Sostenibilità

Decreto Clima, si pensi anche all’inquinamento da biomassa. La richiesta di AiCARR

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Ecco le richieste di AiCARR al Governo sul Decreto Clima, in attesa che venga convertito in legge 

Il decreto Clima, che porta la firma del ministro dell’Ambiente Sergio Costa e rappresenta il primo mattone del cosiddetto Green New Deal è un buon punto di partenza, ma per l’ambiente dobbiamo e possiamo fare di più. Per esempio, potremmo prendere in considerazione l’inquinamento da biomassa e pensare a delle misure per evitarlo, suggerisce AiCARR, Associazione italiana Condizionamento dell’aria Riscaldamento e refrigerazione.

BENE BUONO MOBILITA’

L’associaizone “accoglie con gran favore il Decreto sul clima e soprattutto la scelta di istituire il “Programma sperimentale buono mobilità”, utilizzando i fondi provenienti dalle aste di quote di emissione, soluzione che aveva suggerito come strumento parallelo al fondo nazionale per gli investimenti in efficienza energetica in un documento recentemente inviato al Ministero dello Sviluppo economico, in occasione della consultazione sul PNIEC”, spiega una nota dell’associazione, ma allo stempo spera che tale Decreto sia “soggetto ad una revisione, prima di essere convertito in legge”.

LE COSE DA RIVEDERE

E nella revisione, spiega AiCARR, si potrebbe prevedere “l’utilizzo dei fondi delle aste di quote di emissione anche per l’attuazione del Protocollo CleanAir, siglato a Torino a giugno scorso” e tener conto delle “emissioni dovute alle stufe e agli impianti termici a biomasse, che determinano l’immissione in atmosfera di polveri ormai riconosciute come uno dei contaminanti più pericolosi per la salute dell’uomo”.

PROTOCOLLO CLIENAIR

Entro il 5 settembre 2019, secondo quanto annunciato dall’associzione, avrebbe dovuto essere creata una pagina tematica sul Protocollo ClieanAir sul sito istituzionale del Ministero della Salute e del Ministero dell’Ambiente e avrebbero dovuto essere pubblicati opuscoli per “informare e promuovere la consapevolezza dei cittadini sul tema della qualità dell’aria e aumentare le possibilità di controllo dei relativi rischi per la salute.”

La pagina, però, ancora non esiste. Ed è per che “
AiCARR, con i suoi esperti e professionisti provenienti dalle Università, dagli Enti di ricerca e dal mondo industriale” si mette a disposizione “delle istituzioni, in particolare per quanto riguarda la redazione del Programma strategico nazionale per il contrasto ai cambiamenti climatici e il miglioramento della qualità dell’aria, da approvare entro il 5 dicembre, che quindi potrebbe essere operativo a prescindere dalla conversione in Legge di questo Decreto”.