Mentre il diesel sfonda quota 2 euro, il governo accelera sul decreto per il taglio quindicinale delle accise sui carburanti. Tra i timori di Giorgetti per la tenuta manifatturiera e il mirino del Mimit sugli speculatori, l’Italia cerca una via d’uscita tra l’emergenza immediata e la strategia nucleare UE
Il fantasma del 2022 torna ad aggirarsi tra i corridoi di Palazzo Chigi. Con il diesel che sfonda la barriera dei 2 euro e la benzina in rapida ascesa a 1,80 euro, il governo Meloni si trova a gestire una nuova emergenza energetica innescata dalle tensioni in Medio Oriente. Ma non è solo il barile a preoccupare: nel mirino dell’esecutivo finisce la “speculazione” interna, con anomalie nei prezzi alla pompa che superano i listini consigliati dalle compagnie.
CARBURANTI, ACCISE OGNI 15 GIORNI
Il Consiglio dei Ministri si prepara a varare un decreto legge per rendere più reattivo il meccanismo dell’accisa mobile. Come riportato da La Stampa e Il Foglio, l’idea dei tecnici governativi è quella di accorciare i tempi di monitoraggio: non più una verifica bimestrale, ma estrazioni quindicinali dei dati sui prezzi.
L’obiettivo è utilizzare l’extra-gettito IVA derivante dai rincari per tagliare immediatamente le accise, a saldo zero per lo Stato. Tuttavia, i margini sono stretti. Secondo le analisi de Il Foglio, con l’attuale architettura normativa, il taglio massimo realizzabile sarebbe di circa 5-6 centesimi al litro, ben lontano dai 25 centesimi invocati dalle opposizioni (Pd e Avs), che costerebbero alle casse pubbliche circa 2,5 miliardi di euro a trimestre.
MISTER PREZZI E GDF CONTRO LA SPECULAZIONE
Non c’è solo il mercato internazionale. La cabina di regia del Mimit, guidata dal ministro Adolfo Urso, ha rilevato rincari ingiustificati. Secondo La Stampa, “due grandi marche del settore” sarebbero sotto osservazione per aver applicato prezzi superiori a quelli consigliati. Il pieno di gasolio è rincarato mediamente di 9,80 euro, quello della benzina di 4,50 euro in una sola settimana. Mister Prezzi consegnerà alla Guardia di Finanza l’elenco delle anomalie per avviare accertamenti mirati.
L’ALLARME DI GIORGETTI SUI CARBURANTI
Dall’Eurogruppo di Bruxelles, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha lanciato un monito severo: l’Italia, pur essendo leader manifatturiero, sconta la mancanza di indipendenza energetica. “Il costo dell’energia distrugge il potere d’acquisto e altera la competitività”, ha dichiarato il ministro, evocando il rischio di una stagflazione (stagnazione economica unita a inflazione galoppante) se la crisi dovesse protrarsi oltre le due settimane.
Oxford Economics stima che l’inflazione in Italia potrebbe aumentare di oltre un punto percentuale nel quarto trimestre del 2026 proprio a causa di questo shock.
LA RISPOSTA DELL’UE
Mentre l’Italia discute di accise, l’Europa guarda al lungo periodo. Il commissario all’Energia Dan Jørgensen presenterà oggi a Strasburgo un pacchetto d’emergenza basato su tre pilastri: taglio delle tasse in bolletta, spinta alle comunità energetiche (i “prosumer”) e nucleare di nuova generazione. Proprio sul nucleare, riferisce La Repubblica, l’Ue stima un fabbisogno di 240 miliardi di euro entro il 2050. Sebbene il ministro Pichetto Fratin sia a Parigi per discutere di questa tecnologia, resta lo scetticismo di parte dell’opposizione (Annalisa Corrado, Pd) sulla maturità industriale di questi piccoli reattori.
IL DL CARBURANTI RISCHIA DI SLITTARE
Il decreto potrebbe slittare di qualche ora per consentire al Mef di affinare le coperture, ma la pressione politica è altissima. Se da un lato la premier Meloni cerca la quadra tecnica, dall’altro deve rispondere agli attacchi di Matteo Renzi, che ricorda come a gennaio 2026 il governo abbia aumentato le accise per 600 milioni di euro, e di Elly Schlein, che preme per un intervento più coraggioso.


