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Auto elettriche, filo diretto tra Seul e Elon Musk: prossima gigafactory Tesla in Corea?

Tesla Corea

Tesla deve far fronte a una concorrenza cinese sempre più agguerrita sul fronte della mobilità elettrica per questo cerca una “casa” per la sua prossima gigafactory di auto EV: la Corea del Sud si è appena candidata…

Tutti mi chiedono, tutti mi vogliono, è una delle arie più note de Il Barbiere di Siviglia: Largo al factotum di Gioachino Rossini che mai come in questo caso si presta alla situazione che sta vivendo Elon Musk. In un mondo che corre a grandi passi verso l’auto elettrica, gli Stati, per essere competitivi, abbisognano di gigafactory e così succede che i governanti alzino la cornetta per mettersi in contatto direttamente col patron di Tesla che, è noto, ha saputo preparare il terreno per tempo.

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TESLA ANDRA’ IN COREA?

Più che una cornetta alzata, una videochiamata quella tra il il presidente Yoon Suk-yeol e il Ceo dell’auto elettrica per antonomasia. Motivo della telefonata? Non gli auguri di Natale, quanto la richiesta da parte di Yoon rivolta a mr Tesla di considerare il suo Paese come location per una gigafactory che affianchi l’impianto numero 1 nella zona, quello di Shanghai in Cina.

Non è la prima volta che a Musk vengono fatte richieste simili: anche l’India aveva difatti avanzato una medesima proposta, ma con ben altri toni però: com’è noto il subcontinente impone dazi altissimi alle auto importate e quando il manager sudafricano se n’era lamentato s’era sentito rispondere dal governo indiano che la soluzione consisteva nell’impiantare in loco una delle sue gigafactory. Capitolo chiuso, per l’ex startupper notoriamente fumantino. Molto più rilassati, quindi, i toni della videochiamata con Seul che assieme all’Indonesia è ora tra i candidati per ospitare un nuovo impianto che produca auto elettriche.

Vincerà il migliore, ovvero chi offrirà le condizioni economiche più vantaggiose, tra defiscalizzazione, incentivi di vario tipo, regole ambientali e burocratiche maggiormente flessibili e ovviamente un minor costo della manodopera. La Corea del Sud, però, ha dalla sua alcuni degli stabilimenti di batterie più grandi al mondo, da LG in giù e sebbene Tesla ora abbia come partner privilegiato la giapponese Panasonic, questo dettaglio potrebbe essere cruciale, soprattutto per permetterle di affrontare con maggior slancio le rivali cinesi, sempre più agguerrite e la fase prolungata di calo del titolo, che ne ha dimezzato la capitalizzazione.

IL BOTTA E RISPOSTA SALVINI – MUSK

Nei giorni scorsi c’era stato un corteggiamento analogo tra il neo ministro alle Infrastrutture italiano Matteo Salvini ed Elon Musk col leader del Carroccio che, dopo aver espresso parole di stima nei confronti dell’imprenditore (“mi piacerebbe che potesse lavorare di più con l’Italia e in Italia. So che ha avuto problemi con lo sbarco in Germania”), si è anche detto pronto a creare un polo per attrarre investimenti esteri: “come Mit mi piacerà creare un polo di attrazione di investimenti e capitali stranieri che diventi un punto di riferimento per l’innovazione”. Velocissima la risposta di Musk, attraverso il suo Twitter: “Parole gentili da parte sua. Non vedo l’ora di incontrarci”.

 

Intanto, Tesla fa sapere non solo di avere tagliato il traguardo dei 40 mila Supercharger (intesi come colonnine) installati ed attivi in tutto il mondo ma anche di avere sfondato quota 1,6 milioni di prevendite del suo curioso Cybertruck. Un “giocattolo per adulti” dalle caratteristiche ancora ignote di cui non si conosce nemmeno ancora la data di lancio, nonostante se ne parli dal 2019.

Le poche immagini in circolazione sono comunque bastate a far volare i preordini che hanno portato nelle casse di Tesla circa 160 milioni di dollari. Quanto ai preordini, bisogna dire che non sono vincolanti e per partecipare basta depositare anche solo 100 dollari, una mossa che sebbene non permetta a Musk di essere certo di poter piazzare 1,6 milioni di unità quando saranno finalmente disponibili, ha comunque consentito alla Casa dell’auto elettrica di incamerare una cifra di tutto rispetto, denaro immediatamente disponibile, senza pagare alcun interesse a chi lo ha versato. Ennesima conferma che Musk magari non farà le auto più belle e potenti, ma certamente è un genio del marketing.

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