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Gare Oil&Gas 2026

Mappa globale dell’Oil&Gas 2026: l’Italia accelera tra Norvegia, Libia ed Egitto

Dalla Scandinavia al Sud-est asiatico, le nuove licenze estrattive ridisegnano la geografia energetica mondiale; Eni si conferma protagonista nei round strategici per la sicurezza degli approvvigionamenti.

Il 2026 si sta delineando come un anno di profonda ridefinizione per l’industria estrattiva globale, con una massiccia ondata di gare d’appalto per blocchi di petrolio e gas che coinvolgono i principali quadranti geopolitici. In un contesto segnato dalla necessità di diversificare le fonti e garantire la sovranità energetica, nazioni storicamente partner dell’Italia, come la Norvegia, la Libia e l’Egitto, hanno lanciato round di licenze cruciali che vedono le aziende nazionali in prima linea. Si delinea, insomma, una strategia diffusa che spazia dal Mediterraneo all’Indonesia, toccando anche nuove frontiere come il Canada e la Repubblica Dominicana, con l’obiettivo di immettere nuove riserve sul mercato entro la fine del decennio.

IL RILANCIO NEI QUADRANTI STRATEGICI PER L’ITALIA

La Norvegia ha impresso un’accelerazione significativa al proprio settore estrattivo ampliando l’ultimo round di licenze. Secondo quanto riportato da Offshore Energy, Oslo ha aggiunto 70 ulteriori blocchi per l’esplorazione offshore, estendendo l’area di ricerca in zone già mature e in nuove frontiere nel Mare di Barents e nel Mare di Norvegia.

Questa mossa mira a consolidare il ruolo del Paese scandinavo come principale fornitore di gas per l’Europa. Parallelamente, la Libia è tornata ufficialmente sul mercato internazionale. Reuters riferisce che Tripoli ha assegnato nuovi blocchi di esplorazione a un consorzio che include il colosso italiano Eni insieme a Chevron, segnando il primo round di licenze di successo dopo un lungo periodo di instabilità politica.

Anche l’Egitto prosegue nella sua strategia di hub energetico mediterraneo. Come segnalato da Energies Media, il Cairo ha aperto un nuovo round di licenze internazionali per l’esplorazione di idrocarburi, concentrandosi sia su aree del Delta del Nilo che su blocchi nel Mar Rosso.

In Algeria, The Energy Year riporta il lancio del round 2026, una procedura che punta ad attrarre investimenti stranieri attraverso un quadro normativo rinnovato, fondamentale per mantenere gli impegni di fornitura verso l’Italia tramite il gasdotto Transmed.

L’ESPANSIONE IN ASIA E NEL SUD-EST ASIATICO

L’Indonesia rappresenta un altro perno fondamentale per gli interessi italiani, specialmente dopo le recenti scoperte di gas nel bacino di North Ganal. Reuters riporta che il governo di Giacarta ha offerto 13 blocchi di petrolio e gas nel suo primo round di offerte per il 2026, introducendo termini contrattuali più flessibili per incentivare gli investimenti in acque profonde.

Anche la Malesia, attraverso la compagnia di Stato Petronas, ha lanciato il “Malaysia Bid Round 2026“, mettendo all’asta nove blocchi esplorativi che includono giacimenti di gas ad alto contenuto di anidride carbonica, puntando sulla tecnologia di cattura e stoccaggio della CO2 (CCS) per rendere la produzione sostenibile.

GARE E OPPORTUNITÀ NEL RESTO DEL MONDO

Oltre i partner storici, la mappa degli investimenti si allarga sensibilmente. L’Oman ha messo a gara cinque blocchi strategici situati sia a terra che in mare, con l’obiettivo di incrementare la capacità produttiva di gas naturale. In Kuwait, le autorità prevedono di lanciare entro l’anno i round di offerta per il contestato ma ricchissimo campo di Durra, situato in un’area neutrale condivisa.

Spostandoci in Africa occidentale, la Nigeria ha annunciato un imponente round di licenze che offre ben 50 blocchi upstream, cercando di invertire il calo della produzione degli ultimi anni attraverso nuovi investimenti internazionali.

Nelle Americhe, il Canada ha aperto il bacino della Nuova Scozia per l’esplorazione offshore, una mossa descritta da World Oil come un tentativo di sfruttare il potenziale di esportazione di gas verso i mercati atlantici. Anche la Repubblica Dominicana ha formalizzato l’avvio del suo secondo round petrolifero, previsto per novembre, focalizzandosi su aree onshore e offshore vicino a bacini potenzialmente produttivi nei Caraibi.

RITARDI E PROROGHE SUI MERCATI EMERGENTI

Nonostante il dinamismo generale, alcuni mercati devono affrontare complessità burocratiche e logistiche. L’India, ad esempio, ha dovuto prorogare per la quarta volta la scadenza per l’asta di diversi blocchi di petrolio e gas. Secondo The Economic Times, la decisione è stata presa per consentire alle aziende una valutazione più approfondita dei dati sismici forniti dal governo, in un mercato che cerca di ridurre la dipendenza dalle importazioni ma che si scontra con una concorrenza globale sempre più serrata per i capitali destinati alle fonti fossili nel quadro della transizione energetica.

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