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Immatricolazioni auto UE 2025

Auto: Stop al bando dei motori termici nel 2035: accordo al Parlamento Ue per allentare i tagli alle emissioni

Intesa tra Popolari, Socialisti e Renew: obbligo di riduzione all’87,5% e compensazioni con l’acciaio verde. I costruttori chiedono flessibilità per salvare il settore, ma i critici temono la rincorsa della Cina.

I principali gruppi politici del Parlamento europeo hanno raggiunto un’intesa per allentare le norme sulle emissioni del settore automobilistico, avvicinando i costruttori del continente a una tregua rispetto al divieto di fatto sui motori a combustione fissato per il 2035. Secondo quanto emerge da un documento visionato da Bloomberg, i negoziatori del Partito Popolare Europeo (centro-destra), dei Socialisti (centro-sinistra) e del gruppo liberale Renew hanno concordato un pacchetto di modifiche che eliminerebbe l’obbligo di neutralità climatica per le nuove vetture immatricolate dopo tale scadenza, consentendo ai veicoli con motore termico di rimanere sul mercato anche dopo il 2035.

I DETTAGLI DELL’ACCORDO TRA PPE, S&D E RENEW

Stando ai contenuti del documento rivelato da Bloomberg, l’intesa prevede che le case automobilistiche – tra cui figurano gruppi di primo piano come BMW AG, Stellantis NV e Volkswagen AG – dovranno ridurre le emissioni dell’87,5% entro il 2035, anziché azzerarle del tutto. Il testo contempla la possibilità di coprire un ulteriore 7,5% di riduzione attraverso la compensazione derivante dall’utilizzo di “acciaio verde”.

L’ASSE FRANCO-TEDESCO E IL PERCORSO VERSO IL TESTO DEFINITIVO

L’intesa delineata a Bruxelles ricalca da vicino lo storico accordo raggiunto la scorsa settimana tra i governi di Francia e Germania, che prevedeva un taglio delle emissioni al 90% senza concedere alcuna compensazione per il restante 10%. Sul tema era intervenuto anche Merz, affermando che il divieto UE sulle auto a combustione è ormai storia dopo l’accordo con la Francia. Il compromesso emerso all’interno delle forze parlamentari non conclude però l’iter legislativo: il Parlamento europeo e gli Stati membri dovranno infatti concordare le rispettive posizioni prima di avviare il negoziato formale che definirà la versione definitiva del provvedimento.

FLESSIBILITÀ SUI SUPER CREDITI E NORME MENO STRINGENTI PER I FURGONI

L’accordo tra i parlamentari europei introduce inoltre una maggiore flessibilità nella gestione dei cosiddetti “super crediti” riservati ai veicoli elettrici a batteria, prevedendo al contempo un quadro normativo meno restrittivo per i furgoni. Di contro, un accordo volto a consentire il funzionamento dei veicoli esclusivamente con carburanti rinnovabili dopo il 2030 è stato duramente criticato da Laurent Donceel, segretario generale dell’associazione ePURE, che ha giudicato tale impostazione eccessivamente limitante definendola poco più che una “mera facciata”.

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