Scenari

Dalla Cina più impianti a carbone delle dismissioni nel resto del mondo nel 2020

carbone

La Cina ha anche 88,1 GW di energia a carbone in costruzione. E altri 158,7 GW sono stati proposti per la costruzione.

Nonostante gli impegni di diventare un’economia net zero emission entro il 2060, la Cina, il più grande generatore a carbone ed emettitore di anidride carbonica del globo, lo scorso anno ha commissionato più impianti di questo tipo di quanti non se ne siano ‘pensionati’ nel resto del mondo. È quanto emerge dal nuovo report di Global Energy Monitor (GEM).

I NUMERI

La Cina ha commissionato 38,4 gigawatt (GW) di nuove centrali a carbone nel 2020, compensando il record di 37,8 GW di capacità dismessa l’anno scorso, secondo il rapporto.

Il boom del carbone in Cina ha rappresentato il 76% della nuova capacità globale di 50,3 GW. A livello globale, la messa in servizio di nuovi impianti è crollata del 34% nel 2020 a causa delle difficoltà nell’ottenere finanziamenti e dei ritardi dovuti alla pandemia.

IL RUOLO DELL’INDIA

L’India, che continua a fare affidamento sul carbone, ha visto aumentare la capacità energetica del combustibile di soli 0,7 GW nel 2020, con 2 GW commissionati e 1,3 GW dismessi, secondo il rapporto GEM.

LA CINA SPINGE ANCORA

La Cina ha anche 88,1 GW di energia a carbone in costruzione. E altri 158,7 GW sono stati proposti per essere realizzati nei prossimi anni.

USA PRIMI PER PENSIONAMENTI DI IMPIANTI A CARBONE, SECONDA L’UE

Nel frattempo, il resto del mondo sta dismettendo capacità a carbone e annunciando il ritiro completo dal settore. L’anno scorso, i ‘pensionamenti’ sono stati guidati dagli Stati Uniti con 11,3 GW e dall’Ue con 10,1 GW di capacità dismessa.

IL BOOM PROMESSO DA TRUMP UN FALLIMENTO

“Il boom del carbone promesso dal presidente Trump è stato un fallimento con i ritiri delle centrali a carbone statunitensi durante il mandato quadriennale di Trump saliti a 52,4 GW, superando i 48,9 GW dismessi durante il secondo mandato del presidente Obama”, ha ammesso Global Energy Monitor.

MYLLYVIRTA (CREA): CON ANNULLAMENTO NUOVE CENTRALI CINA SU BUONA STRADA PER SVILUPPO A BASSE EMISSIONI

Commentando il boom del carbone in Cina, Lauri Myllyvirta, capo analista presso il Center for Research on Energy and Clean Air (CREA), ha dichiarato: “Sono state annunciate dozzine di nuovi progetti, pari alla capacità totale di energia a carbone della Germania e della Polonia messe insieme l’anno scorso in Cina. Annullarli metterebbe il paese sulla buona strada per lo sviluppo a basse emissioni che la leadership afferma di voler perseguire”, ha osservato Myllyvirta.

RAGIONI AUMENTO IN CINA SONO DOVUTE A IMPENNATA DOMANDA ENERGIA

La produzione cinese di energia elettrica a carbone è aumentata lo scorso anno a causa della crescente domanda di elettricità che ha superato le installazioni di nuova capacità di energia pulita, rendendo la Cina l’unico paese del G-20 con una crescente produzione di combustibile, ha dichiarato Ember in un rapporto separato il mese scorso.