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Domanda gas destinata a crescita lenta nei prossimi anni. Ecco perché secondo Aie

Iea, Ecco Il Rapporto Di Maggio-giugno 2022

I prezzi elevati e le interruzioni delle forniture in seguito all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia portano a una revisione al ribasso e mettono in dubbio le prospettive del gas naturale nelle transizioni energetiche

Il consumo globale di gas dovrebbe subire una leggera contrazione nel 2022 e crescere lentamente nei tre anni successivi in scia con la guerra in corso in Russia in Ucraina che sta facendo salire i prezzi e alimentare i timori di ulteriori interruzioni delle forniture. È quanto emerge dall’ultimo rapporto dell’Aie sul mercato del gas secondo cui gli attuali prezzi record del gas stanno deprimendo la domanda e inducendo alcuni utenti a passare al carbone e al petrolio, mentre i recenti tagli ai flussi di gas russo verso l’Europa stanno mettendo in allarme le forniture in vista dell’inverno.

TURBOLENZE DI MERCATO DANNEGGIANO LA REPUTAZIONE DEL GAS

“Le turbolenze stanno danneggiando la reputazione del gas naturale come fonte energetica affidabile e conveniente, mettendo in dubbio il ruolo che ci si aspettava potesse svolgere nell’aiutare le economie in via di sviluppo a soddisfare la crescente domanda di energia e ad abbandonare i combustibili ad alta intensità di carbonio – ha sottolineato ancora l’Agenzia internazionale per l’energia -. I recenti sviluppi hanno portato a una notevole revisione al ribasso delle prospettive di crescita del gas”.

AL 2025 AUMENTO DOMANDA A 140 MLD DI MC RISPETTO AI 170 PREVISTI LO SCORSO ANNO

Infatti, secondo il nuovo Rapporto sul mercato del gas, la domanda globale di combustibile è destinata ad aumentare di 140 miliardi di metri cubi tra il 2021 e il 2025, meno della metà di quanto previsto in precedenza e meno dell’aumento di 170 mld di mc previsto per il solo 2021.

IL REPORT RISCONTRA UN MINOR PASSAGGIO DAL CARBONE E PETROLIO AL GAS

La revisione al ribasso della crescita della domanda di gas nei prossimi anni, spiega Aie nel rapporto, “è principalmente il risultato di un’attività economica più debole e di un minore passaggio dal carbone o dal petrolio al gas. Solo un quinto di essa deriva da incrementi di efficienza e dalla sostituzione del gas con le fonti rinnovabili, evidenziando la necessità di maggiori progressi nella transizione verso l’energia pulita. Una più rapida diffusione della produzione di energia rinnovabile e un maggiore impegno per un uso più efficiente dell’energia allevierebbero le pressioni sui prezzi dell’energia e aiuterebbero i mercati emergenti sensibili ai prezzi ad accedere a forniture di gas in grado di migliorare rapidamente la qualità dell’aria e l’intensità delle emissioni di carbonio”.

SADAMORI (AIE): LA GUERRA TRA RUSSIA E UCRAINA STA PERTURBANDO I MERCATI

“La guerra tra Russia e Ucraina sta seriamente perturbando i mercati del gas che già mostravano segni di tensione – ha dichiarato il direttore dell’Aie per i mercati energetici e la sicurezza Keisuke Sadamori -. Stiamo assistendo a inevitabili impennate dei prezzi mentre i Paesi di tutto il mondo si contendono le spedizioni di GNL, ma la risposta più sostenibile all’attuale crisi energetica globale è rappresentata da sforzi e politiche più incisive per un uso più efficiente dell’energia e per accelerare la transizione verso l’energia pulita”.

META’ DELLA CRESCITA NELLA REGIONE ASIA-PACIFICO

Da un punto di vista geografico, “la regione Asia-Pacifico dovrebbe rappresentare la metà della crescita prevista della domanda globale di gas fino al 2025. In termini di settori, l’industria dovrebbe rappresentare il 60% della domanda globale. Tuttavia, queste proiezioni sono soggette a rischi di ribasso a causa dei prezzi elevati e di una crescita economica potenzialmente più bassa”, spiega Aie.

L’IMPEGNO UE A STACCARSI DALLA RUSSIA STA AVENDO RIPERCUSSIONI A LIVELLO GLOBALE

“L’impegno Ue di eliminare gradualmente le importazioni di gas dalla Russia – storicamente il suo principale fornitore – sta avendo ripercussioni a livello globale, in quanto la crescente domanda europea di GNL attira le forniture inizialmente destinate ad altre regioni. Lo scenario di base del Rapporto sul mercato del gas ipotizza che le esportazioni di gas dai gasdotti russi verso l’UE diminuiranno di oltre il 55% tra il 2021 e il 2025, ma il rapporto prende in considerazione anche un caso accelerato in cui la riduzione sarà di oltre il 75%”, evidenzia l’Agenzia internazionale per l’energia.

CAPACITA’ EXPORT GNL DESTINATA A RALLENTARE NEI PROSSIMI TRE ANNI

Le aggiunte di capacità di esportazione di GNL sono destinate a rallentare nei prossimi tre anni, a causa della riduzione dei piani di investimento durante il periodo di prezzi più bassi a metà degli anni ’90 e dei ritardi nella costruzione dovuti alle chiusure di Covid-19. Ciò comporta il rischio di un prolungamento delle condizioni di mercato. Sebbene di recente si sia registrata un’impennata nelle decisioni di investimento nel GNL, l’infrastruttura risultante non sarà operativa prima del 2025, ha concluso il report Aie.

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