Scenari

Dl maggio, si entra nel vivo: come sarà l’ecobonus

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Nel Dl maggio ci sarà l’istituzione di un apposito fondo per la compensazione dei danni subiti dal tpl e la riduzione del canone di accesso alle infrastrutture ferroviarie, oltre a tagli degli oneri di sistema in bolletta

Si entra nei dettagli su quali saranno le misure per energia, ambiente e mobilità, che dovrebbero entrare nel decreto Maggio, il provvedimento da 55 miliardi di euro che il governo aveva annunciato per aprile che si appresta a varare nelle prossime ore. Dopo la girandola di incontri di Palazzo Chigi con esponenti della maggioranza e parti sociali, il decreto dovrebbe arrivare tra oggi e domani, salvo ulteriori rinvii. Di sicuro vi entreranno interventi su Ecobonus e sisma-bonus al sopra al 100%, interventi nel settore automotive e l’eliminazione degli oneri di sistema nelle bollette per le imprese.

Le audizioni di inizio settimana dei ministri dell’Economia Roberto Gualtieri e dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli del resto hanno confermato questi interventi e nelle ultime ore si riscontra un ampio consenso soprattutto sull’Ecobonus.

SU ECOBONUS E SISMA-BONUS SOPRA IL 100% TUTTI D’ACCORDO

I deputati M5S Luca Sut e Patrizia Terzoni, rispettivamente capogruppo nella commissione Attività produttive e vicepresidente della commissione Ambiente alla Camera, hanno chiarito come sarà strutturato l’intervento: “Stiamo lavorando per garantire l’aumento della detrazione fino al 120% per gli interventi di efficientamento energetico del patrimonio immobiliare. Questa misura, fortemente voluta dal M5S, che abbiamo presentato con un emendamento al dl Liquidità probabilmente entrerà nel prossimo decreto. Si tratta di un provvedimento molto atteso dal settore dell’edilizia, che mai come adesso, dopo un momento in cui le attività si sono azzerate, ha bisogno di ripartire. Per dare la possibilità a tutti i cittadini di accedere a questo tipo di interventi abbiamo previsto una detrazione fiscale del 120% del costo sostenuto, oppure la possibilità che il fornitore sconti il costo totale dei lavori in fattura, usufruendo a sua volta del rimborso del 120% sotto forma di credito di imposta. In questo modo garantiamo a tutti i cittadini interventi di efficientamento energetico a costo zero”.

“Per evitare che alcune aziende siano escluse abbiamo inserito una novità – hanno proseguito i pentastellati -: i fornitori potranno cedere a loro volta il credito d’imposta, pari all’importo dello sconto anticipato al cittadino, alle banche e a quest’ultime rimborsato sotto forma di credito d’imposta. La detrazione fiscale dell’ecobonus al 120%, che sarà valido dal Primo gennaio 2020 fino al 31 dicembre 2022, stimolerà in positivo l’occupazione e ci permetterà di incentivare il rinnovo del nostro patrimonio immobiliare. Tra l’altro, gli interventi di efficientamento energetico ci consentono di ridurre i consumi, generando un vero e proprio risparmio per coloro che accederanno alla misura, con effetti positivi anche nel contrasto ai cambiamenti climatici. Questa norma rientra in un pacchetto di misure che vedono lo stanziamento di ingenti risorse, che stimoleranno l’economia del Paese riaccendendo i motori del nostro tessuto imprenditoriale”, hanno concluso i deputati M5S.

La misura non dovrebbe avere problemi visto che ha già ricevuto l’endorsment di Forza Italia e Italia dei Valori con quest’ultima che ha chiesto ”prevedere un data congrua per l’ultimazione dei lavori, al fine di vedersi riconosciuto la misura prevista dall’imminente Decreto. Tra tempi di progettazione, verifiche sismiche, autorizzazioni ed esecuzione dei lavori è necessario un termine utile almeno fino al 31 dicembre 2022, e non fino alla fine del 2021, come anticipato dagli organi di informazione, perché il rischio è che non tutti possano completare i lavori in tempi utili”, ha detto il capogruppo in Commissione Lavoro di Italia Viva Camillo D’Alessandro.

D’accordo con la misura anche Alessandro Genovesi, Segretario generale della Fillea Cgil e Edoardo Zanchini, Vice presidente di Legambiente che recentemente avevano lanciato una proposta di riforma e potenziamento degli incentivi per ristrutturazioni, risparmio energetico e anti-sismico anche se con una serie di vincoli ‘green’ legati sia alla rigenerazione come la riduzione del fabbisogno energetico del 50% che regolarità contributiva (Durc).

IL SETTORE AUTOMOTIVE

Per quanto riguarda il settore automotive ‘ballano’ i possibili incentivi alla rottamazione. Tutte le associazioni di settore hanno chiesto al governo di intervenire per salvaguardare la tenuta del comparto. Da ultimo è arrivato l’appello di Aniasa, l’Associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità secondo cui il settore del noleggio (soprattutto a breve termine) e dello sharing, sono sull’orlo del baratro e rischiano di provocare pesanti ricadute sul fronte occupazionale. Due le proposte: un voucher per le famiglie da poter spendere per una qualunque attività compresa nell’offerta turistica del nostro Paese (autonoleggio compreso). E il ripristino del superammortamento per i veicoli aziendali.

FONDO PER IL TPL

Di sicuro nel decreto maggio ci saranno delle misure a sostegno del settore dei trasporti come “l’istituzione di un apposito fondo per la compensazione dei danni subiti dal trasporto pubblico locale, l’anticipazione di cassa dell’80% dello stanziamento a fondo già esistente, la riduzione del canone di accesso alle infrastrutture ferroviarie a tutte le società e lo stanziamento di risorse specifiche per incentivare i trasporti intermodali”, ha annunciato il ministro delle Infrastrutture, Paola De Micheli, in audizione alla Camera, aggiungendo che nel piano governativo per il rinnovo del parco rotabile urbano sono stati già stanziati alle Regioni 2,6 miliardi a cui se ne aggiungeranno altri 400 questo mese.

TAGLI AGLI ONERI IN BOLLETTA IMPRESE

Sulle bollette nessuna novità invece: si rimane alle parole di Gualtieri di qualche giorno fa sulla “eliminazione degli oneri di sistema per le bollette”, a favore delle imprese. “Intendiamo fare un’operazione sugli oneri di sistema per un valore di circa 600 milioni di euro che per tre mesi porta virtualmente tutte le utenze superiori ai 3kW al costo di sistema di 3kW. Stiamo parlando di cifre importanti. Portare tutte le utenze significa abbattere del 75% quegli oneri. L’onere complessivo di oneri domestici e non domestiche è di circa 1,2 miliardi di euro. Avendo consumo zero e tre quarti di oneri, la bolletta sarà quasi zero”, aveva poi aggiunto Patuanelli.