Territori

AEB e A2A, cosa c’è di nuovo e il commento della Lega

aeb a2a consiglio di stato

La decisione del Consiglio di Stato su AEB e A2A. Il commento di Centemero (Lega) e la reazione di Fumagalli (M5S)

Il 28 agosto il Consiglio di Stato ha annullato la precedente ordinanza del Tar della Lombardia che aveva sospeso il processo di fusione tra le due multi-utility lombarde AEB e A2A.

Non si tratta di una vera e propria “luce verde”, però: l’operazione di aggregazione resta infatti sospesa fino a dicembre, quando verrà nuovamente discussa ed esaminata davanti al Tar.

IN COSA CONSISTE L’OPERAZIONE

L’unione di AEB e A2A darebbe vita ad una nuova realtà industriale, le cui azioni finirebbero per il 36% al Comune di Seregno (che possiede il 54% delle azioni di AEB) e per il 33% ad A2A. Il resto – scrive il quotidiano Il Giorno – verrebbe “suddiviso tra i Comuni che, per quanto di competenza, rinunciavano a loro volta a un 33% delle azioni [di AEB] in loro possesso per fare spazio alla nuova realtà”.

Il Tar della Lombardia aveva però sospeso l’aggregazione, accogliendo il ricorso presentato dal consigliere regionale Marco Fumagalli, del Movimento 5 Stelle.

IL COMMENTO DI CENTEMERO (LEGA)

In una lettera al quotidiano online di Monza e della Brianza MBNews, Giulio Centemero – capogruppo della Lega alla Commissione Finanze della Camera dei deputati – ha commentato così la decisione del Consiglio di Stato:

“Non solo è stata confermata la bontà dell’operazione (che condurrà alla creazione di una vera e propria multiutility dei territori), ma il Consiglio di Stato ha alzato il velo sulla pretestuosità delle ragioni che hanno caratterizzato gli originari ricorsi: nessuno dei ricorrenti aveva titolo per impugnare quei provvedimenti. Non le società private (che svolgono la loro attività in settori diversi da AEB), non il consigliere Tiziano Mariani, che ha potuto appieno esercitare tutte le sue facoltà e che in nessun modo ha visto compresso il proprio potere di rappresentanza e tanto meno il movimento cinque stelle che agisce come suo solito al sicuro dietro una tastiera e lontano dai cittadini. Un vincolo forte, quello dettato dal Consiglio di Stato, che mette una parola pressoché definitiva sulla sorte dell’operazione, condizionando in modo diretto la decisione che il Tar formalizzerà a dicembre”. “Torniamo dunque”, conclude Centemero, “a ragionare di politica industriale e di servizi ai cittadini”.

IL COMMENTO DI FUMAGALLI (M5S)

Molto critico verso il Consiglio di Stato è invece Marco Fumagalli, il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle per la Lombardia che aveva presentato ricorso al Tar per annullare l’operazione tra A2A e AEB.

In un post pubblicato sul suo sito web, Fumagalli scrive che l’ordinanza del Consiglio di stato evidenzia i grandi limiti della nostra giustizia: “Il Consiglio di Stato si è limitato a dire che consiglieri regionali e comunali oltre a imprese del settore non hanno la legittimazione per contestare l’accordo. Mentre il TAR oltre a riconoscere la legittimazione al consigliere comunale e alle aziende si era anche espresso in merito alla necessità di fare una gara pubblica, il Consiglio di Stato non ha nemmeno preso in considerazione il merito. Come dire che ci sono delle leggi che nessuno può far valere ma che solo le società quotate in Borsa hanno questo privilegio. I rappresentanti dei cittadini democraticamente eletti non contano nulla nella difesa del valore delle società pubbliche. A dettare l’azione sono le società quotate in Borsa a cui i Sindaci si genuflettono. Io mi opporrò sempre e con qualunque mezzo ai poteri forti. Mi duole profondamente che la Borsa conti di più della democrazia”.