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flessibilità

Perché l’Ue apre ai 14 miliardi per l’energia ma frena sulle nuove regole di bilancio

Via libera della Commissione europea alla clausola di salvaguardia per aumentare le spese su energia e difesa, ma resta la contrarietà a nuove forme di flessibilità fiscale. Intanto Roma lavora al contributo di banche e società energetiche e punta ad aumentare la produzione delle raffinerie di 1-1,5 milioni di tonnellate l’anno

La Commissione europea ha dato il via libera alla richiesta italiana di utilizzare la clausola di salvaguardia per aumentare la spesa destinata a energia e difesa, ma mantiene una posizione prudente sulla possibilità di introdurre ulteriori forme di flessibilità nelle regole di bilancio. Il confronto si è svolto mentre i governi europei discutono come affrontare i rincari energetici senza compromettere la sostenibilità dei conti pubblici.

Sì DEL PARLAMENTO AI 14 MILIARDI PER L’ENERGIA

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha indicato la possibilità di ricorrere a uno scostamento di bilancio pari allo 0,6% del Pil per ciascuno degli anni 2027 e 2028, destinando le risorse aggiuntive agli interventi per la difesa e l’energia. La Commissione europea ha espresso una valutazione favorevole sulla richiesta italiana, ma l’iter non è ancora concluso: la proposta dovrà essere esaminata dal Consiglio. L’eventuale ricorso alla flessibilità resterà comunque subordinato alle condizioni stabilite dalle regole europee e al rispetto degli obiettivi di sostenibilità della finanza pubblica. Commentando il via libera della Commissione alla clausola di salvaguardia, che potrebbe consentire di mobilitare 28 miliardi di euro nei prossimi due anni, Giorgetti si è detto fiducioso: «Siamo fiduciosi che le buone ragioni tecniche potranno, con gli opportuni approfondimenti e le adeguate forme, trovare la corretta interpretazione delle regole con decisioni coerenti con la sostenibilità della finanza pubblica».

COSA VORREBBE FARE IL GOVERNO

La flessibilità di bilancio richiesta a Bruxelles consentirebbe al governo di destinare circa 14,4 miliardi di euro all’energia nel biennio 2027-2028, finanziando interventi per rafforzare la sicurezza energetica e ridurre i costi per famiglie e imprese. Tra le misure indicate nella relazione al Parlamento figurano il sostegno alle fonti rinnovabili e alle aziende energivore, lo sviluppo del biometano e dell’idroelettrico, l’efficientamento energetico di scuole, ospedali e altri edifici pubblici, oltre a investimenti ferroviari e iniziative per incentivare il trasporto pubblico. Si tratta di linee d’intervento da definire nel dettaglio, nell’ambito delle condizioni previste dalle regole europee.

DOMBROVSKIS: NO A NUOVE FORME DI FLESSIBILITÀ FISCALE

Rimane però controversa la proposta italiana di utilizzare le maggiori entrate fiscali derivanti dall’aumento dell’inflazione per sostenere l’economia, invece di destinarle alla riduzione del debito. Il commissario europeo per gli Affari economici Valdis Dombrovskis ha ricordato che le regole fiscali attuali contengono già strumenti per tenere conto dell’impatto dell’inflazione e ha ribadito la contrarietà a introdurre nuove forme di flessibilità. Al tempo stesso, ha lasciato aperta la possibilità di approfondire le richieste di Roma «La Commissione ha valutato positivamente le richieste di Grecia e Italia di avvalersi di questa maggiore flessibilità. Le esamineremo più a fondo» ha detto il commissario.

La riunione dell’Eurogruppo ha evidenziato posizioni differenti tra gli Stati membri. Grecia e Spagna si sono mostrate disponibili a prendere in considerazione le richieste italiane, mentre i Paesi Bassi hanno espresso contrarietà a ulteriori modifiche delle regole fiscali. Anche la Germania ha richiamato la necessità di affrontare il problema degli elevati prezzi dell’energia, mantenendo la disciplina di bilancio. Il presidente dell’Eurogruppo, Kyriakos Pierrakakis, ha sintetizzato il momento indicando la necessità di «proteggere senza dare segnali sbagliati sulle politiche di bilancio».

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