L’ex ministro georgiano Davitashvili assume la carica di amministratore delegato, mentre Leonardo Caputo guiderà le operazioni generali per consolidare la posizione del gruppo nel mercato energetico.
L’assetto di Italiana Petroli (IP) cambia volto. Dopo la recente acquisizione da parte della compagnia petrolifera statale dell’Azerbaigian, SOCAR, la società ha annunciato ufficialmente la nomina dei nuovi vertici che guideranno la fase di transizione e integrazione. L’obiettivo dichiarato è garantire la continuità produttiva e logistica del gruppo, rafforzandone il peso specifico all’interno del mercato energetico nazionale in un momento di profonda trasformazione del settore.
IL NUOVO ASSETTO OPERATIVO E LA PROMOZIONE DI CAPUTO
Secondo quanto comunicato dalla stessa azienda attraverso una nota ufficiale, Leonardo Caputo è stato nominato nuovo responsabile delle operazioni generali di Italiana Petroli. Caputo non è un volto nuovo all’interno della struttura: ha infatti ricoperto in precedenza l’incarico di direttore finanziario della raffineria, maturando una conoscenza capillare degli equilibri interni del gruppo. In questo suo nuovo ruolo di primo piano, egli avrà la responsabilità di supervisionare e garantire l’efficienza della gestione operativa per quanto riguarda le attività di raffinazione, il settore strategico dell’approvvigionamento e l’intera filiera della logistica. La sua nomina appare come un segnale di stabilità tecnica nel passaggio tra la vecchia e la nuova proprietà.
DAVITASHVILI ALLA GUIDA: DALLA GEORGIA AL CUORE DELL’ENERGIA ITALIANA
Al vertice della piramide gestionale si insedia Levan Davitashvili, la cui nomina ad amministratore delegato era stata decisa già a metà maggio. Davitashvili approda in Italiana Petroli dopo aver ricoperto il prestigioso incarico di ministro dell’Economia in Georgia, portando con sé una visione geopolitica e manageriale di respiro internazionale. Il nuovo amministratore delegato ha già intrapreso la guida operativa delle attività della raffineria nella penisola. Il
suo mandato si focalizzerà su tre pilastri fondamentali: la salvaguardia della continuità operativa degli impianti, il rafforzamento del marchio nel panorama dei distributori nazionali e, non ultimo, il coordinamento della delicata
integrazione dell’azienda all’interno della più ampia rete globale del Gruppo SOCAR.
UN’OPERAZIONE DA 3 MILIARDI CHE CHIUDE L’ERA BRACHETTI-PERETTI
Il cambio della guardia ai piani alti di Italiana Petroli è la conseguenza diretta della finalizzazione dell’acquisto avvenuta lo scorso mese. L’accordo per il passaggio di proprietà era stato siglato nel settembre precedente, quando la famiglia Brachetti-Peretti, storica fondatrice del marchio, aveva concordato la vendita della raffineria. L’operazione finanziaria, che ha ridisegnato i confini del mercato petrolifero italiano, ha un valore stimato di circa 3 miliardi di euro (corrispondenti a 3,49 miliardi di dollari).
Con questa transazione, uno dei principali attori della distribuzione di carburanti in Italia entra stabilmente nell’orbita azera, ponendo fine a una lunga storia imprenditoriale familiare per abbracciare una dimensione multinazionale a controllo statale.


