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caro bollette Italia

Caro energia, carburanti e bonus casa in manovra: si prospetta un “autunno caldo” per il Governo

Allo studio aiuti selettivi per le fasce deboli e bonus ristrutturazioni confermati nella manovra 2025, ma per i settori energivori i costi di gas ed elettricità rischiano il raddoppio.

Si profila un autunno complesso quello che il Governo si appresta ad affrontare sul fronte dei costi energetici: da un lato il contenimento immediato dei prezzi alla pompa per i cittadini e dall’altro la gestione di un allarme industriale su competitività e occupazione, mentre sullo sfondo si cominciano a delineare i contorni della prossima Manovra di Bilancio.

ACCISE MOBILI E STRATEGIE PER IL TAGLIO DEI CARBURANTI

In attesa di definire interventi più mirati per risolvere il complesso problema del caro carburanti, l’esecutivo sta cercando di guadagnare tempo prezioso attraverso lo strumento delle accise mobili. Secondo quanto riportato dal “Sole 24 Ore”, il cosiddetto “tesoretto” derivante dall’extra-gettito Iva di agosto verrà contabilizzato nei prossimi giorni, permettendo di estendere ulteriormente lo sconto di 17 centesimi sul diesel, già introdotto per alleggerire i costi durante il controesodo estivo. Il decreto interministeriale, già siglato dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, si basava inizialmente su un ammontare di 20,5 milioni di euro, che ha consentito una prima proroga limitata al 25 e 26 agosto.

Tuttavia, la speranza dei tecnici ministeriali è che il gettito definitivo risulti superiore, permettendo così di allungare l’agevolazione per circa una settimana. Questo lasso di tempo aggiuntivo servirebbe a preparare la “fase due” della partita, ovvero il passaggio a misure selettive. All’interno della maggioranza si punta infatti a interventi modulati sui settori più vulnerabili e sulle fasce di reddito più basse. Tra le opzioni al vaglio figurano il potenziamento dei buoni carburante concessi come fringe benefit o l’integrazione di aiuti specifici all’interno della carta “Dedicata a te”, sebbene quest’ultima soluzione rischi di escludere chi utilizza l’auto in modo continuativo ma non rientra nei parametri della card.

L’ALLARME DELLE IMPRESE ENERGIVORE SUI COSTI DI GAS ED ELETTRICITÀ

Sul fronte industriale, la situazione appare drammatica. Aldo Chiarini, presidente di Gas Intensive, ha lanciato un monito dalle colonne del “Sole 24 Ore” riguardo alle ripercussioni delle tensioni in Medio Oriente sui costi della manifattura energivora italiana. Le proiezioni su base annua mostrano un consolidamento dei rincari che porterebbe la bolletta energetica complessiva del comparto a raddoppiare, balzando da 9 a 18 miliardi di euro. Il consorzio, che rappresenta filiere vitali come acciaio, carta, chimica, ceramica, vetro e cemento, stima che con i prezzi spot attuali — con il gas sul Ttf olandese che ha toccato i 72 euro al MWh — il settore potrebbe affrontare un aggravio del 133% per il gas e dell’87% per l’elettricità. Tali incrementi minacciano direttamente la competitività del sistema produttivo nazionale. Chiarini sollecita dunque l’attuazione immediata del servizio di liquidità previsto dal decreto Bollette per annullare il differenziale tra l’hub italiano Psv e quello olandese Ttf, oltre a un sistema di “interrompibilità” adeguato alle attuali condizioni eccezionali. Viene inoltre richiesta l’introduzione di meccanismi di approvvigionamento a lungo termine che permettano alle imprese di accedere a forniture a prezzi paragonabili a quelli del Gnl sui mercati internazionali, ricalcando le misure straordinarie adottate durante la crisi del 2022.

SIDERURGIA E DECARBONIZZAZIONE TRA COSTI E COMPETITIVITÀ

Anche il settore siderurgico manifesta una profonda preoccupazione per l’andamento estivo dei prezzi. Come evidenziato dal quotidiano economico, le stime indicano rincari del 15-20% per il gas e del 30-40% per l’elettricità entro la fine dell’anno se il trend attuale dovesse persistere. Antonio Gozzi, presidente di Federacciai, sottolinea la necessità di politiche strutturali e mirate per le imprese energivore. Secondo Gozzi, l’obiettivo non è ottenere sussidi emergenziali fini a se stessi, ma creare un contesto che permetta alle aziende italiane di continuare a investire e competere globalmente, preservando il primato della siderurgia nazionale come la più decarbonizzata al mondo. La richiesta comune di tutte le filiere produttive è l’attivazione di strumenti che allevino la pressione dei costi per evitare la perdita di fette significative del tessuto manifatturiero.

IL NODO ETS E IL RISCHIO DI DELOCALIZZAZIONE INDUSTRIALE

Un ulteriore elemento di criticità è rappresentato dalla revisione dell’Emission Trading System (Ets), il sistema europeo di scambio delle quote di emissione. “Il Sole 24 Ore” riporta l’allarme congiunto di sindacati e associazioni datoriali del settore cartario e grafico (Assocarta, Assografici, Slc-Cgil, Fistel Cisl, Uilfpc e Ugl Chimici). La posizione condivisa è che la proposta della Commissione Europea debba essere modificata per evitare che la transizione verso la neutralità climatica al 2050 provochi una perdita di competitività e il conseguente trasferimento delle produzioni verso Paesi con standard ambientali e costi della CO2 inferiori, fenomeno noto come “carbon leakage”.

Viene contestato, in particolare, il progressivo ridimensionamento delle tutele per i settori esposti a tale rischio e le nuove condizionalità per l’accesso alle quote gratuite. Il Governo italiano ha già recepito queste preoccupazioni, veicolando la necessità di modifiche al meccanismo a livello comunitario per proteggere un comparto, come quello della carta, essenziale anche per l’economia circolare.

BONUS CASA: VERSO LA PROROGA CON UN OCCHIO AI CONTI PUBBLICI

Infine, il capitolo delle agevolazioni edilizie resta centrale nella programmazione della prossima legge di Bilancio. Il Governo sembra orientato a confermare l’attuale assetto dei bonus casa, che comprendono ristrutturazioni ordinarie, ecobonus, sismabonus e bonus mobili. Si tratta di un perimetro di interventi che, secondo le relazioni tecniche citate dal “Sole 24 Ore”, vale circa 26 miliardi di euro. Il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, ha aperto alla proroga dell’assetto attuale, pur ribadendo la necessità di reperire le coperture finanziarie necessarie nel bilancio pubblico. Al momento, l’aliquota base resta al 36%, salendo al 50% per le abitazioni principali.

Tuttavia, per chi programma lavori, il quotidiano suggerisce prudenza: in assenza di interventi legislativi, dal 2027 lo sconto per le prime case scenderà al 36% e per le seconde al 30%, mentre il bonus mobili (attualmente al 50% con tetto a 5mila euro) scadrà alla fine di quest’anno. Inoltre, dal 2028 è già previsto un taglio generalizzato degli sconti al 30% fino al 2033. Il costo stimato per rinnovare il pacchetto attuale per altri 12 mesi si aggira sui 450 milioni di euro annui per gli interventi strutturali e circa 50 milioni per il bonus mobili, cifre che peseranno sulle scelte della manovra 2025.

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