Skip to content
pichetto

Pichetto Fratin: “Energia sotto pressione tra crisi geopolitiche e svolta nucleare”

Crisi dello Stretto di Hormuz, prezzi di petrolio e gas, riforma del mercato elettrico e ritorno del nucleare: l’intervista a Gilberto Pichetto Fratin su sicurezza energetica e futuro dell’Italia.

La situazione nello Stretto di Hormuz resta uno dei principali fattori di instabilità per i mercati energetici globali. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin sottolinea – intervistato da La Stampa – come ogni previsione sui tempi di normalizzazione sia oggi impossibile: “E chi lo può dire. Ogni previsione è azzardata: ieri sembrava che tutto andasse per il meglio, oggi il clima è peggiorato di nuovo”.

PETROLIO E GAS: L’IMPATTO DELLA GUERRA

L’eventuale blocco dei flussi nello Stretto avrebbe conseguenze rilevanti soprattutto sul petrolio. “Il venir meno del 20% del petrolio a livello mondiale è un problema serio”, spiega il ministro. Sul gas, invece, la situazione appare meno critica rispetto ai picchi della crisi energetica precedente, ma tutto resta legato all’evoluzione del conflitto.

LA STRATEGIA SUGLI APPROVVIGIONAMENTI 

L’Italia punta a rafforzare la sicurezza energetica attraverso la diversificazione delle forniture. La presidente del Consiglio ha intensificato i contatti internazionali con visite in Algeria e nel Golfo, con una prossima missione in Azerbaijan. Tuttavia, per una riduzione stabile dei prezzi, secondo il ministro “serve una strategia di lungo periodo”. E sul gas russo e il rischio carbone, il ministro dell’Ambiente conferma la linea contraria al ritorno agli acquisti di gas russo, anche liquefatto, in coerenza con l’indirizzo europeo. Sul possibile ritorno al carbone avverte: “Se la situazione peggiorasse il rischio c’è. Spero non accada”.

BOLLETTE ALTE, ETS E RINNOVABILI: LE LEVE PER RIDURRE IL COSTO DELL’ENERGIA IN ITALIA

Pichetto Fratin, intervistato da La Stampa, riconosce che l’Italia resta tra i Paesi con le bollette più alte d’Europa. Alcuni interventi hanno già ridotto i costi per le imprese, ma il problema strutturale resta il sistema di formazione dei prezzi, legato alla fonte più costosa, il gas. A pesare ulteriormente sui conti energetici è anche il sistema dei certificati sulle emissioni: “Tre miliardi di euro di certificati Ets diventano quasi nove nelle bollette degli italiani”, sottolinea il ministro, evidenziando l’impatto delle politiche climatiche sui prezzi finali.

In questo contesto si inserisce il dibattito europeo sul disaccoppiamento tra il prezzo dell’energia rinnovabile e quello del gas, una riforma complessa su cui i 27 Stati membri faticano a trovare un accordo, mentre secondo Pichetto Fratin una possibile svolta potrebbe arrivare dall’aumento delle rinnovabili: “se entro il 2030 l’Italia raggiungesse il 50% dei consumi da fonti pulite, i prezzi potrebbero diminuire sensibilmente, nonostante restino ostacoli burocratici e resistenze territoriali. A incidere infine sono anche gli incentivi al settore, che hanno sostenuto lo sviluppo delle rinnovabili ma oggi pesano ancora in bolletta per circa 6-7 miliardi di euro, destinati però a ridursi progressivamente entro il 2030”.

NUCLEARE IN ITALIA: TEMPI, OBIETTIVI E RUOLO NEL MIX ENERGETICO DEL FUTURO

Riferisce la Stampa, inoltre, che il governo punta a riportare il nucleare nel mix energetico nazionale, con una legge che potrebbe essere approvata entro l’estate e i decreti attuativi attesi entro la fine dell’anno, mentre la prima centrale potrebbe entrare in funzione entro il 2035. In una prospettiva di più lungo periodo, entro il 2050 il nucleare potrebbe arrivare a coprire fino al 20% del fabbisogno energetico italiano, grazie all’utilizzo di reattori di nuova generazione più piccoli e meno ingombranti rispetto alle tecnologie del passato.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Rispettiamo la tua privacy, non ti invieremo SPAM e non passiamo la tua email a Terzi

Torna su