale: l’Italia lancia SIM, la piattaforma da 500 milioni contro i rischi climatici

Il MASE presenta un’infrastruttura digitale unica in Europa che sfrutta l’intelligenza artificiale per monitorare mare e territorio. Il sistema, finanziato dal PNRR, punta su prevenzione del dissesto e lotta attiva agli incendi.

L’Italia si candida a diventare il modello tecnologico di riferimento per la resilienza ambientale nel Vecchio Continente. Oggi a Roma, presso la sede di Confindustria, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha presentato il Sistema Integrato di Monitoraggio e Previsione (SIM), una complessa infrastruttura digitale concepita per prevenire e gestire i rischi legati alla crisi climatica. Con un investimento di 500 milioni di euro garantiti dal PNRR, la piattaforma aggrega per la prima volta dati provenienti da oltre 3.000 sorgenti diverse per offrire una risposta tempestiva a emergenze idrogeologiche, inquinamento marino e illeciti ambientali. È quanto emerge dalla giornata inaugurale dell’evento “Beyond Climate”, dove il ministro Gilberto Pichetto Fratin ha sottolineato come questo strumento rappresenti una “best practice” europea esportabile. La fotografia scattata dal titolare del MASE descrive un Paese che sceglie di utilizzare le tecnologie più moderne per ottenere certezze in uno scenario di mutamento continuo dei territori e di riscaldamento dei mari, ribadendo che senza sicurezza ambientale non può esserci sviluppo economico stabile.

UN INVESTIMENTO DA 500 MILIONI PER IL CONTROLLO DEL TERRITORIO

L’apparato tecnologico del SIM non ha eguali per complessità e ampiezza nel panorama internazionale. La ripartizione delle risorse finanziarie illustra bene la portata dell’intervento: 250 milioni di euro sono stati allocati per potenziare le reti fisiche di monitoraggio, 35 milioni per il rilievo lidar e gravimetrico del suolo nazionale e altri 35 milioni per potenziare la lotta attiva contro gli incendi boschivi. Il cuore digitale del sistema, che comprende progettazione, infrastrutture informatiche e sviluppo degli algoritmi, ha richiesto un impegno di 180 milioni di euro. L’obiettivo è servire in modo integrato Ministeri, Regioni, Protezione Civile e Forze dell’Ordine attraverso l’uso del supercalcolo.

INTELLIGENZA ARTIFICIALE E SINERGIA TRA INDUSTRIA E ISTITUZIONI

Il sistema è il risultato di una collaborazione trasversale che ha coinvolto istituzioni, centri di ricerca e l’eccellenza dell’industria nazionale. Lo sviluppo tecnico è stato guidato dai partner tecnologici Leonardo e DXC, a capo di raggruppamenti che includono oltre 30 aziende specializzate. È la fotografia scattata da un ecosistema innovativo che ha già catturato l’interesse dei partner internazionali in ambito G7 e G20. Il SIM non si limita a raccogliere informazioni, ma le elabora tramite intelligenza artificiale per supportare settori vitali come l’agricoltura di precisione e la tutela dei litorali, prevedendo anche forme di collaborazione con soggetti privati qualificati per massimizzare la portata dei dati raccolti.

CONOSCENZA E PREVISIONE PER TUTELARE LA VITA DEI CITTADINI

“SIM non è solo tecnologia, è sicurezza concreta per cittadini, territori e comunità”, ha evidenziato il viceministro Vannia Gava durante l’evento. Secondo Gava, l’innovazione tecnologica e la cura del territorio possono camminare insieme solo se ogni dato raccolto viene trasformato in azione concreta per proteggere vite umane. La capacità previsionale della piattaforma permetterà infatti di agire prima che l’emergenza si manifesti, passando da una gestione post-evento a una strategia di prevenzione attiva. Questo approccio integrato consente di affrontare in modo organico la sfida idrogeologica e la sicurezza delle infrastrutture nazionali.

SOSTEGNO ISTITUZIONALE E PROSPETTIVA CONTINENTALE

La presentazione romana ha visto una massiccia partecipazione governativa, con i ministri Tommaso Foti, Francesco Lollobrigida, Sebastiano Musumeci e il sottosegretario Alessio Butti, a testimoniare la trasversalità del progetto. L’iniziativa ha incassato anche il plauso di Bruxelles attraverso i messaggi di Raffaele Fitto, vicepresidente della Commissione Europea, e della commissaria Jessica Roswall, che hanno riconosciuto il valore del SIM per la resilienza idrica e l’economia circolare. Il convegno “Beyond Climate” proseguirà anche domani con tavoli tecnici dedicati all’approfondimento dell’impatto digitale sulla sicurezza nazionale, consolidando il ruolo dell’Italia come “startup” di un’iniziativa di monitoraggio ambientale integrato su vasta scala.

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