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Tesla pressa l’Unione Europea per estendere la guida autonoma in tutta Europa

L’azienda di Elon Musk ritiene che l’Europa, a causa della sua burocrazia, stia ritardando una tecnologia in grado di ridurre gli incidenti

Tesla ha deciso di intensificare la pressione sull’Europa per ottenere l’approvazione dell’UE per il suo sistema di guida autonoma supervisionata. A poco più di un mese dalla prossima potenziale revisione normativa, l’azienda ha pubblicato i dati presentati agli Stati membri in primavera per giustificare le esenzioni normative richieste dalla sua tecnologia.

IL 6 OTTOBRE IL VOTO PER ESTENDERE LA GUIDA AUTONOMA IN TUTTA L’UE?

Come riporta El Periodico de la Energiahttps://elperiodicodelaenergia.com/, la pubblicazione non è stata una decisione casuale, poiché la guida autonoma (FSD) è già autorizzata in Olanda, Belgio, Danimarca, Estonia e Lituania, ma resta bloccata in gran parte dell’Unione Europea. Tuttavia, l’azienda californiana ritiene che il 6 ottobre sia una data possibile per una votazione volta ad estendere l’approvazione, sebbene tale tempistica non sia ancora stata pubblicata ufficialmente dalla Commissione Europea.

Il produttore americano ha accompagnato l’iniziativa con un messaggio molto meno tecnico: ritiene che l’Europa, a causa della sua burocrazia, stia ritardando una tecnologia in grado di ridurre gli incidenti. Secondo Tesla, oltre 70.000 clienti europei utilizzano già il sistema FSD (Full Self-Driving), percorrono più di un milione di chilometri al giorno e hanno una probabilità di incidente 4,1 volte inferiore rispetto a quando i loro veicoli vengono guidati manualmente.

LA GUIDA AUTONOMA DI TESLA, DALL’OLANDA AL RESTO D’EUROPA

Il processo ha avuto origine in Olanda, dove l’ente di omologazione RDW ha concesso l’approvazione provvisoria, lo scorso aprile, dopo aver valutato il sistema per circa un anno e mezzo. La decisione non si è basata esclusivamente sui dati forniti da Tesla: RDW ha affermato di aver condotto oltre 3.000 ore di test su circuiti e strade pubbliche, più di 1.000 test propri e una revisione indipendente dell’analisi statistica utilizzata dal produttore, e che ha analizzato anche i dati relativi a 1,8 milioni di chilometri percorsi in Europa.

L’autorizzazione olandese ha poi aperto le porte a Belgio, Danimarca, Estonia e Lituania. Tuttavia, non costituisce automaticamente un’approvazione per tutti i 27 Paesi. Il motivo risiede nella natura stessa del FSD (Full Self-Driving, guida completamente autonoma): sebbene il suo nome commerciale si riferisca a Full Self-Driving, la versione attuale resta legalmente classificata come un sistema di assistenza alla guida di livello 2. Il conducente conserva la responsabilità, deve monitorare costantemente il traffico ed essere pronto a riprendere il controllo. Ciò è stabilito sia da Tesla che dal Regolamento 171 dell’ONU sui sistemi di assistenza al controllo del conducente (DCAS).

IL SISTEMA FULL SELF-DRIVING DI TESLA

Tesla ha modificato il suo sistema FSD (Full Self-Driving) per renderlo più conforme al Regolamento UN-R171, ma alcune funzioni restano al di fuori del suo ambito di applicazione. È qui che entra in gioco l’articolo 39 del Regolamento europeo 2018/858, che consente l’autorizzazione di nuove tecnologie incompatibili con alcuni requisiti esistenti, a condizione che il produttore giustifichi tale incompatibilità e dimostri, tramite test, di mantenere almeno un livello di sicurezza equivalente. Mentre la Commissione UE decide sull’autorizzazione generale, uno Stato membro può concedere un’autorizzazione provvisoria limitata al proprio territorio.

Tesla sta richiedendo 5 eccezioni, tra cui la possibilità di avviare automaticamente determinate manovre senza che il conducente debba prima toccare il volante, superare i limiti di accelerazione laterale impostati dal DCAS in determinate circostanze e regolare la velocità massima selezionata in base al traffico, anche quando questa supera il limite rilevato. Quest’ultimo punto è proprio tra quelli che stanno generando maggiore resistenza politica.

LA POSIZIONE DELLA FRANCIA E LE PRECISAZIONI DI TESLA

A luglio la Francia ha annunciato che non sosterrà l’omologazione europea del sistema FSD nella sua configurazione attuale, citando preoccupazioni relative alla velocità e alla capacità di garantire che il conducente resti attento. Il governo francese ha riconosciuto il progresso tecnologico, ma ritiene che non soddisfi ancora i requisiti di sicurezza.

Alcune delle analisi utilizzate da Tesla sono state messe in discussione: a giugno l’agenzia Reuters ha riportato che alcuni esperti indipendenti avevano ritenuto problematici diversi confronti in materia di sicurezza precedentemente utilizzati dall’azienda. RDW, all’epoca, ha risposto che la sua autorizzazione non si basava esclusivamente su quei calcoli e ha sottolineato di aver condotto dei test propri.

Tesla ora ha introdotto un’importante precisazione nella dashboard stessa pubblicata: riconosce che i suoi studi sulla flotta non tengono conto direttamente di fattori quali traffico, condizioni meteorologiche, condizioni stradali o ora del giorno, e afferma esplicitamente che i confronti devono essere interpretati come associazioni osservazionali, e non come stime causali ottenute tramite un esperimento randomizzato.

GUIDA AUTONOMA E RIDUZIONE DEGLI INCIDENTI

Basandosi sui quasi 2 miliardi di miglia percorse con il sistema FSD (Full Self-Driving) nel corso del 2025, Tesla stima che gli incidenti gravi siano stati il ​​45% meno frequenti sulle autostrade, il 69% meno sulle strade principali, il 50% meno sulle vie urbane principali e il 40% meno sulle strade locali rispetto alle sue auto a guida manuale con i sistemi di sicurezza attivati.

La società di Elon Musk ha inoltre registrato una riduzione tra il 74% e l’84% degli interventi di frenata automatica di emergenza e una significativa diminuzione degli incidenti durante i cambi di corsia. In Europa, i veicoli di ingegneria Tesla hanno percorso circa 1,6 milioni di chilometri senza incidenti, né gravi né lievi, attribuibili alle prestazioni del sistema FSD.

Il dibattito si inserisce anche nel contesto dei 19.400 decessi registrati sulle strade dell’Unione Europea nel 2025, il 3% in meno rispetto all’anno precedente, ma ancora ben lontani dal ritmo necessario per dimezzare le vittime entro il 2030.

Tesla utilizza proprio questo dato per rafforzare la sua tesi secondo cui la regolamentazione sta ritardando un miglioramento della sicurezza già disponibile oggi. Bruxelles e i Paesi membri devono risolvere una questione leggermente diversa, ovvero se le prove presentate consentano delle eccezioni alle norme concepite proprio per garantire che l’innovazione nella guida automatizzata non superi la sua comprovata sicurezza.

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