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End of Waste, traguardo vicino al Senato. Aziende soddisfatte

plastic tax

Confindustria, Circular Economy Network, Cna, Fise Assoambiente, Confederazione Italiana Agricoltori, Confartigianato Imprese, Confcooperative, Legacoop, Confapi, Assovetro, Confagricoltura, Comieco, Assocarta, Ucina, Ance e tante altre sigle esprimono “apprezzamento” per l’emendamento sull’end of waste

È arrivato nella tarda serata di ieri, delle commissioni Industria e Lavoro del Senato, il via libera al Dl sulle crisi aziendali contenente, tra gli altri, gli emendamenti sull’end of waste, gli emendamenti su precari Anpal e la soppressione dello scudo per i manager di Arcelor Mittal Italia. Il provvedimento è adesso all’esame dell’Aula del Senato dove dovrebbe essere licenziato entro il 3 novembre, giorno di scadenza del provvedimento.

COSA DICE L’EMENDAMENTO

La proposta va incontro alle numerose richieste delle aziende del settore dell’End of Waste e dovrebbe consentire l’operatività delle autorizzazioni regionali caso per caso sulla base dei nuovi criteri europei, facendo salve le autorizzazioni esistenti e abrogando la norma introdotta con la legge “sblocca cantieri” che stava mettendo in crisi il settore. In sostanza Le Regioni, seguendo criteri ben precisi, potranno rilasciare o rinnovare autorizzazioni alla “cessazione della qualifica di rifiuto”, “in mancanza di criteri specifici” nel rispetto di quanto stabilito nell’articolo 6 della Direttiva 98/2008/CE, ossia la Direttiva Quadro sui rifiuti.

I CONTROLLI

Le autorità competenti al rilascio delle autorizzazioni End of Waste dovranno comunicare all’Ispra i nuovi provvedimenti adottati, riesaminati o rinnovati entro dieci giorni dalla notifica al soggetto che ha presentato istanza e l’Ispra o l’Arpa che può essere delegata, una volta ricevuta la comunicazione, dovrà verificare a campione, e in contraddittorio con l’interessato se è tutto apposto. Le procedure di controllo sulle richieste di autorizzazioni dovrebbero concludersi massimo entro 135 giorni. Le autorità competenti potranno disporre anche la revoca della autorizzazione e, in caso di inadempienza, il ministero dell’Ambiete potrà sostituirle da un commissario. Per assicurare lo svolgimento delle attività istruttorie vengono stanziati 200mila euro all’anno dal 2020 al 2024 per la creazione di un gruppo di lavoro ad hoc al ministero dell’Ambiente. L’emendamento istituisce anche un registro nazionale delle autorizzazioni rilasciate.

I DUBBI DELLA RAGIONERIA DELLO STATO SULL’EMENDAMENTO END OF WASTE

Risolti i dubbi della Ragioneria di Stato su alcune parti della proposta emendativa che avrebbero rischiato di avere effetti finanziari senza le necessarie coperture: le novità riguardano l’introduzione di una sorta clausole di salvaguardia finanziaria per quanto riguarda l’attività degli eventuali commissari sostitutivi e per il registro nazionale delle autorizzazioni.

SODDISFATTE LE AZIENDE DI SETTORE

Confindustria, Circular Economy Network, Cna, Fise Assoambiente, Confederazione Italiana Agricoltori, Confartigianato Imprese, Confcooperative, Legacoop, Confapi, Assovetro, Confagricoltura, Comieco, Assocarta, Ucina, Ance e tante altre sigle esprimono “apprezzamento” per l’emendamento approvato in Commissione al Senato che consente l’operatività delle autorizzazioni regionali caso per caso sulla base dei nuovi criteri europei e che fa salve le autorizzazioni esistenti. “Come è noto, dopo una sentenza del Consiglio di Stato e la norma introdotta con la legge ‘sblocca cantieri’, molte autorizzazioni in scadenza o per nuove attività di riciclo erano bloccate, con evidenti pregiudizi per il raggiungimento degli obiettivi dell’economia circolare – hanno scritto in una nota -. Ora, appena la nuova norma entrerà in vigore, il blocco creato dalla precedente norma sarà abrogato e molte autorizzazioni regionali al riciclo dei rifiuti potranno essere di nuovo rilasciate. Il meccanismo introdotto di controllo a campione, centralizzato a livello ministeriale per le decisioni, della conformità delle modalità operative e gestionali degli impianti di riciclo – numerosi e in genere di piccole e medie dimensioni – autorizzati dalle Regioni, rischia di essere di difficile attuazione e di scarsa efficacia, di generare incertezza sull’efficacia dell’autorizzazione rilasciate e di aggiunge complicazioni alle attività di riciclo. Auspicando che su tale tema vi sia in futuro una più attenta valutazione, ribadiamo la nostra soddisfazione perché è stata accolta anche la nostra proposta di provvedere con urgenza intervenendo nel disegno di legge di conversione del decreto sulle crisi aziendali”, hanno conclude le aziende.