Sostenibilità

La Ue fa su serio sul clima: nel 2019 la strategia sul taglio delle emissioni

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Esultano le associazioni e le ong ambientaliste. Commissario Canete: “Non c’è tempo da perdere”

Una strategia di lungo termine per tagliare le emissioni di gas serra e contrastare i cambiamenti climatici da presentare entro il primo trimestre del 2019. È quanto hanno chiesto i leader del Vecchio Continente nel corso del Consiglio Europeo alla Commissione Ue invitandola a tenere in considerazione i piani nazionali dei singoli paesi e i termini stabiliti nell’accordo di Parigi. L’orizzonte temporale per aggiornare la road map elaborata nel 2011 rimane quello del 2050. “Non c’è tempo da perdere”, ha twittato il commissario per il clima Miguel Arias Canete aggiungendo: “Lunga prospettiva, più azione, più lavoro e investimenti, più innovazione, migliore società”.

UEEsultano, naturalmente, le associazioni e le ong ambientaliste: “Alcuni all’interno delle istituzioni dell’Ue avevano cominciato a considerare le grandi questioni climatiche troppo difficili e troppo divisorie, e così avevano cominciato a tirarsi indietro. Le conclusioni unanimi di oggi dimostrano che l’appetito politico di alto livello esiste”, ha twittato Jonathan Gaventa, direttore del think-tank E3G. Le conclusioni di oggi sono “un passo importante” perché provano che “gli attuali obiettivi climatici per il 2030 sono insufficienti e devono essere aumentati”, ha detto Wendel Trio del Climate Action Network.

L’Ue ha l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra dell’80% entro il 2050 per limitare il riscaldamento globale entro i 2 gradi centigradi. Nell’accordo di Parigi, i governi decisero di darsi obiettivi più ambiziosi e cioè di contenere il riscaldamento entro 1,5 gradi. L’obiettivo al 2030 è invece quello di limitare le emissioni del 40% entro il 2030 (rispetto al 1990) ed è criticato per essere stato deciso prima dell’accordo francese.