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Pichetto Sicurezza energetica Italia

Pichetto Fratin: “No al gas russo, ma il carbone resta un piano B se il prezzo del metano vola”

Il Ministro dell’Ambiente a Milano: la riapertura di Hormuz è fondamentale per frenare l’instabilità dei mercati. Intanto le rinnovabili crescono senza più bisogno di incentivi e si prepara il quadro normativo per il nucleare.

L’Italia conferma la propria linea di assoluta fermezza geopolitica e pragmatismo energetico di fronte all’instabilità che sta scuotendo il Medio Oriente. Intervenendo a Milano a margine dell’evento “Il Santo Graal dell’Energia”, organizzato da “il Giornale” e “Moneta”, il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha delineato la strategia del Governo per proteggere famiglie e imprese dai rincari. Al centro della riflessione, l’incognita dello Stretto di Hormuz, snodo vitale per i flussi mondiali, e il netto rifiuto di un ritorno alle forniture dalla Russia.

Secondo il Ministro, sebbene la transizione verso le rinnovabili proceda spedita, l’attuale volatilità dei prezzi impone cautela, costringendo lo Stato a mantenere le centrali a carbone in una sorta di riserva strategica pronta all’uso in caso di emergenza estrema.

INCERTEZZA NEL GOLFO E VOLATILITÀ DEI PREZZI ENERGETICI

La principale preoccupazione per la stabilità del sistema rimane legata all’evoluzione del fronte in Medio Oriente. “Speriamo venga riaperto lo Stretto di Hormuz e si riparta con questa trattativa tra Stati Uniti e Iran per raggiungere un punto di equilibrio e di pace”, ha auspicato Pichetto Fratin, ammettendo tuttavia che la frequenza dei colpi di scena rende quasi impossibile fare previsioni certe.

Questa instabilità ha colpito direttamente l’efficacia delle ultime misure governative. Solo due mesi fa, un provvedimento strutturale aveva ridotto il costo dell’elettricità del 20%, basandosi su stime del gas intorno ai 28-30 euro al megawattora. L’apertura delle ostilità ha però fatto schizzare i prezzi fino a 62 euro, per poi assestarsi sugli attuali 40. “Con oscillazioni del 20% da un quarto d’ora all’altro, è difficile stimare la stabilità per i prossimi dieci giorni”, ha spiegato il Ministro, aggiungendo che il Governo è pronto a valutare nuovi interventi di emergenza.

IL NETTO RIFIUTO AL GAS RUSSO E L’ALLINEAMENTO CON L’UE

Sull’ipotesi di riaprire i flussi di metano provenienti da Mosca, Pichetto Fratin è stato categorico: “Il Governo italiano è perfettamente allineato con l’Unione Europea. Ad oggi lo escludo”.

Il Ministro ha precisato che eventuali valutazioni future spetteranno esclusivamente a Bruxelles, blindando di fatto la posizione dell’Italia all’interno del quadro delle sanzioni e della strategia di indipendenza energetica continentale. La sicurezza degli approvvigionamenti nazionali, dunque, non passerà per un ritorno al passato, ma per la diversificazione delle rotte e il rafforzamento delle infrastrutture interne.

IL CARBONE COME PARACADUTE SOPRA I 70 EURO AL MWH

Un passaggio cruciale ha riguardato la gestione delle centrali a carbone. Nonostante la determinazione politica a chiudere definitivamente gli impianti sulla parte continentale entro la fine del 2025 – traguardo già sostanzialmente raggiunto a fine 2024, eccezion fatta per la Sardegna – il Ministero ha deciso di non procedere ancora con lo smantellamento fisico delle strutture.

“Non mi sono sentito di ordinare lo smantellamento perché, in una situazione in cui il gas superasse i 70 euro al MWh, potrebbe essere necessario riattivarle”, ha rivelato il Ministro. Quella cifra rappresenta il “punto di caduta” oltre il quale il carbone tornerebbe a essere un’opzione di sopravvivenza economica per il Paese, nonostante attualmente i prezzi si mantengano intorno ai 40 euro.

RINNOVABILI AL PASSO E IL FUTURO DEI PICCOLI REATTORI NUCLEARI

Sul fronte della transizione ecologica, i dati sono incoraggianti: l’Italia dispone oggi di 85 GW di potenza da fonti rinnovabili, con l’obiettivo di toccare i 130 GW entro il 2030. Un traguardo storico è stato raggiunto l’anno scorso: “Le rinnovabili non devono più essere incentivate, poiché producono ormai alla metà del Prezzo Unico Nazionale”, ha sottolineato con soddisfazione Pichetto Fratin.

Tuttavia, per integrare un sistema ancora troppo dipendente dal gas, il Governo sta lavorando al quadro giuridico per il ritorno all’atomo. La scommessa è sui piccoli reattori modulari (SMR), attualmente in fase di sperimentazione, che secondo le previsioni del Ministero potrebbero entrare in funzione nei primi anni del prossimo decennio per garantire una produzione di base costante e pulita.

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