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Svolta a Varsavia: l’industria Ue si ribella su energia ed ETS, il patto dei ministri scuote Bruxelles

Firmata la Dichiarazione dei Friends of Industry: chiesta la revisione dell’ETS e lo stop ai rincari energetici, mentre il ministro Urso avverte che l’Europa rischia di perdere la sfida globale.

I ministri dell’Industria dei Paesi dell’Unione europea presenti a Varsavia hanno sottoscritto la Dichiarazione di Varsavia, un documento congiunto varato a margine dei lavori della nona edizione del vertice ministeriale Friends of Industry. Nel testo approvato, i rappresentanti governativi chiedono a Bruxelles un netto cambio di passo sulla competitività per tutelare il sistema produttivo del continente.

Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha sollecitato, nel corso del vertice,  l’Unione europea a intervenire con rapidità per salvaguardare le aziende: “L’Europa acceleri per vincere la sfida della competitività e difendere le proprie imprese. Non c’è più tempo da perdere”. Nel suo intervento, il ministro italiano ha lanciato un esplicito monito sulla reattività istituzionale: “L’Europa non può permettersi di perdere la sfida industriale per la lentezza delle proprie decisioni. La visione e le riforme devono essere accompagnate dalla capacità di agire in fretta. Non abbiamo altro tempo”.

L’ALLARME DI URSO: AUTONOMIA STRATEGICA, NUCLEARE CIVILE E TRAPPOLA DI TUCIDIDE

Nel corso del suo discorso, Urso ha riconosciuto il rilevante lavoro relativo alle riforme portato avanti dal vicepresidente esecutivo della Commissione europea Stéphane Séjourné, delineando tre direttrici per l’azione comunitaria: l’autonomia strategica, l’innovazione e la velocità nei processi decisionali. Analizzando il posizionamento dell’Europa all’interno della competizione globale tra Stati Uniti e Cina, il ministro ha richiamato una celebre analogia storica: “Dobbiamo sfuggire alla trappola di Tucidide in cui sembra siano cadute sia Atene che Sparta”. In tale prospettiva, la priorità indicata per il continente consiste nell’affrancarsi dai condizionamenti delle catene estere: “Dobbiamo ridurre le dipendenze europee dall’estero nelle nuove tecnologie, nelle materie prime critiche e nell’energia, anche attraverso il nucleare civile”.

LA PREMESSA TECNOLOGICA: ROBOTICA AVANZATA E INTELLIGENZA ARTIFICIALE FISICA

Sul fronte del progresso tecnologico, la linea espressa dal ministro punta sullo sviluppo manifatturiero avanzato, evidenziando che “l’innovazione è il terreno su cui l’Europa può vincere la sfida industriale, a partire dalla robotica avanzata e dall’intelligenza artificiale fisica. A questo scopo servono riforme e risorse straordinarie”. Urso ha inoltre posto l’accento sulla necessità di orientare i processi di transizione tecnica senza snaturare i principi fondanti del continente, richiamando la salvaguardia e il rispetto della concezione antropocentrica propria della civiltà europea.

IL NODO ETS, LE QUOTE GRATUITE E IL RUOLO DEL CBAM

La Dichiarazione di Varsavia recepisce e rilancia su molteplici dossier i punti programmatici sostenuti dalla delegazione italiana, anche attraverso i non paper già promossi nelle sedi europee: dalla revisione del sistema ETS (Emission Trading System) al principio di neutralità tecnologica, fino alla sicurezza delle forniture di materie prime, incluse quelle secondarie ritenute strategiche per il manifatturiero dell’Unione. Nello specifico, i ministri firmatari chiedono formalmente alla Commissione europea di impostare una traiettoria ETS più graduale e calibrata sulle esigenze dell’industria e del comparto energetico. Il patto ministeriale rivendica la salvaguardia delle quote gratuite, definite come il principale presidio per scongiurare la delocalizzazione delle emissioni produttive (carbon leakage), vincolando la futura traiettoria di riduzione di tali quote all’effettiva efficacia che saprà dimostrare il meccanismo CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism).

CARO ENERGIA, DIFESA COMMERCIALE E SEMPLIFICAZIONE BUROCRATICA

Oltre al tema del mercato delle emissioni, la Dichiarazione siglata a Varsavia sollecita interventi strutturali diretti a contrastare gli elevati costi dell’energia che penalizzano la produzione europea. Il testo chiede inoltre l’introduzione di strumenti di difesa commerciale più celeri e tempestivi, concepiti per intervenire prima che vadano disperse quote rilevanti di capacità produttiva strategica. L’accordo programmatico coniuga la protezione delle filiere industriali esistenti con il potenziamento dell’intelligenza artificiale industriale e la canalizzazione dei risultati della ricerca all’interno dei processi di fabbricazione europei. Infine, i ministri dell’Industria chiedono a Bruxelles di velocizzare l’attuazione pratica dei provvedimenti concordati e di attuare un’incisiva semplificazione burocratica, affinché gli operatori economici possano pianificare investimenti e continuare a produrre in Europa contando su tempi certi e minori oneri amministrativi.

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