Scenari

L’amministrazione Biden deve rassicurare i lavoratori del carbone

Usa

“Dobbiamo mettere le persone a lavorare nelle loro comunità”, dice l’amministrazione Biden per rassicurare gli occupati nell’industria del carbone

L’amministrazione di Joe Biden ha bisogno di rassicurare gli impiegati nell’industria del carbone e del petrolio, i cui posti di lavoro sono minacciati dalla transizione energetica in atto e pienamente sposata dal nuovo presidente. Quest’opera di convincimento, però, non è partita benissimo.

LE PAROLE DI HARRIS E KERRY

La vicepresidente Kamala Harris, intervistata da un’emittente televisiva dello stato del West Virginia, ha fatto confusione con le parole e ha parlato delle possibilità di posti di lavoro legati al recupero di “mine terrestri” (land mines) invece che di “terreni minerari” (mine lands) abbandonati. L’inviato per il clima John Kerry ha detto invece che ai lavoratori sfollati del settore degli idrocarburi verranno offerte opportunità migliori, come la produzione di pannelli solari e l’installazione di turbine eoliche. La sua frase è stata accolta con parecchio scetticismo nella regione dell’Appalachia, uno dei luoghi simbolo dell’industria del carbone.

SARCASMO E FRUSTRAZIONE

“Certo, ci metteremo a fare pannelli solari tra queste montagne”, ha detto con un misto di sarcasmo e frustrazione a Bloomberg Joyce Evans, che lavora in una miniera di carbone del West Virginia. Benché il declino dell’industria del carbone sia ovviamente precedente all’insediamento di Biden, le misure proposte dal presidente per il distacco dalle fonti fossili potrebbero colpire molti lavoratori.

LE RASSICURAZIONI DI BIDEN

L’amministrazione federale descrive spesso l’azione climatica come un’opportunità economica, promettendo la creazione di nuovi posti di lavoro ben pagati nell’installazione di pannelli solari e turbine eoliche e nell’efficientamento energetico delle case. “Non ci dimenticheremo mai degli uomini e delle donne che hanno estratto il carbone e costruito la nazione”, ha detto Biden recentemente, precisando che il governo si assicurerà che a queste persone vengano offerte “opportunità per continuare a costruire la nazione e le proprie comunità”.

COSA CHIEDONO I LAVORATORI NELL’INDUSTRIA DEL CARBONE

Il punto però, come ha spiegato a Bloomberg Brandon Dennison di Coalfield Development – un gruppo che si dedica alla ripresa economica dell’Appalachia – è che i lavoratori nell’industria degli idrocarburi non vogliono essere incolpati per il cambiamento climatico. Ma non vogliono nemmeno essere considerati né un “danno collaterale” della transizione energetica, né come persone bisognose di beneficienza.

“Nella maggior parte delle conversazioni sul cambiamento climatico”, ha detto Dennison, “i lavoratori del settore del carbone vengono messi in secondo piano”. Si parla di una loro riqualificazione o di un loro semplice spostamento da un settore all’altro, mentre “la realtà è che molti programmi di formazione professionale non hanno funzionato così bene. E, in generale, non vogliamo muoverci, e farlo costerebbe comunque troppo”.

DIFFICOLTÀ DI SPOSTAMENTO

Jerry, che lavora come supervisore alla costruzione di oleodotti e di piattaforme offshore in Lousiana, si è lamentato con Bloomberg del fatto che, a suo dire, l’amministrazione Biden lasci intendere che sia facile per un impiegato nel settore petrolifero trovare una nuova occupazione oppure spostarsi negli Stati Uniti alla ricerca di un lavoro.

LAVORARE NELLA PROPRIA COMUNITÀ

A fine gennaio Gina McCarthy, consigliera per le politiche climatiche nell’amministrazione Biden, ha cercato di rassicurare i lavoratori proprio su questo punto. “Non chiederemo alle persone di andare dall’Ohio o dalla Pennsylvania fino alla costa per avere un lavoro nel settore del solare. I posti di lavoro nel solare saranno ovunque, ma dobbiamo mettere le persone a lavorare nelle loro comunità”.

La segretaria all’Energia, Jennifer Granholm, ha recentemente annunciato la creazione, all’interno del sio dipartimento, di un ufficio per i posti di lavoro nel settore energetico, che si concentrerà sulle comunità “lasciate indietro per troppo tempo”.