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Il piano energetico di AfD: ritorno al nucleare, riapertura di Nord Stream e addio alla transizione verde

Con lo sguardo al voto di settembre, l’estrema destra tedesca presenta un’agenda di rottura che punta a smantellare i vincoli climatici e a ripristinare la centralità di fossili e atomo.

Per anni le proposte di AfD (Alternative für Deutschland) sono rimaste sullo sfondo del dibattito pubblico, oscurate dalla dimensione più polemica e identitaria del partito. A lungo AfD ha mostrato un profilo frammentato, privo di una strategia economica strutturata e formalizzata. Ma da qualche tempo, anche attraverso riunioni, congressi e documenti, si sta consolidando un impianto programmatico che inizia a delineare con maggiore chiarezza quale potrebbe essere l’indirizzo di governo dell’estrema destra tedesca.

Oggi, con tre elezioni regionali in programma a settembre – due delle quali in Länder dell’Est dove AfD è accreditata come prima forza politica con percentuali vicine al 40 per cento – questa prospettiva assume un peso diverso. Pur restando legata alle dinamiche delle coalizioni, l’ipotesi di un accesso diretto al governo regionale non può più essere esclusa.

In caso di maggioranza assoluta, il partito potrebbe infatti guidare territori come la Sassonia-Anhalt o il Meclemburgo-Pomerania Anteriore, chiamati alle urne rispettivamente il 6 e il 20 settembre, aree che occupano una posizione rilevante nella geografia della sicurezza energetica tedesca. In questo scenario, diventa centrale comprendere l’impostazione del partito proprio sul fronte energetico.

RITORNO AL NUCLEARE E STOP ALLA TRANSIZIONE ENERGETICA

Da qui prende forma una linea programmatica che punta a una discontinuità marcata: il nuovo documento approvato dal gruppo parlamentare dell’AfD al Bundestag, durante una riunione a porte chiuse a Cottbus lo scorso fine settimana, propone infatti una revisione profonda dell’attuale politica energetica. Il ritorno al nucleare e il ridimensionamento dell’attuale percorso di transizione verde si inseriscono in una più ampia agenda economica orientata alla riduzione dei costi e dei vincoli per imprese e consumatori.

Nel testo, che delinea una strategia per rafforzare la competitività del sistema economico tedesco, i prezzi dell’energia vengono indicati come uno dei principali fattori alla base della fase congiunturale negativa, accanto alla pressione fiscale e a un impianto regolatorio giudicato eccessivamente oneroso.

Al centro della proposta emerge una revisione profonda delle scelte energetiche degli ultimi anni. AfD chiede esplicitamente di riaprire la strada all’energia nucleare, sostenendo che debba essere “nuovamente valorizzata sul piano politico e riattivata sotto il profilo tecnologico”, dopo la chiusura delle ultime centrali nel 2023. Parallelamente, il documento propone di prolungare l’utilizzo di fonti convenzionali come carbone e gas, in controtendenza rispetto agli obiettivi di uscita dal carbone fissati entro il 2038.

RIATTIVARE IL GASDOTTO NORD STREAM

Sul fronte degli approvvigionamenti, viene indicata la necessità di ridurre i rischi legati alle importazioni, con l’ipotesi di riattivare il gasdotto Nord Stream tra Germania e Russia, fermo dall’inizio della guerra in Ucraina e danneggiato dall’attentato nel settembre 2022. Posizione che si aggiunge alla dichiarazione fatta qualche giorno fa da uno dei due leader del partito Alice Weidel (che è anche capogruppo parlamentare) di voler chiedere un risarcimento economico all’Ucraina ritenuta responsabile del sabotaggio.

A questa linea si accompagna la richiesta di abbassare al minimo consentito a livello europeo la tassazione su elettricità ed energia, nonché di eliminare integralmente il prezzo della CO2, considerato un fattore di rincaro per imprese e famiglie.

Un ulteriore elemento di discontinuità riguarda il sistema di sostegno alle rinnovabili: il programma prevede l’abolizione dell’attuale legge sulle energie rinnovabili e una revisione del mercato elettrico, con l’obiettivo dichiarato di ridurre i costi associati agli incentivi per eolico e solare.

PREZZI E CARBURANTI: MISURE IMMEDIATE

L’attenzione ai costi energetici si estende anche al settore dei carburanti. Secondo quanto affermato da Weidel, i prezzi alla pompa avrebbero raggiunto livelli eccessivi senza un’adeguata risposta governativa. Neppure l’ultima decisione del governo di ridurre per due mesi la tassa sui carburanti convince AfD, che l’ha definita insufficiente e tardiva, sei settimane dopo l’inizio del conflitto in Iran. Tra le misure proposte figura invece una riduzione immediata della tassazione sull’energia e l’eliminazione del meccanismo di carbon pricing applicato ai combustibili.

Nel dibattito interno, l’altro leader Tino Chrupalla ha inoltre criticato l’ipotesi di una tassazione sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere, sostenendo che i maggiori introiti derivanti dai prezzi elevati finirebbero già nelle casse pubbliche. L’orientamento del gruppo è quindi quello di trasferire tali risorse ai cittadini sotto forma di alleggerimento fiscale.

MOBILITÀ: STOP AI DIVIETI E “APERTURA TECNOLOGICA”

In ambito industriale e della mobilità, il gruppo parlamentare propone di rimuovere i vincoli normativi ritenuti penalizzanti per il settore automobilistico, a partire dal divieto di immatricolazione di nuovi veicoli con motore a combustione interna previsto dal 2035. L’impostazione indicata punta a un principio di “apertura tecnologica”, lasciando alle imprese la facoltà di individuare autonomamente le soluzioni più adatte, senza indirizzi vincolanti sul piano delle tecnologie da adottare.

Accanto alle proposte energetiche e sulla mobilità, il documento delinea una più ampia strategia economica. Tra i punti principali figurano un aumento della soglia di esenzione fiscale fino a 15.000 euro e un ampliamento delle detrazioni per le famiglie con figli, oltre a una riduzione della pressione fiscale sulle imprese.
Sul piano regolatorio, l’obiettivo dichiarato è ridurre del 25% gli oneri burocratici entro il 2030, introducendo un meccanismo che preveda l’eliminazione di due norme esistenti per ogni nuova regolazione e l’inserimento di scadenze automatiche per le leggi.

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