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Bollette luce, Cingolani lancia l’allarme: dal 1 ottobre +40%

Bollette

Per una famiglia tipo sarebbe equivalente a 247 euro su base annua secondo calcoli dell’Unione nazionale consumatori. Ecco le proposte per arginare gli aumenti formulate in questi giorni

Dal 1 ottobre le bollette elettriche aumenteranno del 40%. È l’allarme lanciato dal ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, nel suo intervento al convegno ‘Verso una transizione sociale’, organizzato ai Magazzini del Cotone di Genova dalla Cgil.

INTERVENTO ANCHE NEL TRIMESTRE PRECEDENTE

Qualche giorno fa si è parlato di un possibile intervento del governo che dovrebbe sterilizzare parzialmente gli aumenti come accaduto per il trimestre luglio-settembre quando la bolletta della luce sarebbe dovuta aumentare del 20% a causa del forte aumento delle quotazioni delle materie prime e dei permessi di emissione di CO2, parzialmente scongiurata grazie agli 1,2 mld messi sul piatto dall’esecutivo che è così riuscito a contenere l’incremento al +9,9% agendo sugli oneri generali.

LE MOSSE DEL GOVERNO

Il governo è comunque pronto a intervenire, secondo quanto riferito dal Sole 24 Ore. In particolare con una riforma degli oneri generali di sistema “per alleggerire il ‘fardello’ di quelle voci che in bolletta (…) che a partire dal 2015 hanno raggiunto un livello pari a 14-15 miliardi annui arrivando a pesare fino a un quarto della spesa totale sostenuta dagli utenti finali”.

Per questo, prosegue il quotidiano “si studia un nuova manovra, dopo quella messa in pista agli inizi di luglio, per evitare che gli effetti dell’impennata colpiscano in modo pesante il portafoglio dei consumatori”.

L’obiettivo è quello di “affidare allo strumento della delega, come trapela da una bozza del nuovo disegno di legge per la concorrenza, il lavoro di revisione degli oneri inserendolo in una più compiuta riforma della materia, anche nella prospettiva di trasferire sotto la fiscalità generale gli oneri per il sostegno alle energie rinnovabili”. Tali oneri, prosegue il Sole 24 Ore, dovrebbero andare a gravare “in modo selettivo sul consumo di combustibili fossili nel riscaldamento e nei trasporti con meccanismi di gradualità, ma sul punto il confronto è tutt’altro che chiuso. Anche perché il ministero della Transizione ecologica, è quanto si legge nel documento, ‘ritiene necessaria una compiuta riforma della materia’”.

Arera, dal canto suo, ha già indicato “la necessità di eliminare fin da subito dalla bolletta ‘gli oneri non direttamente connessi agli obiettivi di sviluppo ambientalmente sostenibile e quelli finalizzati al contrasto della povertà energetica’”. La palla passa quindi al governo ora.

LE PROPOSTE

Non mancano le proposte per cercare di scongiurare gli aumenti: La CNA ha invitato il Governo e il Parlamento a rivedere “in tempi rapidi la fiscalità sulla struttura della bolletta cancellando una serie di oneri impropri che gravano soprattutto sul sistema della micro e piccola impresa che continua a pagare il prezzo più alto per l’energia sia in Europa che in Italia rispetto alle imprese più grandi”. Lo stesso ha fatto Federconsumatori: “È giunta l’ora di dare un taglio ad accise, oneri di sistema, voci desuete e ingiustificabili che appesantiscono le bollette e svuotano le tasche dei cittadini – ha affermato Emilio Viafora, Presidente Federconsumatori –. Era la fine del 2018 quando abbiamo presentato al Parlamento migliaia di firme di cittadini che si univano alla nostra richiesta di una riforma degli oneri di sistema. Da anni, inoltre, invochiamo una rimodulazione delle accise dei carburanti per fare in modo che si riducano automaticamente calmierando i prezzi quando il costo della materia prima aumenta”.

“Un aumento di tale portata, se fosse davvero confermato, sarebbe letale per famiglie e imprese. Per una famiglia tipo sarebbe equivalente a 247 euro su base annua” ha affermato Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori -. Un rincaro così astronomico sarebbe un serio freno alla ripresa economica, innalzando i costi delle imprese e gravando pesantemente sulle tasche delle famiglie, con effetti deleteri sulla ripartenza dei consumi. Governo e il Parlamento devono comunque porre subito rimedio, decidendo di destinare i proventi delle aste di mercato dei permessi di emissione di CO2 all’abbassamento delle bollette, eliminando gli oneri di sistema oramai superati, come quelli per la messa in sicurezza del nucleare o le agevolazioni tariffarie riconosciute per il settore ferroviario, spostando sulla fiscalità generale gli altri, come gli incentivi alle fonti rinnovabili, che ora invece finiscono in fattura” ha concluso Vignola.

“Ecco tre possibili proposte concrete – ha scritto invece ieri il pentastellato Davide Crippa su Facebook -: 1. Proseguire sulla strada dell’utilizzo del maggior gettito delle aste di CO2 per calmierare i prezzi delle bollette. 2. Lavorare per l’abbassamento dell’IVA su energia elettrica e gas. Attualmente la media elettrica è 10% e media gas 15%. Al fine di evitare un rischio di un minor gettito a carico dello Stato si può ipotizzare un sistema che disattivi la sterilizzazione IVA sotto un certo indice di prezzo. Andrebbero replicate anche le condizionalità per i clienti più fragili, estendendola anche oltre il prossimo trimestre. 3. Creare un meccanismo di gradualità, con la creazione di un fondo alimentato anche dai venditori di tutti i settori energetici non rinnovabili con la finalità di coprire gli oneri delle rinnovabili. Il fondo potrebbe essere alimentato anche dai proventi delle aste CO2, già disponibili, in modo da poter intervenire tempestivamente”. “Bisogna agire al più presto, mettendo in campo tutti gli strumenti possibili per evitare una ‘stangata’ per gli italiani, nelle bollette del prossimo trimestre”, ha concluso Crippa.

Secondo Aiget, l’Associazione Italiana di Grossisti di Energia e Trader che ne ha parlato su Twitter occorre “togliere da bollette tutti gli oneri impropri, quelli che con energia non c’entrano. Impegno in tal senso governo lo ha preso con UE in PNRR, unico modo per calmierare costi energia degli italiani e evitare che alzino barricate su transizione energetica”.

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