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Cosa rivela l’elenco dei partecipanti al Cop26, il Summit delle Nazioni Unite sul clima

Clima

Presente alla Cop26 anche Papa Francesco. Assenti Xi e Modi, in forse Putin e Bolsonaro

Il vertice delle Nazioni Unite sul clima che inizierà il 31 ottobre a Glasgow porterà una combinazione senza precedenti di leader per un evento simile (sarà presente anche Papa Francesco) e la probabile assenza di attori vitali, in particolare il presidente cinese Xi Jinping. I discorsi e gli incontri dietro le quinte alla COP26 tra i leader nei primi due giorni del vertice daranno il tono al resto della riunione e l’occasione per i vari paesi di mostrare i nuovi impegni di riduzione delle emissioni di gas serra per raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi.

MONDO VERSO I 2,7 GRADI DI SURRISCALDAMENTO SENZA INTERVENTI

Senza nuovi audaci tagli alle emissioni a breve termine, ha recentemente avvertito l’Onu, il mondo si sta dirigendo verso un riscaldamento di almeno 2,7 gradi al di sopra dei livelli preindustriali entro il 2100, ben al di sopra degli obiettivi di temperatura di Parigi.

Gli sviluppi che vanno dalle tensioni tra Stati Uniti e Cina alla spirale della crisi energetica in Europa e in Asia, in particolare, potrebbero ridurre gli obiettivi di emissioni e gli impegni di finanziamento del clima necessari per evitare gli impatti più gravi del riscaldamento globale.

CHI CI SARA’ E CHI NON CI SARA’ AL VERTICE ONU

Il presidente Biden sarà sicuramente presente e promuoverà i suoi obiettivi sulle emissioni. Ma se sarà in grado di presenziare il vertice con in mano la nuova legge per sostenere le sue promesse, al momento è una scommessa a cui nessuno può dare seguito. Bisogna ricordare, infatti, che gli Stati Uniti sono il principale emettitore storico al mondo e il secondo emettitore attuale di gas serra che provocano il riscaldamento del pianeta.

Una simile evenienza, ha commentato Axios, “lascerebbe Biden con molte promesse non mantenute e potrebbe rendere gli altri leader più scettici sulla capacità dell’America di ridurre le emissioni e destinare ulteriori finanziamenti per aiutare le nazioni in via di sviluppo ad adattarsi al riscaldamento globale”.

PAPA FRANCESCO PRESENTE

Papa Francesco sarà il primo pontefice in assoluto a partecipare a un Cop. La sua Enciclica sull’ambiente del 2015 è stata ampiamente letta in tutto il mondo e agire per combattere il cambiamento climatico è uno dei suoi temi distintivi.

Saranno presenti poi il primo ministro canadese Justin Trudeau e il presidente francese Emmanuel Macron ma anche il primo ministro britannico Boris Johnson ospite dell’evento assieme alla regina Elisabetta II.

GLI ASSENTI: DA XI A MODI. IN ‘FORSE’ PUTIN E BOLSONARO

Tra i grandi assenti alla Cop26 il cinese Xi è in cima alla lista. Ancora incerta la presenza del primo ministro indiano Narendra Modi, nonostante le molteplici visite nel suo paese dell’inviato per il clima di Biden, John Kerry, e la recente visita di Modi alla Casa Bianca.

L’India dovrebbe svelare un nuovo obiettivo, ma la forma che assumerà non è ancora nota. Potrebbe includere nuovi obiettivi per l’utilizzo di energia rinnovabile o la riduzione delle emissioni, o entrambi, ha detto ad Axios David Waskow, direttore dell’International Climate Initiative del World Resources Institute.

Nella “lista dei forse” c’è anche il primo ministro australiano Scott Morrison, che di recente ha visitato la Casa Bianca e si è impegnato a intraprendere una sorta di ulteriore azione per il clima. Morrison ha intenzione di presentare un nuovo target zero netto per il paese ma nei giorni scorsi, ha riferito Waskow, il governo è andato nella direzione opposta rispetto all’energia pulita, dando il via libera a nuove miniere di carbone.

Il presidente russo Vladimir Putin è, come al solito, un jolly: il paese ospita vaste riserve di petrolio e gas, ma la scorsa settimana ha parlato della necessità di una “transizione pianificata” verso l’energia pulita. Si ipotizza che anche la Russia svelerà una strategia di riduzione del carbonio a lungo termine, ma potrebbe arrivare fino al 2060.

Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro potrebbe essere un altro degli assenti alla COp26: il suo paese soffre di una devastante siccità tra picchi di deforestazione legati alle politiche del governo e deve affrontare inchieste per corruzione.

Qualche altra indecisione potrebbe arrivare dalle restrizioni ai viaggi legate al coronavirus con molti dei paesi in via di sviluppo che non hanno accesso ai vaccini costretti a navigare in una rete di burocrazia per entrare nelle sale dei negoziati.

I PICCOLI PAESI INSULARI I PIU’ INTERESSATI

Di sicuro, invece, i capi di stato dei paesi più vulnerabili agli impatti climatici, come le piccole nazioni insulari, porteranno con loro una prospettiva morale: se il mondo non agirà rapidamente per ridurre drasticamente le emissioni, le loro case potrebbero sprofondare sotto l’innalzamento dei mari.

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