L’idrogeno è ampiamente utilizzato nelle raffinerie per trasformare il petrolio in carburanti e per la produzione di fertilizzanti. Può inoltre essere impiegato come sistema di accumulo energetico e per alimentare veicoli
Secondo uno dei principali fornitori del settore, le ripercussioni dello shock del mercato petrolifero di quest’anno hanno spinto i governi di tutto il mondo a riconsiderare l’idrogeno pulito, nonostante i costi più elevati rispetto ai combustibili tradizionali.
L’amministratore delegato di Air Liquide, François Jackow, ha dichiarato che l’azienda francese ha avviato dei colloqui con funzionari di Bruxelles, Francia, Olanda, Giappone e Corea del Sud sull’impiego dell’idrogeno pulito come alternativa ai combustibili fossili, in seguito all’impennata dei prezzi di petrolio e gas causata dal conflitto in Medioriente.
IDROGENO E SICUREZZA ENERGETICA
Nei primi due mesi del conflitto, iniziato a febbraio, i Paesi importatori di energia hanno sostenuto una spesa extra complessiva superiore ai 100 miliardi di dollari a causa dell’aumento dei prezzi dei carburanti, un dato che rende ancora più urgente l’obiettivo di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.
“L’idrogeno non è solo uno strumento di decarbonizzazione, ma anche un elemento chiave per garantire la sicurezza energetica. I pochi miliardi necessari per imprimere una reale accelerazione all’ecosistema dell’idrogeno appaiono esigui, se confrontati con i costi complessivi che si affrontano in situazioni di crisi”, ha dichiarato Jackow al Financial Times.
Secondo Air Liquide, questa spesa aggiuntiva è scaturita sia dall’aumento della bolletta energetica per l’importazione di combustibili fossili, sia dai costi legati alle misure di sostegno, come tagli fiscali e sussidi.
130 MILIARDI DI DOLLARI PER PROGETTI LEGATI ALL’IDROGENO PULITO
Il rapporto annuale dell’Hydrogen Council, pubblicato giovedì scorso, ha rivelato che sono stati stanziati 130 miliardi di dollari per progetti legati all’idrogeno pulito, il 90% dei quali è già in fase di realizzazione o pienamente operativo. Due terzi dei dirigenti del settore intervistati dal Consiglio hanno concordato nel ritenere la sicurezza e la resilienza energetica i principali fattori alla base del rinnovato interesse per questo combustibile.
GLI AMBITI DI APPLICAZIONE DELL’IDROGENO
L’idrogeno è ampiamente utilizzato nelle raffinerie per trasformare il petrolio in carburanti e per la produzione di fertilizzanti. Può inoltre essere impiegato come sistema di accumulo energetico e per alimentare veicoli.
La maggior parte dell’idrogeno viene prodotta a partire dal gas naturale, attraverso un processo che comporta l’emissione di anidride carbonica. Delle forme più pulite si ottengono catturando e stoccando le emissioni oppure utilizzando energia rinnovabile per scindere l’acqua in idrogeno e ossigeno. Il cosiddetto “idrogeno verde” rappresenta la versione a minor impatto ambientale, ma è anche la più costosa da produrre.
OLTRE LA METÀ DELLA CAPACITÀ DI PRODUZIONE È IN CINA
L’idrogeno pulito può consentire ai Paesi di ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, favorendo al contempo lo sviluppo della generazione di energia eolica, solare e nucleare. “Non è però possibile elettrificare tutto”, ha affermato Jackow. Ed è qui che entra in gioco l’idrogeno, in particolare per i settori difficili da elettrificare, come la raffinazione e i trasporti. Jackow ha inoltre sottolineato l’interesse della Corea del Sud nell’impiego dell’idrogeno per alimentare la propria flotta di autobus.
Tuttavia, secondo l’Hydrogen Council oltre la metà della capacità di produzione di idrogeno pulito attualmente programmata si concentra in Cina, mentre in altri Paesi il settore incontra difficoltà a causa di “persistenti problemi legati ai costi”.
Jackow ha avvertito che la crescente attenzione della Cina potrebbe permetterle di conquistare una posizione dominante, a meno che l’Europa non acceleri i propri piani. “Abbiamo già visto questo scenario con i veicoli elettrici: dobbiamo costruire molteplici catene di approvvigionamento, e abbiamo bisogno di sovranità e resilienza”, ha concluso.

