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Carburanti, per Tabarelli “occorre ridurre i consumi, perché la crisi non è finita”

Per il presidente di Unem Gianni Murano, l’intervento del governo sui carburanti “è una misura ponte per guadagnare tempo e contenere l’impatto immediato sui consumatori. Serve ad accompagnare questa fase di esodo estivo e a riportare il gasolio sotto il livello di guardia dei 2 euro al litro”

Il prezzo dei carburanti “non è alto in termini reali, perché, tenuto conto dell’inflazione, il picco di 2,2 euro per il gasolio era già stato toccato nel 2012, quando il greggio era da anni sopra i 100 dollari. Allora, per i consueti tentativi iraniani di arricchire l’uranio, vi fu un inasprimento delle sanzioni contro Teheran che reagì minacciando la chiusura di Hormuz”. Parola del presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli, che sul Sole 24 Ore spiega come “allora solo la minaccia fece schizzare il Brent a 125 dollari; oggi, con la chiusura che dura da 5 mesi, fa fatica a stare a 90 dollari. È uno dei tanti paradossi originati dall’incertezza di quella che, come l’ha chiamata l’Agenzia Internazionale dell’Energia, è ‘la più grave delle crisi della storia’.

I CONSUMI DEI PRODOTTI PETROLIFERI NELL’UNIONE EUROPEA

“Vero è – prosegue Tabarelli – che sui prodotti sono evidenti maggiori criticità, più gravi di quelle del 2012, perché nel frattempo abbiamo chiuso raffinerie in Europa. Il petrolio non si consuma tal quale, ma va sempre lavorato per ottenere i derivati, il gasolio, la benzina, il cherosene, quelli che mancano. Negli ultimi anni ci siamo affidati, noi europei, soprattutto alle importazioni da Russia e Medio Oriente per coprire il calo della produzione interna”.

Con le importazioni che da queste aree sono bloccate, “inevitabilmente i prodotti hanno tensioni maggiori, visto che anche nel frattempo la loro domanda è cresciuta. Nel 2025 i consumi di benzina, cherosene per aerei e gasolio nell’ Ue sono superiori del 20% rispetto a quelli del 2010. I margini di raffinazione sono a livelli mai visti in passato oltre i 30 dollari per barile, quando in passato 3-5 dollari erano già un ottimo risultato”.

TABARELLI: “BISOGNA RIDURRE I CONSUMI”

Secondo il presidente di Nomisma, “nella confusione della crisi, ridurre le tasse tende a far dimenticare questi problemi e a dare segnali sbagliati. Occorre ridurre i consumi, perché la crisi non è finita e questo è l’unico strumento che abbiamo a disposizione nel breve, se la crisi si protrae. Nel primo semestre 2026 i consumi di carburanti sulla rete, quella dove vanno a rifornirsi gli automobilisti, sono aumentati del 2% rispetto allo stesso periodo del 2025: se la crisi fosse stata davvero grave, i consumi sarebbero calati.

In effetti, quelli di gasolio sull’extra rete, il settore dei camionisti, segnano un calo quasi del 4%, perché loro sono più sensibili al prezzo, ne consumano di più e, grazie agli sconti di cui già godono, risentono maggiormente degli aumenti, avendo un prezzo più basso. Per questo è meglio distinguere fra chi è colpito dai rialzi sui trasporti merci, da chi usa la macchina molto per svago e chi può farne a meno.

Ai primi, ai camionisti, è meglio concedere aiuti sulle accise, come già accade, anche perché i loro costi sono poi quelli che finiscono a valle su tutti i beni trasportati e spingono di più sul tasso di inflazione. Chi non ha bisogno di riduzione delle tasse è una fetta di consumatori della rete carburanti, dove crescono i consumi, che ha reddito alto, viaggia con Suv e già oggi gode di un sistema fiscale poco progressivo”, conclude Tabarelli.

MURANO: “UNA MISURA PER GUADAGNARE TEMPO”

Per Gianni Murano, presidente di Unem, l’intervento del governo sui carburanti “è una misura ponte, la logica è guadagnare tempo e contenere l’impatto immediato sui consumatori. Serve ad accompagnare questa fase di esodo estivo e a riportare il gasolio sotto il livello di guardia dei 2 euro al litro, almeno fino a quando non si avrà un quadro degli sviluppi dei mercati. Il costo non è eccessivo, può essere coperto dall’extragettito fiscale: con prezzi più alti cresce anche l’incasso dell’Iva”.

Dopo aver ricordato che “il prezzo del greggio si è staccato da quello dei prodotti raffinati, soprattutto il gasolio. Se il Brent scende del 10%, il diesel cala meno, solo del 2%”, Murano spiega che “ci sono due fattori principali: da un lato le tensioni nell’area di Hormuz, con gli attacchi a impianti di raffinazione che hanno fatto perdere capacità; dall’altro le raffinerie russe, colpite dai droni ucraini, che hanno ridotto la produzione. La Russia ha anche bloccato temporaneamente l’export, così sul mercato internazionale mancano prodotti raffinati”.

Una situazione che tocca soprattutto l’Europa in quanto “negli ultimi 15 anni il continente ha perso circa il 20% della sua capacità di raffinazione, e siamo strutturalmente in deficit di gasolio rispetto alla benzina. Questo spiega perché il prezzo del diesel sia salito molto più del petrolio e più della benzina”.

Per Murano “l’effetto taglio accise sarà immediato, mentre quello legato al mercato del greggio sarà graduale: se il trend di discesa continuerà, nei prossimi giorni si vedrà anche una riduzione dei valori industriali. A giugno, in una situazione analoga, il gasolio perse circa 10 centesimi in 15 giorni. Ora si potrebbe replicare, ma bisogna essere prudenti”.

Sulle opzioni a disposizione degli automobilisti per risparmiare, il presidente di Unem afferma che, “guardando i prezzi reali nella propria zona, quelli medi sono prodotti dagli algoritmi. Tra un distributore e l’altro la differenza può essere di 20 centesimi. Dalle verifiche fatte su Roma, Milano e Napoli il divario è significativo: lungo lo stesso tragitto quotidiano lo scarti può essere di 10, 15 o 18 centesimi”.

CODACONS: IL TAGLIO DELLE ACCISE SCATTERÀ SOLO DAL 30 LUGLIO

Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto varato ieri dal Consiglio dei ministri, sul taglio delle accise è intervenuto anche il Codacons, che in una nota ha dichiarato: “a differenza di quanto comunicato ieri dal governo, il taglio delle accise sul gasolio da 17 centesimi di euro al litro scatterà solo dal prossimo 30 luglio, e non da oggi. In base al Decreto legge 27 luglio 2026, n. 133 recante Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alla ulteriore crisi dei mercati internazionali, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 27 luglio, “l’aliquota di accisa sugli oli da gas o gasolio usato come carburante è rideterminata, dal 30 luglio 2026 e fino al 6 agosto 2026, nella misura di 532,90 euro per mille litri”.

“Questo significa – denuncia il Codacons – che lo sconto da 17 centesimi sul gasolio non scatterà da oggi, come inizialmente comunicato da fonti governative, ma solo a partire dal prossimo 30 luglio. Intanto oggi sulla rete nazionale, dopo 24 giorni di rialzi consecutivi, si registrano lievissimi ribassi per il prezzo medio del gasolio, che rispetto ai listini di ieri scende a circa 2,180 euro al litro, con una riduzione di appena 0,5 centesimi di euro, pari ad un risparmio impercettibile sul pieno, appena 0,25 euro”.

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