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A2A, Milano alle prese con il ricambio dei vertici

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Secondo le ultime indiscrezioni il presidente Giovanni Valotti e l’amministratore delegato Luca Valerio Camerano potrebbero uscire da A2A per far posto al tandem Patuano-Mazzoncini

“Compatibilmente con le incombenze da Coronavirus, il sindaco di Milano Giuseppe Sala metterà oggi mano a un dossier piuttosto scottante. Questioni di nomine e di un colosso come A2A, la multi-utility dell’energia e dell’ambiente da sempre gioiello nel portafoglio di Palazzo Marino dove (salvo rinvii dell’ultimo minuto) sono attesi il presidente Giovanni Valotti e l’amministratore delegato Luca Valerio Camerano, nominato nel 2014 dalla giunta Pisapia con l’appoggio di Renzi”. È quanto scrive Il Giornale.

IL PALLINO È NELLE MANI DI SALA

“C’è da dire che le ‘comunicazioni’ che li aspettano non dovrebbero essere delle più gradite, visto che l’intenzione di Sala sarebbe comunicare che il loro percorso, nonostante a lungo si sia parlato di un loro scontato rinnovo, sarebbe arrivato al capolinea. E, infatti, scadrà proprio venerdì il bando per le candidature al consiglio di amministrazione da cui si attingerà il nome del presidente”, riferisce il quotidiano.

“E quest’anno il pallino è nelle mani di Sala, come sembra confermare il fatto che uno dei possibili successori è Marco Patuano, un dirigente d’azienda ben noto al sindaco (…) Per quanto riguarda la poltrona di ad, l’incarico toccherebbe a un manager di lungo corso come Renato Mazzoncini. Bresciano, renziano di ferro”. Anche se qualcuno, prosegue il quotidiano milanese, fa “notare come la sua corsa verso la presidenza potrebbe essere quantomeno rallentata dal suo rinvio a giudizio nel giugno del 2018 nell’inchiesta sulla ripartizione del Fondo Nazionale Trasporti tra le Regioni”.

A FAVORE DI MAZZONCINI GIOCHEREBBE LA CORDATA BRESCIANA DI A2A

“A favore di Mazzoncini giocherebbe la cordata bresciana di A2A, facendo in questo modo perdere ancora una volta a Milano, lamentano con Sala i critici anche interni di questa possibile scelta, un po’ di autorità in un società destinata a recitare un ruolo sempre più fondamentale nello sviluppo futuro della città”, conclude Il Giornale.