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Consiglio Ue

Consiglio europeo, ecco com’è andata per l’Italia su Dl bollette ed Ets

Approvata l’agenda “Un’Europa, un mercato unico” per il rilancio industriale. Meloni annuncia il via libera a misure nazionali contro i rincari, ma per le opposizioni è una “sconfitta nera” sul fronte ETS.

Il Consiglio Europeo ha segnato un momento di snodo cruciale per il futuro della competitività continentale, tracciando una linea d’azione che intreccia sicurezza geopolitica e resilienza economica. La notizia principale, che emerge dalle conclusioni ufficiali diffuse al termine dei lavori a Bruxelles e dai successivi interventi istituzionali, riguarda il via libera dei leader a una gestione più flessibile della crisi energetica.
Il Governo italiano ha incassato il riconoscimento delle “asimmetrie” prodotte dalle attuali regole europee, ottenendo l’inserimento nel testo finale della possibilità di adottare misure nazionali d’urgenza per mitigare i costi dell’elettricità, inclusa la componente del mercato del carbonio (ETS). Questo permetterà a Roma di avviare già da lunedì prossimo un confronto tecnico con la Commissione Europea per armonizzare il cosiddetto “decreto bollette” nazionale con il quadro comunitario.

IL PIANO “UN’EUROPA, UN MERCATO UNICO” PER IL 2027

Il 2026 è stato designato dai leader europei come l’anno della competitività. Il Presidente António Costa ha ufficializzato l’approvazione dell’agenda “Un’Europa, un mercato unico”, un piano ambizioso che punta a eliminare le dieci principali barriere all’ingresso nel mercato interno entro marzo 2027. “Rafforzare la nostra competitività è fondamentale per stimolare la crescita, garantire posti di lavoro di qualità e consolidare l’autonomia strategica”, ha spiegato Costa.

Tra le misure previste entro la fine dell’anno figurano il riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali per la mobilità dei lavoratori, la creazione di un regime unico volontario per le imprese (il cosiddetto 28° regime) e l’accelerazione sull’euro digitale e l’unione dei mercati dei capitali. Il programma punta inoltre a una massiccia semplificazione burocratica attraverso l’approvazione di pacchetti omnibus e lo snellimento delle procedure di permitting.

ENERGIA E CARBURANTI: COSA OTTIENE L’ITALIA A BRUXELLES

Sul fronte dei rincari energetici, l’Italia rivendica un successo diplomatico basato sul pragmatismo. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha sottolineato l’importanza del risultato ottenuto: “Siamo riusciti a far entrare nelle conclusioni la possibilità di dare vita a misure nazionali urgenti che riescano a mitigare l’impatto delle varie componenti nella formazione del prezzo dell’elettricità, Ets compreso.

Questo ci consente di lavorare con la Commissione già da lunedì sulla base del nostro decreto bollette”. Se l’Italia ottiene margini di manovra sulle tariffe elettriche, rimane più complessa la partita sulle accise dei carburanti. Sebbene si sia discusso dell’aumento dei costi dei fossili importati a causa della crisi in Medio Oriente, il Consiglio ha preferito delegare alla Commissione la presentazione di un “toolbox” di misure temporanee e mirate, senza avallare un taglio generalizzato e coordinato delle tasse alla pompa, ma lasciando spazio a interventi protettivi per i settori industriali più vulnerabili e a rischio delocalizzazione.

IL DIBATTITO SULL’ETS E LE VOCI DEI MINISTRI

Il sistema di scambio delle emissioni resta al centro del confronto strategico. Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha definito le decisioni assunte una “svolta storica”, affermando che “finalmente l’Europa si muove sulla strada indicata dall’Italia. È di grande rilevanza il riconoscimento che la prossima revisione dell’ETS affronterà da subito questioni come l’estensione delle quote gratuite per le industrie energivore e la volatilità dei prezzi condizionata dalla speculazione”. Sulla stessa lunghezza d’onda il Ministro per gli Affari Europei, Tommaso Foti, che ha ribadito come “la volontà di von der Leyen di lavorare vicino al Governo italiano rappresenti l’ennesima conferma del peso politico dell’Italia in Europa”.

Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha accolto con favore l’avvio del confronto costruttivo: “L’obiettivo è definire interventi mirati e compatibili con il quadro europeo, tenendo conto delle peculiarità del mix energetico italiano. Servono realismo economico e neutralità tecnologica per non penalizzare sistema produttivo e cittadini”. Tuttavia, è bene notare che il Governo non ha ottenuto una sospensione immediata dell’ETS, ma una promessa di revisione entro luglio 2026 per ridurne la volatilità, mantenendo fermo il ruolo del mercato del carbonio nella transizione ecologica.

LE CRITICHE DELLE OPPOSIZIONI: “BOCCIATURA PER MELONI”

Le conclusioni di Bruxelles sono state accolte in modo critico dalle opposizioni. Vinicio Peluffo (PD) parla di una “sonora bocciatura”, sostenendo che il Governo si muova fuori da una strategia comunitaria: “Il Consiglio europeo non ha dato alcun via libera alla sterilizzazione dell’ETS prevista dal decreto energia: sostenere il contrario è una forzatura politica priva di fondamento. Il Governo risponde con una misura isolata, temporanea e tecnicamente debole”.

Sergio Costa (M5S) definisce l’esito una “sconfitta nera”, evidenziando come “la proposta di sospendere l’ETS non abbia trovato spazio nemmeno nel dibattito. L’esecutivo ha scommesso su una posizione che nessun partner ha voluto sostenere, tutelando le rendite del comparto fossile anziché le famiglie”.

GEOPOLITICA: UCRAINA, MEDIO ORIENTE E SICUREZZA MARITTIMA

Il Consiglio ha dedicato ampio spazio ai conflitti in corso. È stata ribadita la condanna totale degli attacchi russi alle infrastrutture civili ucraine e alla contaminazione del fiume Dniester, minaccia per le riserve idriche della Moldova. Sul fronte mediorientale, i leader hanno chiesto una “de-escalation e la massima moderazione” in Iran, sollecitando una moratoria sugli attacchi alle strutture energetiche. L’europarlamentare Nicola Procaccini (FdI) ha sottolineato come l’Italia sia “protagonista nel garantire libertà e sicurezza della navigazione”, con il Consiglio che ha richiamato la necessità di rafforzare le missioni ASPIDES e ATALANTA nello Stretto di Hormuz. Il sostegno all’Ucraina rimane “incrollabile”, nonostante la preoccupazione espressa per la decisione degli Stati Uniti di revocare parzialmente alcune sanzioni contro la Russia.

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