Scenari

Attivisti e investitori chiedono più coraggio sul clima alle Major petrolifere

petrolifere

Secondo Transition Pathway Initiative (TPI) Shell ed Eni hanno i più ambiziosi piani di riduzione delle emissioni tra le sei major petrolifere europee

Nell’arco di soli sei mesi, le più grandi compagnie petrolifere e del gas in Europa hanno accelerato per impegnarsi a raggiungere gli obiettivi di emissioni nette zero in risposta alle crescenti richieste degli investitori e della società di iniziare ad affrontare la sfida del clima.

GLI INVESTITORI CONSIDERANO INSUFFICIENTI GLI IMPEGNI DELLE BIG OIL

Gli investitori hanno accolto con favore i passi e la definizione di obiettivi specifici per la riduzione delle emissioni di Co2 fino al 2050, ma molti di loro continuano a considerare gli impegni climatici delle aziende petrolifere mondiali come insufficienti per aiutare il mondo a raggiungere gli obiettivi previsti dall’accordo di Parigi.

L’ATTUALE MOMENTO RAPPRESENTA UN’OPPORTUNITÀ STRATEGICA

L’attuale crisi del Coronavirus, l’incertezza nell’industria petrolifera e l’incertezza che circonda il picco della domanda di petrolio – sia passata che futura – rappresentano sicuramente un’opportunità strategica per le più grandi compagnie petrolifere europee affinché possano ripensare gli obiettivi climatici e convincere gli investitori che i loro piani per i prossimi tre decenni sono sia fattibili sia redditizi. Perché attualmente, nonostante gli impegni, alcuni investitori rimangono scettici su come esattamente le grandi compagnie petrolifere del mondo diventeranno aziende a emissioni zero entro il 2050.

PER GLI AMBIENTALISTI LE BIG OIL FANNO SOLO ‘GREENWASHING’

Gli ambientalisti non sono solo scettici ma dicono che gli impegni delle aziende petrolifere sono solo “greenwashing”. Greenpeace, per esempio, sta criticando molto i piani delle major petrolifere, dicendo che solo uno stop totale delle trivellazioni petrolifere li convincerebbe che le compagnie petrolifere stano seriamente cercando di fare qualcosa di buono.

LA REPSOL LA PRIMA A IMPEGNARSI

I gruppi di investitori sono meno duri, e molti di loro hanno elogiato le grandi compagnie petrolifere europee per i loro piani di diventare imprese a zero emissioni di carbonio entro il 2050.

La spagnola Repsol è stata la prima compagnia petrolifera e di gas al mondo a impegnarsi a dicembre 2019 a ridurre le emissioni nette a zero entro il 2050. In soli cinque mesi, Repsol è stata seguita da BP, Eni, Shell e Total, che si sono tutte impegnate a ridurre le emissioni nette a zero entro il 2050.

SHELL ED ENI HANNO I PIÙ AMBIZIOSI PIANI DI RIDUZIONE DELLE EMISSIONI TRA LE SEI MAJOR PETROLIFERE EUROPEE

Tuttavia, alcuni investitori ritengono che le affermazioni delle maggiori compagnie petrolifere europee siano state sopravvalutate rispetto allo scenario di contenere il riscaldamento entro 1,5 gradi.

Secondo una nuova analisi della Transition Pathway Initiative (TPI) – un’iniziativa degli investitori sostenuta da oltre 19 mila miliardi di dollari di capitale globale – Shell ed Eni hanno ora i più ambiziosi piani di riduzione delle emissioni tra le sei major petrolifere europee (Shell, Eni, BP, Total, Repsol e OMV).

COSA STA FACENDO ENI

Eni ha la risposta strategica più completa con la definizione di un obiettivo assoluto di riduzione di tutte le emissioni, compreso Scope 3, dell’80 per cento entro il 2050, e l’utilizzo della tecnica di cattura e stoccaggio del carbonio.

COSA DICE TPI

Shell si è impegnata a ridurre la propria intensità di carbonio del 65%, Eni del 55% e Bp del 50% entro il 2050. I target di intensità indicano che le emissioni assolute possono aumentare con l’aumento della produzione.
“Tuttavia, nonostante questi impegni, nessuna delle aziende è ancora allineata per raggiungere il target di contenere il riscaldamento entro 1,5 gradi”, ha detto TPI nella sua analisi.

BP ha risposto all’analisi di TPI, dicendo che si concentrerà sull’intensità di carbonio, aggiungendo di “non credere” che “l’intensità di carbonio da sola sia una sola misura affidabile del progresso verso gli obiettivi di Parigi”. Per questo l’azienda aggiornerà il mercato a settembre per verificare come intende realizzare esattamente la sua ambizione di raggiungere l’obiettivo ‘net zero’.

BP: DIVERSIFICARE CON LE RINNOVABILI È ENORME OPPORTUNITÀ STRATEGICA

Non solo. Anche la diversificazione nelle energie rinnovabili è un’enorme opportunità strategica per il principale produttore di petrolio britannico, ha dichiarato questa settimana Bernard Looney, amministratore delegato di BP, al Financial Times.

“Per un’azienda con la nostra esperienza ci sono enormi opportunità. È la cosa giusta da un punto di vista sociale, dal punto di vista del personale e per i nostri azionisti. Abbiamo del lavoro da fare per dimostrare quel business case agli azionisti”, ha detto Looney a FT.

LA EXXON NON HA ANCORA ALCUN OBIETTIVO ‘NET ZERO’

Mentre la BP lavorerà per convincere gli azionisti che l’aumento degli investimenti nelle energie alternative porterà i rendimenti che gli investitori si aspettano, gli azionisti della più grande compagnia petrolifera statunitense stanno spingendo per un’azione a favore del clima da parte della ExxonMobil, che non ha fissato alcun obiettivo.

L’azionista della Exxon Legal & General Investment Management (LGIM) ha dichiarato che questa settimana voterà contro la rielezione del presidente del consiglio di amministrazione della Exxon all’assemblea generale annuale del 27 maggio.

“Siamo ancora preoccupati per la mancanza di ambizione strategica della Exxon in materia di cambiamenti climatici”, ha dichiarato Meryam Omi, responsabile della strategia di sostenibilità e di investimento responsabile di LGIM.

“Stiamo vedendo molti dei concorrenti della Exxon fare un passo avanti e riaffermare le loro ambizioni di sostenibilità anche nelle attuali circostanze. Il mondo, e gli investitori della Exxon, non possono permettersi che la società rimanga indietro”.