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Bollette, Patuanelli si impegna: Sì al taglio dei costi fissi

Bollette

Il Mise promuoverà una serie di azioni finalizzate alla riduzione dei costi fissi delle bollette. A fine 2019 le giacenze presso la Csea dovrebbero attestarsi intorno ai 3 miliardi di euro. L’obiettivo è utilizzarle per le specifiche finalità per le quali il fondo stesso è istituito

L’impegno è chiaro e preciso: il ministero dello Sviluppo economico promuoverà una serie di azioni finalizzate alla riduzione dei costi fissi delle bollette. Mentre le somme disponibili in giacenza presso la Cassa servizi energetici ambientali (Csea, ex Cassa conguaglio del settore elettrico) saranno utilizzate per specifiche finalità per le quali il fondo stesso è istituito. Firmato Stefano Patuanelli, nuovo titolare del Mise.

L’INTERROGAZIONE NASCE DALL’AUMENTO DI LUCE E GAS DI OTTOBRE

PatuanelliL’interrogazione illustrata del pentastellato Andrea Vallascas parte da un dato: dal primo ottobre sono aumentate le tariffe dell’energia elettrica e del gas rispettivamente del 2,6 e 3,9 per cento. Secondo Arera, i rincari sono da attribuire all’andamento stagionale dei prezzi, alla riduzione della produzione di gas olandese e alle oscillazioni delle quotazioni delle principali commodity energetiche, a seguito degli attacchi alle piattaforme saudite. Inoltre, Vallascas ha chiesto di sapere le giacenze di Csea che ha il compito principale di riscuotere, presso gli operatori del settore, i corrispettivi tariffari accessori, i cui proventi garantiscano la copertura di molteplici esigenze tra cui la possibilità di mitigare gli effetti delle inattese oscillazioni dei costi di generazione o approvvigionamento dell’energia.

PATUANELLI: LA POLITICA PER LA TRANSIZIONE ENERGETICA, SU CUI È IMPEGNATO IL GOVERNO, PORTERÀ NEL LUNGO TERMINE AD UN SISTEMA ENERGETICO PIÙ VIRTUOSO

“La politica per la transizione energetica, su cui è impegnato il Governo, porterà nel lungo termine ad un sistema energetico più virtuoso sotto il profilo della riduzione delle emissioni di CO2, più sicuro per effetto della riduzione dei consumi e dell’aumento delle energie rinnovabili e della riduzione della dipendenza dalle fonti estere e più stabile sotto il profilo dei prezzi, proprio perché riduce il peso delle fonti di energia di importazione, che attualmente sono alla base delle fluttuazioni relative all’andamento delle bollette – ha sottolineato Patuanelli rispondendo in aula a Montecitorio -. È intenzione del Governo accelerare e potenziare le politiche pubbliche in questo campo: bisogna continuare a spingere sull’efficientamento energetico, in modo da ridurre sensibilmente il relativo fabbisogno, attraverso l’adozione di nuove tecnologie in tutti i settori (trasporti, industria, edilizia); al contempo è necessario porsi l’obiettivo di ridurre sensibilmente il costo delle bollette per i cittadini e per le imprese”.

GIACENZE CSEA A QUOTA 3 MLD. DAL GOVERNO INDICAZIONI PER BLOCCARE FLUTTUAZIONI BOLLETTE

“La giacenza dei fondi istituiti presso la Cassa servizi energetici e ambientali, che sono specificamente amministrati da Arera e sui quali vigila il Mef, a fine 2019 dovrebbe attestarsi, secondo quanto riferito dalla stessa Arera, intorno ai 3 miliardi di euro, anche tenuto conto del prelievo stabilito dal cosiddetto decreto crescita – ha sottolineato Patuanelli -. L’Autorità invero ha fatto più volte ricorso a tali risorse per stemperare i picchi di prezzo, anche se in passato tali fondi sono stati utilizzati per manovre di politica governativa con altre finalità, tanto da spingere l’autorità stessa a riequilibrare i conti. Pertanto, ferma restando l’indipendenza del regolatore nel definire le tariffe, il Governo potrà dare un’indicazione ad Arera sull’utilizzo di tali risorse, al fine di raggiungere il comune obiettivo di rendere meno fluttuante l’andamento stagionale delle bollette”.Csea

NEL DEF DUE FONDI PER 50 MILIARDI PER ENERGIA E RINNOVABILI

A tal proposito, come indicato nella nota di aggiornamento al Def 2019 approvata nell’ultimo Consiglio dei ministri, “nella prossima legge di bilancio saranno introdotti due nuovi fondi di investimento, assegnati direttamente allo Stato ed agli enti territoriali, per un ammontare complessivo di circa 50 miliardi su un orizzonte pluriennale, che si affiancheranno e daranno continuità ai fondi costituiti con le ultime tre leggi di bilancio – ha aggiunto il ministro dello Sviluppo economico -. Con le risorse stanziate potranno essere attivati progetti di rigenerazione urbana, di riconversione energetica e di incentivazione all’utilizzo di fonti rinnovabili”.

GIACENZE CSEA SARANNO UTILIZZATE PER FINALITA’ SPECIFICHE, IMPEGNO A RIDURE COSI FISSI IN BOLLETTA

“La transizione energetica è però un obiettivo ambizioso e di lungo periodo e di questo bisogna essere consapevoli – ha ammesso Patuanelli -. Tenendo ben chiara questa ambizione, nel Piano nazionale integrato per l’energia e il clima, che sarà definitivamente approvato entro la fine dell’anno, è stato indicato l’insieme delle azioni di rafforzamento del nostro sistema energetico nel settore gas e nel settore elettrico, individuando anche le azioni di supporto allo sviluppo delle rinnovabili necessarie per ridurre i costi complessivi del sistema. Vorrei sottolineare che il MISE, nell’ambito delle proprie competenze, da un lato si impegnerà a garantire che le somme disponibili e in giacenza presso la Cassa servizi energetici ambientali siano utilizzate per le specifiche finalità per le quali il Fondo stesso è istituito, dall’altro promuoverà una serie di azioni finalizzate alla riduzione dei costi fissi delle bollette”.

BOLLETTE, M5S: IMPORTANTE CONTENERE FLUTTUAZIONI. UN MILIARDO DI CSEA VADA AI CITTADINI

“È importante, nel breve periodo, intervenire sul rincaro autunnale delle bollette dovuto all’andamento stagionale dei prezzi – soprattutto legati alle spese per le materie prime – e, riteniamo che in tal senso la Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA) abbia un ruolo fondamentale. A maggior ragione, in previsione della prossima scadenza di giugno 2020, quando dovrebbe cessare la maggior tutela e potrebbe divenire più difficile bilanciare la componente dovuta agli oneri rispetto al costo della materia prima. Oggi il ministro Patuanelli ci ha confermato che presso la CSEA sono disponibili 3 miliardi di euro, cifra ben al di sopra dei 2 miliardi necessari a mantenere in sicurezza i conti. Il miliardo in più sono soldi di cittadini e imprese e a loro va destinato. Auspichiamo, nel prossimo futuro, un ancor più sinergico lavoro tra Arera e il Governo per rivedere nel complesso tutte le voci di costo non attinenti al sistema energetico”, hanno detto i portavoce del MoVimento 5 Stelle in commissione Attività Produttive Vallascas e Davide Crippa, a margine dell’interrogazione sul tema presentata in Aula a Montecitorio. “”È chiaro che nel lungo periodo questo non sarà sufficiente ma, in tal senso, diviene altrettanto importante l’impegno da parte del ministro e dell’intero Governo a porre in essere, già dalla prossima Legge di Bilancio, ulteriori misure per accelerare la transizione energetica del Paese. Un obiettivo ambizioso che richiede misure che spingano sull’efficientamento energetico e permettano di ridurre i consumi e le emissioni aumentando l’utilizzo di fonti rinnovabili e, così, di contenere i prezzi in bolletta, riducendo le spese per l’acquisizione delle materie prime. Come confermato dal ministro per lo Sviluppo Economico, nella prossima legge di bilancio saranno introdotti due nuovi fondi di investimento per un totale di circa 50 miliardi, per attivare progetti di rigenerazione urbana, di riconversione energetica e di incentivazione all’utilizzo di fonti rinnovabili. Non dimentichiamo che a questo si aggiungerà il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima, che sarà definitivamente approvato entro la fine dell’anno”, hanno concluso i deputati pentastellati.