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Taglio accise 2026

Il Governo accelera sul taglio delle accise: piano d’emergenza in arrivo nel Consiglio dei Ministri di venerdì

Salvini annuncia interventi per l’autotrasporto e minaccia lo strappo con Bruxelles sul Patto di Stabilità: “Senza deroga siamo pronti a fare da soli”.

Il Governo italiano si prepara a varare un decreto d’urgenza per neutralizzare l’imminente rincaro dei carburanti e sostenere il settore dell’autotrasporto, messo in ginocchio dall’escalation dei costi energetici. L’annuncio è arrivato attraverso le dichiarazioni del vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, e del viceministro dell’Economia Maurizio Leo.

Venerdì prossimo, l’Esecutivo convocherà le associazioni e le imprese di categoria per poi riunire il Consiglio dei Ministri con l’obiettivo di mettere a terra i primi stanziamenti. L’urgenza è dettata dalla necessità di prevenire l’aggravio fiscale sulle accise previsto per il 22 maggio, in un contesto internazionale segnato dal conflitto in Medio Oriente che sta gravando pesantemente sulle casse dello Stato e sulle tasche dei cittadini.

INTERVENTI IMMEDIATI PER IL SETTORE TRASPORTI E LE FAMIGLIE

La novità (nell’aria da giorni) degli imminenti provvedimenti è emersa durante il Festival dell’Economia di Trento, dove Matteo Salvini ha delineato la strategia del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. “Abbiamo convocato le associazioni e imprese autotrasporto per venerdì ed in coda un Consiglio dei ministri per mettere a terra i primi interventi”, ha spiegato il Ministro, aggiungendo che il titolare dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, è attualmente al lavoro per definire le cifre finali della manovra.

Sebbene l’ammontare esatto non sia stato ancora ufficializzato, si parla di un investimento di centinaia di milioni di euro destinati specificamente al contenimento delle accise e al supporto logistico. L’azione governativa punta a rispondere a un’emergenza che, secondo i calcoli esposti da Salvini, costa all’Europa circa 500 milioni di euro al giorno, traducendosi in un fardello di 15 miliardi al mese e un totale di 45 miliardi dallo scoppio delle ostilità. Di questa cifra, almeno 5 miliardi rappresentano oneri aggiuntivi per l’Italia.

LA CORSA CONTRO IL TEMPO PER LE COPERTURE FINANZIARIE

A Roma, a margine degli Stati Generali dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, il viceministro Maurizio Leo ha confermato la tempistica del provvedimento. “Penso di sì, venerdì possiamo portarlo in CDM”, ha dichiarato Leo, sottolineando come l’Esecutivo stia lavorando per attutire l’impatto della pressione fiscale sia sulle imprese sia sui nuclei familiari.

Il cuore tecnico dell’intervento consiste in un ulteriore decreto-legge per disinnescare l’aumento delle accise programmato per il 22 del mese corrente. Tuttavia, resta aperto il tema del reperimento delle risorse necessarie: “Ci stiamo lavorando perché dobbiamo trovare le coperture adeguate. In queste ore stiamo valutando come muoverci”, ha ammesso il viceministro, evidenziando la complessità di bilanciare le esigenze di spesa con la tenuta dei conti pubblici.

IL NODO DEL PATTO DI STABILITÀ E IL CONFLITTO CON BRUXELLES

La manovra si inserisce in una cornice di forte frizione istituzionale con l’Unione Europea. Salvini ha usato toni duri nei confronti della Commissione, guidata da Ursula von der Leyen, criticando quella che definisce una mancanza di comprensione dell’urgenza attuale. Nonostante la Presidente del Consiglio abbia formalmente richiesto alla Commissione di poter investire risorse nazionali in deroga ai vincoli di bilancio, la risposta di Bruxelles è stata negativa, invitando l’Italia a rispettare i parametri del Patto di Stabilità.

“Vi è un atteggiamento ottuso, ideologico e fuori dal mondo”, ha incalzato Salvini, avvertendo che, in assenza di un’apertura europea, il Paese potrebbe procedere unilateralmente: “Se non arriverà l’ok da Bruxelles alla deroga generalizzata, auto-derogheremo, perché non ci possiamo permettere il caos”. Secondo il leader della Lega, non è possibile proseguire a lungo affidandosi esclusivamente alle scarse risorse interne.

COME SARA’ IL TAGLIO DELLE ACCISE?

Come scrive Il Sole 24 Ore di questa mattina “prima di tutto punterà a prorogare gli attuali tagli alle accise, che nella versione riveduta e corretta a fine aprile valgono 6,1 centesimi al litro per la benzina e 24,4 solo per il gasolio (Iva compresa). L’idea è di estenderli in questa forma fino all’8-9 giugno, quando potrebbe rientrare in gioco l’extragettito Iva di maggio per un’altra tornata di accise mobili. Questa nuova proroga costerebbe intorno ai 260 milioni di euro. E dovrebbe trovare spazio in un provvedimento da almeno 400 milioni dedicato anche a trasporto pubblico locale e autotrasportatori. Sul primo fronte l’ipotesi è di un finanziamento aggiuntivo al fondo nazionale del Tpl, che oggi vale 5,27 miliardi ma avrebbe bisogno di altri 800 milioni per essere adeguato all’inflazione secondo i calcoli di Asstra, l’associazione delle aziende del settore. Il decreto potrà coprire solo una piccola parte di questa somma, perché dovrà provare anche a scongiurare lo sciopero degli autotrasportatori proclamato per la settimana prossima. Qui l’ipotesi principale guarda a una proroga del credito d’imposta introdotto per tre mesi a marzo con 100 milioni di euro”, evidenzia il quotidiano economico.

AGENZIA DELLE DOGANE: NEL 2025 RACCOLTI 33,7 MLD DA ACCISE SU ENERGIA E ALCOOL

Sullo sfondo della discussione politica restano i dati economici relativi alla capacità di riscossione dello Stato. Nel corso degli Stati Generali dell’ADM, è stato reso noto che nel 2025 l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha raccolto oltre 82 miliardi di euro per l’Erario, segnando un incremento di due miliardi rispetto al 2024. Il bilancio dettagliato evidenzia entrate per 21,7 miliardi dalle dogane (con l’IVA all’importazione all’83%), 33,7 miliardi dalle accise su prodotti energetici e alcolici, 15,6 miliardi dai tabacchi e 11,5 miliardi dal settore dei giochi pubblici.

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