Esteso il dazio sul carbonio ai prodotti in acciaio e alluminio e anticipato al 2027 il fondo per sostenere le esportazioni. Più flessibilità sulle quote industriali e tutele contro i rincari dei carburanti per famiglie e trasporti stradali.
La plenaria del Parlamento europeo ha varato una profonda revisione degli strumenti comunitari per la decarbonizzazione e la salvaguardia industriale. I deputati europei hanno infatti approvato l’estensione del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) ai manufatti finiti a base di alluminio e acciaio, inasprendo le norme contro l’elusione commerciale e istituendo un Fondo temporaneo per la decarbonizzazione anticipato al 2027 a difesa degli esportatori e del comparto dei fertilizzanti. L’Aula ha ridefinito inoltre il funzionamento del mercato delle emissioni: per l’ETS1 è stato votato l’innalzamento della soglia di cancellazione delle quote della riserva di stabilità a 650 milioni dal 1° febbraio 2027, mentre per l’ETS2 – relativo a edifici e trasporto stradale – è arrivato il via libera definitivo all’accordo con il Consiglio per schermare i consumatori da oscillazioni tariffarie estreme.
L’ESTENSIONE DEL CBAM AI PRODOTTI A VALLE E LO STOP ALL’ELUSIONE
Il Parlamento europeo ha approvato il rafforzamento del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere. La decisione estende l’applicazione della misura a un ampio elenco di manufatti industriali a valle, superando il perimetro originario limitato alle materie prime di base. Il testo legislativo è stato approvato con 464 voti favorevoli, 50 contrari e 159 astensioni.
La lista dei nuovi beni soggetti a certificazione climatica include articoli finiti in acciaio e alluminio quali elementi di fissaggio, fili metallici, molle e prodotti per la casa, ampliando la copertura oltre i volumi inizialmente delineati dalla Commissione europea. Per tutelare la sicurezza del sistema elettrico continentale, i deputati Ue hanno introdotto un’esenzione specifica riservata ai flussi energetici provenienti da Paesi terzi impiegati dai gestori delle reti per preservare l’equilibrio della trasmissione.
L’Eurocamera è intervenuta sulle falle procedurali abbassando la soglia che definisce le modifiche minime a un prodotto come pratiche di elusione. Se tali comportamenti assumono carattere sistematico, la Commissione potrà applicare i parametri di emissione predefiniti del Paese di origine. È stata inoltre respinta la clausola di salvaguardia proposta da Bruxelles che avrebbe esentato temporaneamente determinati prodotti in caso di shock dei prezzi: al suo posto, i proventi derivanti dai dazi su tali beni verranno riassegnati ai settori industriali impattati. L’impianto esclude l’impiego dei crediti di carbonio ex articolo 6 dell’Accordo di Parigi per assolvere gli obblighi CBAM, rinviandone la trattazione alla revisione generale dell’ETS, e prevede adempimenti semplificati e assistenza tecnica per i Paesi meno sviluppati.
Il relatore per l’estensione del CBAM, Mohammed Chahim (S&D, NL), ha espresso soddisfazione per l’esito del voto: “Questo compromesso rende il meccanismo più forte, equo e resiliente. Abbiamo colmato importanti lacune, rafforzato l’applicazione delle norme contro l’elusione ed esteso l’ambito di applicazione del meccanismo nei settori in cui è più importante. È un pacchetto equilibrato che protegge l’industria europea nel processo di decarbonizzazione, salvaguardando al contempo l’integrità ambientale del meccanismo.”
IL FONDO TEMPORANEO PER LA DECARBONIZZAZIONE E IL SUPPORTO AGLI ESPORTATORI
La protezione delle imprese sui mercati extra-UE ha trovato concretezza con l’approvazione del Fondo temporaneo per la decarbonizzazione, votato con 433 voti favorevoli, 97 contrari e 146 astensioni. Lo strumento mira a sterilizzare lo svantaggio competitivo patito dai produttori europei che esportano verso Paesi privi di tassazione sul carbonio. I parlamentari hanno stabilito che le erogazioni del Fondo debbano coprire il triennio 2027-2029, anticipando di dodici mesi l’avvio fissato al 2028 dall’esecutivo comunitario.
L’accesso alle risorse è stato allargato all’intera platea dei trasformatori a valle che utilizzano merci soggette a CBAM e ai comparti ad alta intensità di costi climatici, inserendo prodotti chimici strategici per la sicurezza alimentare quali urea, nitrato di ammonio e solfato di ammonio. Le risorse economiche residue non confluiranno nei bilanci nazionali degli Stati membri, ma saranno dirottate sul finanziamento climatico internazionale nell’alveo degli impegni dell’Accordo di Parigi.
Sul senso della misura è intervenuto il relatore per il Fondo temporaneo, Pascal Canfin (Renew, FR): “Oggi abbiamo compiuto un importante passo avanti per rendere l’Europa un luogo sicuro per gli investimenti nella decarbonizzazione: stiamo ampliando la copertura dei prodotti per rafforzare la parità di condizioni e introducendo norme più rigorose contro l’elusione, in particolare per contrastare lo spostamento delle risorse dalla Cina. Offriamo inoltre una soluzione più solida per gli agricoltori colpiti dai costi dei fertilizzanti e un sistema di sostegno alle esportazioni per proteggere le imprese europee sui mercati in cui i loro concorrenti non pagano un prezzo del carbonio.” Il mandato negoziale conferito dall’Aula apre ora la fase di contrattazione formale con i governi dell’Unione.
LA RISERVA DI MERCATO ETS1 E LA SOGLIA A 650 MILIONI DI QUOTE
Il secondo asse della seduta ha riguardato l’aggiornamento della riserva stabilizzatrice del mercato (MSR) per il sistema ETS1, adottato con 367 voti favorevoli, 240 contrari e 59 astensioni. Il meccanismo, attivo dal 2019 per riequilibrare domanda e offerta mediante la regolazione delle quote in circolazione, prevede attualmente la cancellazione automatica dei permessi eccedenti il tetto di 400 milioni.
La plenaria ha respinto l’ipotesi della Commissione di abolire integralmente le cancellazioni per trattenere indefinitamente le quote nella riserva. L’orientamento parlamentare mantiene in vigore la cancellazione, ma ne innalza il livello di scatto da 400 a 650 milioni di quote con decorrenza dal 1° febbraio 2027. La soluzione intende preservare un cuscinetto sufficiente a tamponare gli squilibri commerciali evitando fenomeni di accumulo speculativo, in coerenza con i target climatici dell’UE per il 2040 e il 2050. Il relatore del provvedimento, Pierfrancesco Maran (S&D, IT), ha delineato i risvolti economici dell’intesa: “Il voto di oggi raggiunge il giusto equilibrio tra ambizione climatica e competitività industriale.
L’innalzamento della soglia di cancellazione e la definizione di una data chiara per l’entrata in vigore conferiscono alla riserva stabilizzatrice del mercato la flessibilità necessaria, salvaguardando al contempo il sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (ETS). L’accordo sostenuto da un’ampia maggioranza pone le basi per la revisione dell’ETS, dimostrando che politiche climatiche e industriali ambiziose possono andare di pari passo.” Anche su questo dossier il Parlamento avvierà a breve il confronto con il Consiglio per definire il regolamento finale.
LA PROTEZIONE DEI CONSUMATORI NELL’ETS2 PER EDIFICI E TRASPORTI
La gestione dei costi sociali legati alla transizione energetica è stata suggellata con l’approvazione definitiva dell’accordo provvisorio con il Consiglio sulla riserva stabilizzatrice dell’ETS2, licenziato con 467 voti favorevoli, 158 contrari e 41 astensioni. Il circuito monitora le emissioni prodotte dai comparti degli edifici civili, del trasporto su strada e di altri settori correlati. Le norme concordate mirano a proteggere i cittadini da repentine impennate dei prezzi dell’energia e dei combustibili per autotrazione.
Una volta recepite formalmente dal Consiglio, le disposizioni diverranno esecutive decorsi 20 giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. La relatrice Danuše Nerudová (PPE, CZ) ha spiegato le finalità dell’intervento di salvaguardia: “L’Europa deve fare di più per proteggere le famiglie dai potenziali impatti negativi dell’ETS2. Questa revisione rafforzerà la stabilità dei prezzi per i cittadini. Sottolinea che gli Stati membri devono dare priorità alle attività volte ad affrontare gli effetti sociali dell’ETS2 quando utilizzano i proventi delle aste e valutare la proroga dell’attuale meccanismo di controllo dei prezzi. La Commissione valuterà inoltre entro ottobre 2027 l’applicazione dell’ETS2 agli edifici, al trasporto stradale e agli altri settori, nonché l’adeguatezza delle attuali misure volte a proteggere le famiglie vulnerabili.”

