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Carburanti alle stelle, il Governo rinvia l’accisa mobile: è scontro con le associazioni

Niente da fare in CdM per l’accisa mobile e il Piano Casa. Mentre il diesel supera i 2,6 euro in autostrada, l’Esecutivo prende tempo sulle coperture. L’ira dei consumatori

Fumata nera per l’accisa mobile e il Piano Casa. Il Governo ha preferito rimandare le misure per abbassare i prezzi dei carburanti e riqualificare il patrimonio immobiliare italiano a un futuro CdM per trovare le coperture economiche. Il mancato approdo nel Consiglio dei Ministri odierno, però, ha sollevato le ire delle opposizioni e delle associazioni dei consumatori, alimentate da un clima di forte tensione per l’aumento dei prezzi dei carburanti legato alla crisi in Medio Oriente.

CODACONS: INCOMPRENSIBILE RINVIO ACCISA MOBILE

Nulla da fare per il taglio dei prezzi alla pompa tramite extra-gettito IVA. L’ordine del giorno del CdM odierno si è focalizzato su temi di politica estera (accordo con la Cina), direttive UE contro la tratta e riorganizzazione del MIT, lasciando fuori i temi economici caldi. Lo slittamento dell’“accisa mobile” ha suscitato forti critiche da parte del Codacons, che ha definito la decisione “francamente incomprensibile” esprimendo un forte allarme per il superamento dei livelli critici dei prezzi. L’associazione denuncia che il gasolio in modalità servito ha superato la soglia dei 2,6 euro al litro in diversi impianti autostradali, mentre in quasi tutta Italia sulla rete stradale il diesel al self ha oltrepassato i 2 euro al litro.

“Nella situazione attuale in cui i listini alla pompa salgono senza sosta raggiungendo livelli elevatissimi, ogni giorno di ritardo nell’attuazione del taglio delle accise equivale a danni da centinaia di milioni di euro per gli automobilisti e per il comparto dell’autotrasporto, e aumenta il rischio di forti ripercussioni sui prezzi dei prodotti trasportati”, scrive il Codacons in una nota.

Al tempo stesso, l’associazione sostiene che non servirebbe un nuovo decreto per sterilizzare i prezzi alla pompa, poiché la legge n. 5 del 2023 permetterebbe già al MEF e al MASE di intervenire utilizzando l’extra-gettito IVA per ridurre le accise. “In base alle elaborazioni del Codacons, per ridare fiato a consumatori e imprese le accise vanno tagliate non di 10 centesimi di euro, cifra assolutamente sbagliata e insufficiente considerati i rialzi alla pompa, ma in una misura compresa tra i 15 e i 20 centesimi di euro, unica possibilità per limitare i danni dell’escalation dei listini”, sottolinea l’associazione.

CARBURANTI, FEDERCONTRIBUENTI: “TAGLIO TOUT COURT ACCISA PER RIDURRE DI 20 CENTESIMI AL LITRO”

Federcontribuenti ha chiesto un momentaneo taglio tout court dell’accisa, “che preveda una riduzione di 20 centesimi al litro, scorporando, di pari passo, le accise dall’applicazione dell’Iva”. Così facendo, ogni famiglia risparmierebbe 449 euro all’anno (236 euro per il pieno e 213 di costi indiretti), eliminando la speculazione.

Il peso delle tasse e della speculazione sta “schiacciando l’economia reale”, secondo l’associazione. “Si sta valutando, ora, l’applicazione del meccanismo dell’accisa mobile: uno strumento che fa abbassare l’accisa quando i prezzi della materia prima aumentano. Un meccanismo che da sempre chiediamo di applicare, ma di cui abbiamo anche sottolineato i limiti, invocando una riforma che permetta che scatti automaticamente, e in misura congrua rispetto agli aumenti”, commenta l’associazione, sottolineando l’importanza di intervenire anche sul fronte bollette delle bollette, “introducendo un nuovo bonus straordinario a sostegno delle famiglie più esposte ai rincari, ampliando la platea dei destinatari del bonus alle famiglie con Isee fino a 30.000 euro, ripristinando l’Iva al 10% sul gas, riducendo gli oneri di sistema sull’energia elettrica di almeno il 25%, come indicato negli emendamenti al Dl Bollette che abbiamo presentato, come Federconsumatori”.

RINVIO ACCISA MOBILE UNA VERGOGNA

Lo slittamento dell’accisa mobile a un futuro CdM è una vergogna, secondo l’Unione Nazionale Consumatori.

“Una vergogna! Il fatto che il Consiglio dei ministri di oggi non affronti l’emergenza del caro carburanti, non solo è una presa in giro dei consumatori, illusi da dichiarazioni di innumerevoli esponenti del Governo, ma è un autogol, dato che più tempo si fa passare più serviranno soldi per stoppare l’escalation dei prezzi. Oggi potevano ancora bastare 10 cent di riduzione delle accise, la prossima volta ce ne vorranno almeno 15”, denuncia Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

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