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Capacity Market, mercato e prezzi. Parla Fabrizio Falconi di Utilitalia

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Falconi a Energiaoltre.it: “Utilitalia trova ragionevole, anzi quasi necessario il ricorso al Capacity Market al fine di offrire stabilità e qualità di funzionamento nel servizio di dispacciamento”

Capacity Market, prezzi e mercato elettrico italiano. Di questo abbiamo parlato incontrando Fabrizio Falconi, General manager di Utilitalia, per chiedergli una sua opinione sul mercato delle capacità, che tante perplessità ha provocato.

Come giudica Utilitalia il nuovo mercato della capacità ed il relativo meccanismo di aggiudicazione?

Utilitalia trova ragionevole, anzi quasi necessario il ricorso a questo strumento al fine di offrire stabilità e qualità di funzionamento nel servizio di dispacciamento. Nell’attuale stato dell’arte la soluzione seguita – peraltro frutto di una lunghissima e travagliata gestazione – è l’unica via percorribile: non sarebbe altrimenti possibile con le rinnovabili intermittenti garantire l’erogazione e la modulazione dei flussi , specie per quantitativi tanto grandi. L’ordine di grandezza delle due aste è stato infatti intorno ai 34 – 35 GW.
Si evidenzia il fatto che i problemi sono sempre gli stessi per le FER: la loro non programmabilità e la mancanza di uno storage di lungo periodo. Tant’è vero che le rinnovabili programmabili quali l’idroelettrico hanno partecipato alle aste – e con successo – aggiudicandosi poco meno di 2 GW.

Ma i prezzi? Non è uno strumento eccessivamente oneroso per il già caro mercato elettrico italiano?

Direi di no: per cominciare ci sono i dati ufficiali del Mise che afferma che per un esborso di 1,76 Mld annui, se ne risparmieranno qualcosa come 3,35. Quindi certamente un ottimo risultato. È vero che le due aste hanno raggiunto il prezzo cap, cioè quello massimo, però è pur vero che è stato stabilito un riferimento che costituirà, in forma più o meno diretta, il benchmark di riferimento per la capacità e la sussidiarietà. Non è cosa da poco, perché per la volatilità dei prezzi dei mercati e la ripetitività della fornitura delle FER, è piuttosto difficile stabilire, per investitori ed operatori, i prezzi foward del 2022 o 2023.

Non crede che per quanto possa rivelarsi utile in caso di stress del sistema, il capacity market non riproponga, se si vuole in forma più mirata, un servizio che comunque già connotato al MSD?

Forse si potranno pure proporre situazioni di duplicità per certe zone o determinati impianti, ma di fondo le due piattaforme hanno ruoli diversi: l’MSD resta un mercato della fornitura anche se ex post, peraltro pensato nell’architettura originale dei mercati, e quindi a compensazioni dei due precedenti mercati (MGP e MI).

Al contrario il capacity market è una piattaforma della capacità, della disponibilità: quest’ultima è – a ben vedere – l’oggetto della compravendita alle aste, poi operativamente quantificata in MWh. Quindi è costituito proprio per far fronte alle situazioni di emergenza e di stress che, con l’irruzione massiccia delle FER nell’ultimo quindicennio, sono cresciute, perché accresciuta è la complessità del sistema elettrico nel suo insieme.